Tre opere di Alberto Garutti a Ca’ Corniani per Genagricola: 1770 ettari per arte e sostenibilità

L’enorme tenuta, riattivata dal progetto Valore Cultura di Generali, è aperta ai visitatori per un’esperienza immersiva nel patrimonio paesaggistico e culturale di questo luogo

Ca Corniani Villa Padronale, ph. Francesco Galifi
Ca Corniani Villa Padronale, ph. Francesco Galifi

Una pista ciclabile di 32 km che collega il territorio del litorale veneto a questo luogo, 5 km di strisce di impollinazione, 7 km di filari arborei e un restauro dell’antica struttura: questo è, in sintesi, il massiccio intervento operato a Ca’ Corniani, tenuta – di proprietà della holding agroalimentare Genagricola – che sorge presso Caorle, poco oltre la laguna veneziana. L’iniziativa, dal titolo Ca’ Corniani – Terra d’avanguardia, rientra all’interno del programma Valore Cultura che Generali conduce dal 2016, per attivare realtà italiane seguendo i valori di innovazione, sostenibilità e cultura. La parte artistica è stata affidata a Alberto Garutti (Galbiate, 1948), vincitore di un concorso internazionale – ideato da Andreas Kipar, la cui realizzazione è stata affidata a Eight Art Project con la curatela artistica di Elena Tettamanti e Antonella Soldaini -indetto per interpretare le “tre soglie d’accesso alla tenuta”.

IL PROGETTO DELLA CA’ CORNIANI

Il progetto è stato da poco inaugurato e non è un caso che la sua apertura coincida con la stagione estiva: i turisti che batteranno questi luoghi, avranno la possibilità di visitare la Ca’ Granda e partecipare alle attività che offre e agli eventi aperti al pubblico che si susseguiranno durante i prossimi mesi. La pista ciclabile parte dalla parte balneare di Caorle, con l’intento di attivare un flusso di visitatori sostenibile e consapevole. “La capacità di guardare avanti è il filo conduttore che a Ca’ Corniani tiene insieme impresa, territorio e comunità dal 1851” dichiara Giancarlo Fancel, Presidente di Genagricola e Chief Financial Officer Generali Country Italia, “il progetto di riqualificazione rende oggi Ca’ Corniani il simbolo di una campagna rinnovata, in grado di offrire benefici per la collettività e di attrarre anche i milioni di turisti che visitano le nostre spiagge, con lo sviluppo di nuove infrastrutture paesaggistiche, con la valorizzazione culturale, naturalistica e funzionale dell’intera proprietà. Con questa nuova chiave di lettura i 1770 ettari di Ca’ Corniani ritornano alla comunità, per incrementare il benessere complessivo dell’intero territorio e delle sue persone, attraverso una crescita intelligente e sostenibile”.

LE OPERE DI ALBERTO GARUTTI

Le opere di Garutti, uno degli artisti più seminali attualmente in Italia, sono pensate appositamente per questi luoghi, riflettendone l’identità e la conformazione geografica; inoltre, richiamano fedelmente la poetica che l’artista ha portato avanti durante la sua carriera. Le opere, dai lunghi titoli che corrispondono alle didascalie ad esse collegate, sono Queste luci vibreranno quando in Italia un fulmine cadrà durante i temporali. Quest’opera è dedicata a chi passando di qui penserà al cielo, una scritta luminosa collegata con il CESI (Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano); I cavalli e i cani qui ritratti vivono nel podere sono i custodi di questo paesaggio. L’opera è dedicata a loro e alle persone che passando di qui vedranno questi campi coltivati come un grande giardino, cinque ritratti scultorei di animali posti al confine dell’area agricola, e infine Il grande tetto dorato rende prezioso questo antico casale. L’opera è dedicata alla sua storia e a coloro che passando di qui immagineranno le sue stanze vuote riempirsi nuovamente di vita, un tetto in lamiera metallica dorata con un disegno modulare di piccole piramidi che riflette la luce in modo diverso a seconda dei momenti della giornata.

LE DICHIARAZIONI DI GARUTTI

“I tre lavori sono stati progettati come dei dispositivi di attivazione di un racconto suggerito e generato da alcuni frammenti precisi di territorio: l’antica architettura di Ca’ Cottoni, l’enorme area di cielo sopra la piana di campi e la presenza di alcuni animali, abitanti di una natura coltivata e ridisegnata dall’uomo” dichiara l’artista, “tutte e tre le opere sono integrate dalla presenza cruciale di una didascalia che spiega senso e contenuti del lavoro rivolgendosi direttamente alla comunità, ai passanti e ai visitatori. La didascalia è il dispositivo che permette da un lato al lavoro di essere leggibile e comprensibile da ogni tipo di pubblico, dall’altro di attivare quei meccanismi di relazione necessari all’opera perché questa possa appartenere al paesaggio, trasformare e alterare la percezione dei luoghi e il loro racconto.

– Giulia Ronchi

Ca’ Corniani
Via Francesconi 3
30021 Venezia
www.cacorniani.genagricola.it

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.