Sexy come un portachiavi nuovo. Perino & Vele a Napoli

Galleria Alfonso Artiaco, Napoli – fino al 25 maggio 2019. Oggetti “a solo un euro” irresistibili come sex toy, la felicità del possesso come novella estasi contemporanea. Si inscrivono in questo solco tematico le opere di Perino & Vele esposte a Napoli.

Perino & Vele. HappyBrico. Exhibition view at Galleria Alfonso Artiaco, Napoli 2019. Courtesy Galleria Alfonso Artiaco, Napoli. Photo credit Francesco Squeglia
Perino & Vele. HappyBrico. Exhibition view at Galleria Alfonso Artiaco, Napoli 2019. Courtesy Galleria Alfonso Artiaco, Napoli. Photo credit Francesco Squeglia

Il problema è proprio che l’oggetto è un’ossessione per il mondo contemporaneo, diciamocelo. Nella mania adorante del feticismo, o nella denuncia consapevole del consumismo. Se la Pop lo esautorava con la ripetizione ossessiva, e il Neo Geo assimilandolo a geometrie, Perino & Vele lo offuscano. Non celano del tutto, ma dissimulano parzialmente. Ammorbidendo spigoli, linee e quindi forme e riconoscibilità di sculture in vetroresina, con cartapesta ad apparenza trapuntata. Vedo-non-vedo, e non a caso, mai come nella nuova personale da Alfonso Artiaco, il mistero, o meglio la seduzione inquietante degli oggetti/esseri/monstra che ne derivano, si vela di erotismo. Perché adesso l’inconscio, già sempre presente nell’allure surreale delle visioni degli artisti, ritorna colorato di un desiderio compulsivo di possesso quasi feticistico. Di quella sottile eccitazione suscitata da oggetti ricoperti come regali incartati, desiderati e ancora non posseduti. Bisogno indotto dal carosello consumistico, ma facilmente attecchente su pulsioni diabolicamente sfruttate dal commercio.

Perino & Vele. HappyBrico. Exhibition view at Galleria Alfonso Artiaco, Napoli 2019. Courtesy Galleria Alfonso Artiaco, Napoli. Photo credit Francesco Squeglia
Perino & Vele. HappyBrico. Exhibition view at Galleria Alfonso Artiaco, Napoli 2019. Courtesy Galleria Alfonso Artiaco, Napoli. Photo credit Francesco Squeglia

CAVALLUCCI E CENTESIMI

Ed ecco dunque che cavallucci apparentemente infantili, ma in realtà di Troia, si rivestono di chincaglierie inutili, quanto irresistibili, a pochi centesimi. Ed è qui che l’apparentemente ludico e rassicurante svela l’adulto della consapevolezza sociologica. E, già che ci siamo, lo rivela anche in quella metalinguistica, in estetiche quasi Op, giochi di prospettive e colori acidi, o ‒ come già notato da Sergio Risaliti ‒ in logiche formali quasi pixellate, dalla poetica tecnologica odierna. Nonostante la perdurante esigenza sensoriale di contatto materico e tattile della realizzazione in cartapesta. Sembra infatti il corpo alla fine a prevalere, nella ricerca di Perino & Vele come nel percorso espositivo: se nella prima sala si gettano i presupposti concettuali, con simboli di pericolo (i cavallucci) ma anche di speranza (i vasi della elpìs greca, ricorrenti nell’immaginario degli artisti), e nella seconda la denuncia (le sculture soffocano sotto il peso consumistico degli inutili gingilli), nelle ali finali del percorso una dark room con sex toy fa, non a caso, da pendant a un grande wall drawing che è un’esplosione orgasmatica nella forma allusiva e nell’inebriante tangerine cromatico. A fare da intermezzo filosofico, mirabile chicca, nature morte su cartapesta: inquietanti quanto quelle metafisiche di Carrà e, come quelle seicentesche, non si sa se più propendenti verso il carpe diem o il memento mori.

Diana Gianquitto

Evento correlato
Nome eventoPerino&Vele - HappyBrico
Vernissage30/03/2019 ore 12
Duratadal 30/03/2019 al 25/05/2019
Autore Perino & Vele
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoGALLERIA ALFONSO ARTIACO
IndirizzoPiazzetta Nilo 7 80134 - Napoli - Campania
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Diana Gianquitto
Sono un critico, curatore e docente d’arte contemporanea, ma prima di tutto sono un “addetto ai lavori” desideroso di trasmettere, a chi dentro questi “lavori” non è, la mia grande passione e gioia per tutto ciò che è creatività contemporanea. Collaboro stabilmente con Artribune dal suo nascere, dopo aver militato fino al 2011 in Exibart. Curo rassegne, incontri, mostre, corsi, workshops e seminari in collaborazione, tra gli altri, con il Pan – Palazzo delle Arti Napoli, il Forum Universale delle Culture 2010, la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Università Parthenope e le gallerie Overfoto e Al Blu Di Prussia. Sono da anni ideatrice, curatrice e docente di corsi e laboratori di avvicinamento all’arte contemporanea in numerosi enti culturali, condotti secondo una metodica sperimentale da me ideata che sintetizzo sotto il label di CCrEAA - Comprensione CReativa e Empatico Ascolto dell'Arte e che mira a promuovere un ascolto empatico dell’arte allo scopo di una sua comprensione, comunicazione, divulgazione e veicolazione più profonda e incisiva. La mia ricerca è orientata in particolare verso le forme espressive legate alle tecnologie digitali, all’immateriale, alla luce e all'evanescenza, a un’evocazione di tipo organico, a una ricognizione olistica del senso antropico ed esistenziale capace di armonizzare indagine estetica, sensoriale, cognitiva, emotiva e relazionale. [ph: Giuliana Calomino (particolare)]

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