Mostre e progetti da non perdere al MAAT durante la Lisbona Art Week

Si accendono i riflettori sulla scena culturale di Lisbona: una lista delle mostre e dei progetti inaugurati al MAAT e alla EDP Foundation, main sponsor della fiera ARCOlisboa

La EDP Foundation è una delle istituzioni più attive e impegnate nella promozione artistica del Portogallo. Inaugurata nel 2004 come centro culturale, ha aperto tre anni fa un’estensione dedicata all’arte contemporanea, con attenzione particolare all’approccio interdisciplinare con l’architettura e la tecnologia. Tra gli obiettivi primari di questa realtà c’è quella di instaurare un dialogo con curatori e artisti emergenti o più conosciuti, nazionali o internazionali, sviluppando progetti in loco che possano costruire una visione condivisa del futuro. Nella settimana dell’apertura di ARCOlisboa, la EDP e il MAAT portano alla visione del pubblico i frutti del loro lungo lavoro, inaugurando mostre personali, come quella di Jesper Just e progetti concepiti appositamente per questi spazi, come nel caso di Carla Filipe e Xavier Veilhan e Pedro Tudela. Un tassello fondamentale è, inoltre, l’Edp Foundation’s New Artists Award, la mostra collettiva che espone i lavori dei sei artisti arrivati in finale. Un premio che ha lanciato negli ultimi anni nomi quali Joana Vasconcelos, Leonor Antunes, João Maria Gusmão e Pedro Paiva, apparsi anche in spazi espositivi italiani. Ecco nel dettaglio le mostre da non perdere ancora in corso al MAAT.

– Giulia Ronchi

1. JESPER JUST, SERVITUDES – CIRCUITS (INTERPASSIVITIES)

Jesper Just, Circuits (Interpassivities) (video still), 2018_Courtesy of the artist_Galerie Perrotin and Galleri Wallner

Il progetto dell’artista danese Jesper Just (Copenaghen, 1974) occupa la Oval Gallery del MAAT e consiste in un percorso immersivo che interviene, modificandola considerevolmente, sulla struttura architettonica dello spazio; “mi interessa che uno spazio possa condurre all’atto performativo, così come i personaggi dei miei lavori fanno performance”, spiega Just. Il visitatore procede su impalcature che lo conducono fino al centro della sala, illuminata solo da video proiettati sulle pareti, osservati da altezze differenti. Le opere sono Servitudes, un’installazione video a otto canali presentata per la prima volta nel 2015 al Palais Tokyo, e Circuits, una piccola stanza di circuiti elettronici. Le protagoniste di questi lavori sono giovani donne affette dalla sindrome di Charcot-Marie-Tooth, una disfunzione neurologica che rende difficoltoso il movimento di mani e piedi. Nella Oval Gallery si riverbera la musica di un pianoforte, suonato da una delle performer nel video, creando un’atmosfera malinconica e poetica.

Jesper Just – Servitudes – Circuits (Interpassivities)
A cura di Pedro Gadanho e Irene Campolmi
Fino al 2 settembre 2019
Oval Gallery, MAAT

2. CARLA FILIPE – TOMORROW THERE WON’T BE ANY ART

CArla FIlipe_Amanhã não hà Arte__Courtesy of EDP Foundation©Bruno Lopes

Il lavoro di Carla Filipe (Vila Nova da Barquinha, Portogallo, 1973) si concentra sulle strategie visive e grafiche della narrativa politica, in particolare gli striscioni di protesta. Nel suo progetto al MAAT, l’artista prende queste immagini e le priva di slogan: le unisce creando poi dei pannelli in stoffa di grosse dimensioni, i cui simboli assumono un significato universale. Il risultato è un ambiente in cui il visitatore può mettersi al centro sedendosi su dei cuscini. Questi ultimi, al contrario, sono bianchi con scritte quali “per costruire la democrazia” oppure “nella vita, come pratica rivoluzionaria, tocca all’arte decostruire l’idea borghese di felicità”. Il titolo originale della mostra è Amanhã Não Há Arte, e significa letteralmente “Domani non ci sarà arte”: è la prospettiva futura e catastrofica che la Filipe ipotizza e da cui vuole mettere lo spettatore in guardia. All’ingresso, viene distribuito un giornale contenente delle riflessioni su come sarebbe il mondo se venisse tolta la libertà di espressione e si smettessero di produrre opere.

Carla Filipe, Tomorrow there won’t be any Art
A cura di João Mourão e Luís Silva
Fino al 9 settembre 2019
Project Room, MAAT

3. XAVIER VEILHAN – ROMY AND THE DOGS

Xavier Veilhan_Romy and the Dogs __Courtesy of EDP Foundation©Bruno Lopes

Uno dei punti più affascinanti del MAAT, da cui godere della vista sul fiume Tago e sul Ponte 25 de Abril, è il suo tetto calpestabile: vi si accede attraverso il ponte pedonale all’esterno della struttura, dalle linee sinuose e fluide, ideata dall’architetto britannico Amanda Levete. Qui Xavier Veilhan (Lione, Francia, 1963) ha scelto di porre la sua installazione, appositamente pensata per questo luogo, Romy and the dogs: una figura di donna e un branco di cani rappresentano i nuovi abitanti del museo, presidiandolo dall’alto. Realizzato con la fusione in alluminio, con un effetto volutamente pop (nei colori del bianco e del viola) il gruppo scultoreo allude agli artefatti prodotti digitalmente che stanno sostituendo le tecniche artistiche tradizionali.

Xavier Veilhan – Romy and the Dogs
A cura di Pedro Gadanho e Rita Marques
Fino al 13 ottobre 2019
Rooftop, MAAT

4. PEDRO TUDELA – AWDIˈTƆRJU

Pedro Tudela__AWDIˈTƆRJU_Courtesy of EDP Foundation©Bruno Lopes

Il progetto di Pedro Tudela (Viseu, Portogallo 1962) si sviluppa nella Boiling Hall, ovvero l’ex sala delle caldaie della EDP Foundation. Il titolo awdiˈtɔrju è la trascrizione fonetica di “auditorium” e allude all’ambiente creato all’interno della sala, in cui suoni e installazioni (come le sette campane che pendono su bacinelle contenenti un liquido scuro) si mescolano con le strutture preesistenti. Luce, suono ed equilibrio degli elementi predisposti trasformano la Boiling Hall in un tempio moderno, in un ambiente sacrale.

Pedro Tudela – awdiˈtɔrju
A cura di Miguel Von Hafe Pérez
Fino al 13 ottobre
Boiler Hall, EDP Foundation

5. EDP FOUNDATION’S NEW ARTISTS AWARD

EDP Foundation New Artists Award_Courtesy of EDP Foundation©Bruno Lopes

Il New Artists Award, giunto alla tredicesima edizione, rinnova come ogni anno l’impegno della EDP Fpundation nella promozione di nuovi talenti nell’arte contemporanea portoghese. Isabel Madureira Andrade, AnaMary Bilbao, Dealmeida Esilva, Monica de Miranda, Henrique Pavão e Diana Policarpo sono i sei artisti giunti allo step finale della selezione. In questa sede espongono i propri lavori affrontando temi quali le condizioni lavorative nel mondo, la trasformazione del paesaggio naturale e urbano e la decolonizzazione.

EDP Foundation’s New Artists Award
Curated by Inês Grosso, João Silvério and Sara Antónia Matos
Fino al 9 settembre 2019
Central 1, EDP Foundation

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.