Agosto a Milano? Niente panico. Qui la lista delle mostre da non perdere

Dai Preraffaelliti al design riparativo. Da Liu Bolin a Anna Maria Maiolino. Milano, anche nel pieno dell’estate, è una fucina di offerte culturali da scoprire

Che sia per lavoro, per forza o per amore, rimanere nella capitale lombarda durante uno dei mesi più caldi per alcuni può non sembrare la migliore prospettiva possibile. Ma non tutto il male vien per nuocere: noi di Artribune puntiamo sulla cultura anche ad agosto, sottolineando la piacevolezza che l’aria condizionata di un museo – che meno caotico e affollato rispetto al resto dell’anno – e, soprattutto, una buona mostra possono comportare. Ecco allora una selezione di musei aperti per tutta l’estate e di esposizioni da non lasciarsi scappare. Dall’arte contemporanea a quella moderna, passando per il design e la fotografia, ce n’è davvero per tutti i gusti. A voi la scelta.

-Giulia Ronchi

1. ANNA MARIA MAIOLINO AL PAC

Anna Maria Maiolino, Pac, Performance, Ph Lorenzo Palmieri

L’artista italo-brasiliana Anna Maria Maiolino (Scalea, 1942) espone per la prima volta in un’istituzione pubblica italiana e sceglie come sede il PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea con una retrospettiva che ripercorre tutta la sua carriera, a partire dai primi lavori accademici. Disegni, dipinti, sculture, fotografie e video raccontano una lunga storia e vengono affiancati da un’installazione site specific realizzata interamente in argilla – materiale iconico per l’artista – posta all’ingresso del percorso. Presenti, anche le sue grandi pitture degli anni Novanta, esposte per la prima volta. Fondamentale per la Maiolino è il tema dell’amore declinato a 360 gradi (quello per la famiglia, per la sua terra d’adozione, per il suo lavoro), vissuto all’interno delle turbolenze sociopolitiche, in particolare quelle che hanno sconvolto il Brasile negli ultimi decenni. Così l’amore si fa rivoluzionario.

Anna Maria Maiolino, O AMOR SE FAZ REVOLUCIONÁRIO
Fino al 1° settembre 2019
PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea
Via Palestro, 14
20121 Milano MI
02 88446359
pacmilano.it

2. BROKEN NATURE ALLA TRIENNALE DI MILANO

XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano. Broken Nature. Neri Oxman and the Mediated Matter Group at Massachusetts Institute of Technology, Totems, 2019 © La Triennale di Milano. Photo Gianluca Di Ioia

C’è tempo fino al 1° settembre per immergersi nella XXIIesima esposizione internazionale della Triennale del Design di Milano, curata da Paola Antonelli (intervistata qui). Broken Nature: Design Takes on Human Survival comprende 21 partecipazioni internazionali e indaga il concetto di “design riparativo”: per quanto tempo ancora la specie umana è destinata a esistere su questo pianeta? Considerando i disastri ecologici che hanno compromesso l’armonia del legame uomo-natura, la mostra promuove l’importanza delle pratiche creative nel tentativo di ricucire questo rapporto compromesso attraverso oggetti, concetti e nuovi sistemi. La mostra include anche alcuni lavori commissionati appositamente ad Accurat, Formafantasma, Neri Oxman e Sigil Collective.

