Komunuma è il polo culturale che sta per nascere a est Parigi. Dentro anche cinque gallerie

Fondazioni, gallerie e associazioni in un complesso ex industriale di Romainville: il progetto che porta la rinascita culturale nei sobborghi parigini.

Credits. Freaks Architecture Studio
Credits. Freaks Architecture Studio

Ne abbiamo parlato recentemente a proposito dell’apertura della nuova sede della super galleria David Zwirner e per l’apertura del quartiere-museo alla Défense, mentre il prossimo anno sarà la città in cui si svolgerà il grande “impacchettamento” di Christo. Parigi è una destinazione culturale che non conosce requie. L’ultimo progetto lanciato riguarda un complesso ex industriale di Romainville, una località posta a nord-est della capitale. Qui sorgerà un polo culturale, che dovrebbe aprire i battenti il prossimo ottobre – con data ancora da confermare, magari proprio durante Fiac la principale fiera d’arte della città – e ospiterà al suo interno cinque gallerie d’arte contemporanea (Air de Paris, Imane Farès, In Situ, Jocelyn Wolff, Vincent Sator), la sede dell’ente regionale FRAC Île-de-France, l’associazione Jeune Création e la Fondazione del gruppo immobiliare Fiminco, con bandi già aperti a curatori e artisti.

KOMUNUMA: COME SARÀ

Dietro il progetto di riqualificazione c’è lo studio di architettura Freaks, al lavoro su una superficie complessiva di oltre 11 mila metri quadrati. Il nome del complesso, scelto dallo stesso studio, sarà Komunuma, una parola che si riferisce al concetto di collettività e compresenza di realtà artistiche – che probabilmente aumenteranno nei mesi successivi all’apertura – ad occupare questo luogo. Mentre la Fondazione Fiminco sorgerà nell’ex locale delle caldaie, con uno spazio deputato a grandi mostre, un ingresso per accogliere i visitatori, un auditorium, una libreria e una caffetteria, le gallerie Air de Paris, Jocelyn Wolff, In Situ Fabienne Leclerc, Imane Farès e Sator, risiederanno in due degli edifici disponibili (la prima e la seconda galleria chiuderanno le proprie sedi per concentrarsi solo su quella di Romainville, mentre le altre manterranno gli spazi preesistenti in città). Il progetto è in linea con l’iniziativa “Grand Paris”, che vuole estendere le attività culturali ai sobborghi di Parigi per alleggerire il divario tra centro e periferie.

 

 

RESIDENZE D’ARTISTA: COME PARTECIPARE AL BANDO

La Fondazione Fiminco, che si dedica alla creatività contemporanea multidisciplinare e internazionale attraverso residenze, mostre, spettacoli, incontri e seminari, lancia una call in occasione della prossima apertura nella sede di Romainville. Rivolta ad addetti al settore di tutte le età, saranno selezionati 18 “commissari”, incaricati di realizzare mostre e eventi attorno a specifiche tematiche. Dovranno inoltre affrontare un periodo di residenza della durata di undici mesi, a partire da gennaio 2020. C’è tempo fino al 10 ottobre 2019 per proporsi, mandando una candidatura in formato PDF all’indirizzo a [email protected], spiegando le linee di ricerca che si intendono sviluppare, le istituzioni e gli ambienti parigini con i quali ci si vuole confrontare. I candidati scelti avranno a disposizione atelier dotati di strumentazione audio, video, fotografica e grafica, alloggi e spazi per la vita collettiva, oltre a un importo di 20 mila euro per finanziare un ciclo espositivo.

– Giulia Ronchi

www.fondationfiminco.com

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.