Roma. Le Generali aprono uno spazio per grandi mostre a Palazzo Bonaparte

Dal 2016, il programma Valore Cultura di Generali ha sostenuto il patrimonio storico e culturale in ogni parte di Italia. Oggi trova una dimora fissa ed è lo storico Palazzo Bonaparte di Roma.

Palazzo Bonaparte di Roma, esterno
Palazzo Bonaparte di Roma, esterno

Ne avevamo già parlato in occasione di Ca’ Corniani – Terra d’avanguardia, il progetto di riqualificazione agricola e culturale presso Caorle. Ma ora, il programma Valore e Cultura condotto da Generali si fa ulteriormente solido e, oltre a portare avanti la sua azione a sostegno del patrimonio diffuso su tutto il territorio italiano, inaugura un polo in centro città dedicato a esposizioni e eventi. In partnership con Arthemisia, azienda leader nella produzione di mostre a livello internazionale, apre la sede nello storico Palazzo Bonaparte a Roma, restaurato per l’occasione nell’arco degli ultimi due anni. Il 9 luglio avverrà un’apertura straordinaria grazie alla quale il palazzo sarà visitabile gratuitamente. La sua attività, invece, inizierà il 6 ottobre, con una mostra, in chiave pressoché inedita, dedicata agli Impressionisti. Arthemisia in questo modo ritrova una sua grande sede ‘di rappresentanza’ espositiva nel cuore della città di Roma dopo aver perso l’utilizzo degli spazi – non lontani – del Vittoriano che gestiva all’insegna sempre delle grandi mostre blockbuster da tre anni.

PALAZZO BONAPARTE A ROMA

Questo gioiello dell’architettura barocca è stato ultimato nel 1677 su progetto dell’architetto Giovanni Antonio De Rossi. Con i suoi circa 3 mila metri quadrati di mosaici, affreschi e stucchi, è stata la dimora di numerose famiglie romane di alto rango che si sono avvicendate nei secoli. Tra i personaggi più celebri visse qui, fino alla morte, anche Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone Bonaparte, che in vecchiaia, soleva sedersi al balcone con affaccio sull’angolo tra Piazza Venezia e via del Corso per osservare la vita della Roma ottocentesca scorrere quotidianamente. Il palazzo, inoltre, prima di essere della compagnia Generali -il passaggio all’Assitalia, poi assorbita da generali, è avvenuto nel 1972 – apparteneva al marchese Flavio Misciattelli, anche proprietario del Pastificio Cerere, che negli anni ’70 iniziava ad essere una delle mete predilette dagli artisti. Lo stesso Pastificio che il nipote omonimo del marchese ha trasformato qualche anno fa in fondazione culturale.

Palazzo Bonaparte di Roma, esterno
Palazzo Bonaparte di Roma, esterno

I RESTAURI DI PALAZZO BONAPARTE

L’importante restauro avvenuto nel 2017, gestito da Generali Real Estate SGR, è durato dodici mesi e ha riguardato la totalità degli spazi esterni e interni dell’edificio, concentrandosi sui tre piani superiori per il pieno recupero di controsoffitti a cassettoni, elementi architettonici e decorativi. Parallelamente, è stata effettuata la messa a norma i tutti gli spazi, in previsione di renderlo uno spazio aperto al pubblico. “Fare azienda in modo moderno vuol dire affiancare l’impegno verso i nostri 10 milioni di clienti con un impegno concreto verso le comunità”, ha spiegato  Marco Sesana, Country Manager & CEO of Generali Italia and Global Business Lines, “questo per noi è essere Partner di Vita delle persone e in questa nostra ambizione si colloca l’apertura e la valorizzazione dei nostri asset come Palazzo Bonaparte: un bene che, grazie anche alla collaborazione di un operatore importante come Arthemisia, diventa un polo di sviluppo per la comunità”.

Federico Zandomeneghi Sul divano Olio su tela, 44x87 cm Collezione privata, Italia
Federico Zandomeneghi Sul divano Olio su tela, 44×87 cm Collezione privata, Italia

GLI IMPRESSIONISTI COME MOSTRA D’APERTURA

Non abbiamo ancora una programmazione completa ma, a giudicare dalla mostra di debutto, l’offerta sarà a dir poco ambiziosa nonostante gli spazi non certo facili dell’edificio nato non di certo per ospitare esposizioni d’arte visitate da centinaia di migliaia di persone. Si comincia con Impressionisti segreti, la mostra attesa per il 6 ottobre 2019 che aprirà la stagione espositiva di Palazzo Bonaparte. Il titolo fa riferimento ai numerosi prestiti provenienti da collezioni private con cui sono state ottenute le opere, finora esposte in poche occasioni al pubblico. Tra gli autori vi sono i maggiori esponenti del movimento, come Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Sisley, Caillebotte, Morisot, Gonzalès, Gauguin e Signac.Palazzo Bonaparte rappresenta un nuovo passo lungo il percorso tracciato da Generali Valore Cultura in questi ultimi anni”, ha dichiarato Lucia Sciacca, Direttore Comunicazione e Sostenibilità di Generali Italia, “un progetto che nasce proprio con l’idea di rendere vivo il patrimonio artistico e culturale con iniziative di partecipazione e accessibilità offrendo esperienze innovative, coinvolgenti per le persone e rilevanti per l’intera comunità”.

-Giulia Ronchi

GENERALI VALORE CULTURA
Palazzo Bonaparte
Via del Corso, 295B
00186 Roma RM
www.generali.it

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.