Crossover spaziotemporale. Luca Pozzi a Roma

Contemporary Cluster, Roma ‒ fino al 2 maggio 2019. Complessa, elaborata, rutilante, divertente, con un’estetica volutamente vistosa che trasmette contenuti di profonda riflessione: è questa la mostra di Luca Pozzi nella sede romana.

La prima personale romana di Luca Pozzi (Milano, 1983), che ha fatto della contaminazione tra arte, fisica, cosmologia e computer science la propria cifra stilistica, prende corpo nei saloni dell’ultimo piano di Palazzo Cavallerini, sede di una delle gallerie della capitale più inclini alla sperimentazione e all’interdisciplinarità. In un percorso ibrido tra installazione site specific che gioca con gli affreschi storici dello spazio e antologica degli ultimi anni, sono presentati al pubblico, invitato a lasciarsi coinvolgere nell’interazione, lavori che spaziano dall’esperienza immersiva in un ambiente cosmico alle riflessioni sul magnetismo, sulla velocità, sulla probabilità, dalle invenzioni di scienze-fiction alle opere ispirate agli esperimenti del CERN di Ginevra.
Con piacere ritroviamo alcune riproduzioni fotografiche della serie Supersymmetric Partner, i “salti” nei grandi quadri storici del Veronese che hanno portato Pozzi alla notorietà dal 2007.

Valeria Carnevali

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AutoreLuca Pozzi
Spazio espositivoCONTEMPORARY CLUSTER - PALAZZO BRANCACCIO
IndirizzoVia Merulana 248 - Roma - Lazio
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Valeria Carnevali
Sempre attratta dalle forme della cultura contemporanea come espressione delle dinamiche umane, in una prima vita ho vissuto e lavorato a Milano per inseguire da vicino l’evolversi del presente, collaborando con gallerie, spazi espositivi ed editori specializzati in arte e attualità. Dal 2007 ho stabilito una nuova dimensione nella natura montana del centro Italia, occupandomi di didattica, educazione e formazione delle generazioni più giovani e viaggiando il più possibile. Conduco una vita raminga tra l’Appennino umbro-marchigiano e l’Oceano Atlantico, trovata nella città di Lisbona una seconda casa dal 2017. Sono convinta che l’educazione estetica, all’arte e attraverso l’arte, sia una chiave fondamentale di sviluppo del pensiero critico e della coesistenza democratica. Scrivo per Artribune dal 2012.