Broken Nature
a cura di Paola Antonelli
Triennale di Milano
Viale Emilio Alemagna, 6
20121 Milano MI
+39 02 72434-1
[email protected]
www.triennale.org

3. L’ARTE DEI PRERAFFAELLITI A PALAZZO REALE

John Everett Millais,Ofelia, 1851-52Tate Presented by Sir Henry Tate 1894 ©Tate, London 2019

La mostra indaga uno dei movimenti più rivoluzionari scoppiati alla metà dell’Ottocento in Inghilterra includendo le teorie e i nuovi stili di vita sperimentati dalla cerchia cosiddetta “preraffaellita”, creata da sette studenti in lotta con le tradizioni accademiche. Preraffaelliti. Amore e desiderio è a cura di Carol Jacobi, Curator of British Art, 1850 – 1915 alla Tate Britain, organizzata in collaborazione con la Tate di Londra e prodotta dal Comune di MilanoCultura, Palazzo Reale e 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE. Il percorso è articolato in sezioni tematiche che approfondiscono gli aspetti più incisivi, dall’amore e dal desiderio alla fedeltà alla natura e alla sua fedele riproduzione; e poi le storie medievali, la poesia, il mito, la bellezza in tutte le sue forme. In esposizione 80 dipinti, di cui svariate opere iconiche come Ofelia di Millais, Paolo e Francesca da Rimini e Il sogno di Dante alla morte di Beatrice di Dante Gabriel Rossetti, Veduta di Firenze da Bellosguardo di John Brett, Amore d’aprile di Arthur Hughes, la Lady of Shalott di John William Waterhouse.

Preraffaelliti. Amore e Desiderio
Fino al 6 ottobre 2019
Palazzo Reale
Piazza del Duomo 12, Milano
02 54914
palazzorealemilano.it
mostrapreraffaelliti.com
ticket24ore.it

4. LIU BOLIN AL MUDEC

Liu Bolin, Colosseo, n.22017 Courtesy Boxart, Verona

Liu Bolin (Shandong, 1973), vincitore del Premio BNL Gruppo BNP Paribas a MIA Photo Fair 2019, è diventato celebre per le sue fotografie dall’“effetto mimetico”: grazie a un sapiente lavoro di body painting, l’artista cinese riesce a diventare tutt’uno con ogni tipo di sfondo, naturale e artificiale. Così è successo, in Italia, davanti alla Pietà Rondanini al Castello Sforzesco di Milano, nella Sala di Caravaggio alla Galleria Borghese di Roma e al Colosseo, per fare alcuni esempi. Dietro a quello che pare un trucco di magia però, si cela molto di più. Il suo è un atto poetico che identifica il soggetto nel tutto, una filosofia figlia dell’Oriente che ha conquistato anche l’Occidente. In mostra al MUDEC circa 50 opere provenienti da diverse serie fotografiche, oltre all’esposizione dell’abito dipinto usato per la realizzazione dello scatto nei depositi del museo e video documentali.

LIU BOLIN VISIBLE INVISIBLE
Fino al 15 settembre 2019
MUDEC – Museo delle Culture di Milano
Via Tortona, 56, Milano
+39 0254917
mudec.it

5. 13 FOTOGRAFI DALLA STRADA ALLE GALLERIE D’ITALIA

Dario Trotter, Il posto

La mostra 13 Storie dalla Strada. Fotografi senza fissa dimora, rappresenta l’approdo finale di un percorso lungo un anno compiuto dalla Fondazione Cariplo, con la collaborazione di Ri-scatti Onlus, assieme a 13 “fotografi senza fissa dimora”. Uomini e donne, italiani e stranieri, selezionati con l’aiuto dell’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Milano, sono stati seguiti dai fotoreporter di Witness Journal: tra chi teneva in mano la macchina fotografica per la prima volta e chi ritornava a usarla dopo tanto tempo, i partecipanti sono stati testimoni del loro stesso percorso, fatto di piccoli passi compiuti verso il inserimento lavorativo, l’inclusione in un progetto di housing sociale, di welfare di comunità. Gli scatti sono la documentazione di un cambiamento, dell’attraversamento di una nuova soglia, ma anche solamente della quotidianità del reale vista dalla propria soggettività.

13 STORIE DALLA STRADA, Fotografi senza fissa dimora
A cura di Dalia Gallico Milano
Fino al 1° settembre 2019
Gallerie d’Italia
Piazza Scala, Milano
www.gallerieditalia.com

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.