Biomega. Arte, natura e neuroscienze nel progetto di Cosimo Veneziano

Usare l’arte come strumento di comprensione del mondo che ci circonda. È quello che fa il progetto Biomega, che nasce dall’incontro tra un artista e un agricoltore ed esplora i complessi rapporti tra arte, natura, antropologia e neuroscienze. Ecco tutto il programma.

BIOMEGA, Cosimo Veneziano, tracciamento ottico
BIOMEGA, Cosimo Veneziano, tracciamento ottico

Arte, natura, antropologia e neuroscienze. Sono questi gli ingredienti del progetto multidisciplinare Biomega, nato dall’incontro tra un artista, Cosimo Veneziano (Moncalieri, Torino, 1983), e un agricoltore, Filippo Racciatti, e volto ad esplorare collettivamente, coinvolgendo quindi l’intera cittadinanza, il tema della biodiversità vegetale. Attraverso un programma che si compone di tre momenti diversi e complementari – la ricerca, l’esposizione e il dibattito, lo sviluppo di una web app – l’iniziativa si pone l’obiettivo di approfondire un tema di grande importanza: l’uso (e l’abuso) delle risorse naturali e il loro controllo da parte del mercato. Per costruire una maggiore coscienza critica su queste problematiche, Biomega sceglie di usare l’arte: un potente strumento di indagine e di riflessione capace però anche di attivare l’immaginazione poetica, una componente indispensabile per risvegliare e stimolare le coscienze.

UN PROGETTO IN TRE FASI

Durante la prima fase, quella di ricerca, sono stati coinvolti gli studenti della scuola secondaria che hanno aiutato a costruire una mappatura degli archivi esistenti di semi non geneticamente modificati oltre che di progetti interessanti sul tema portati avanti in Piemonte e Liguria. Cosimo Veneziano, nel frattempo, in collaborazione con il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università IULM di Milano, ha approfondito l’uso delle biotecnologie in ambito agroalimentare, anche considerando l’uso sempre più diffuso di tecniche di neuromarketing per attirare i consumatori. In questi giorni invece, e fino al 9 giugno, è in corso un programma di incontri e dibattiti presso il PAV Parco d’Arte Vivente di Torino che vede protagonisti tanti ospiti dal mondo dell’arte ma anche della scienza, per costruire una discussione a tutto campo sul futuro del nostro territorio e dei suoi prodotti: da Paola Bonfante, professoressa di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi all’Università di Torino, a Luigi Pagliarini, artista e docente esperto di psicologia dell’arte e robotica, a Simone Arcagni, docente di Cinema e Media presso l’Università di Palermo. Saranno naturalmente presenti anche Cosimo Veneziano, Filippo Racciatti e i curatori del progetto, Beatrice Zanelli di ARTECO e Vincenzo Estremo. Le opere di Veneziano saranno esposte in tre occasioni diverse: alla Fondazione La Raia di Novi Ligure (luglio 2019), a Matera nella mostra collettiva Ka art. Per una cartografia corale della Basilicata (settembre 2019) e presso CAMERA. Centro Italiano per la Fotografia a Torino, con una mostra personale (autunno 2019). Chiuderà Biomega un terzo momento di lavoro collettivo incentrato sullo sviluppo di una web app di crowdsourcing che permetterà a tutti di partecipare alla proposta di nuovi progetti legati al territorio e al binomio arte-natura.

-Valentina Tanni

http://parcoartevivente.it/portfolio/biomega

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.