In arrivo la mostra dedicata a Jean Arp. Alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia

La Collezione Peggy Guggenheim di Venezia ha annunciato i contenuti della sua mostra primaverile: un intenso omaggio espositivo alla creatività di Jean Arp. Anche durante la Biennale

Peggy Guggenheim Collection, Venice © 2019 Artists Rights Society (ARS), New York/VG Bild-Kunst, Bonn / © Jean Arp, by SIAE 2019
Jean (Hans) Arp, Head and Shell, ca. 1933 Polished brass (cast 1930s) Height: 7 3⁄4 in. (19.7 cm); length: 8 7⁄8 in. (22.5 cm) Peggy Guggenheim Collection, Venice © 2019 Artists Rights Society (ARS), New York/VG Bild-Kunst, Bonn / © Jean Arp, by SIAE 2019

È un legame profondo e duraturo quello che univa Jean Arp (Strasburgo, 1886 ‒ Basilea, 1966) a Peggy Guggenheim: particolarmente apprezzato dalla mecenate americana, che ha trovato in Laguna la sua città d’elezione, l’artista franco-tedesco torna metaforicamente a Venezia in concomitanza con La natura di Arp, la rassegna che, dal 13 aprile, animerà gli spazi di Palazzo Venier dei Leoni, un tempo dimora di Peggy.

JEAN ARP, PEGGY GUGGENHEIM E PATSY NASHER

La passione collezionistica è uno dei temi chiave dell’imminente rassegna, organizzata dal Nasher Sculpture Center di Dallas, primo ospite della mostra e storico “interlocutore” della sede lagunare. Nel 1995, infatti, il giardino del palazzo assunse il nome di Nasher Sculpture Garden, a fronte del prezioso supporto del centro americano. Oggi il dialogo si rinnova, rafforzando la trama del fil rouge che collega Peggy Guggenheim, Patsy Nasher e, ovviamente, Jean Arp. Se la prima opera acquistata da Peggy fu Tête et coquille, conclusa da Arp nel 1933 e istantaneo “oggetto del desiderio” da parte della collezionista ‒ “La prima cosa che comprai per la mia collezione fu un bronzo di Jean Arp. [Arp] mi portò alla fonderia dove era stato fuso e me ne innamorai tanto che chiesi di poterlo tenere tra le mani: nello stesso istante in cui lo sentii volli esserne la proprietaria“, afferma la Guggenheim nella sua autobiografia, Una vita per l’arte (Rizzoli Editori, Milano, 1998) ‒, correva l’anno 1967 quando Patsy Nasher acquistò Torso con germogli, il bronzo di Arp datato 1961, per il compleanno del marito Raymond, trasformandolo ben presto nel cuore pulsante della loro raccolta.

LA MOSTRA E LE OPERE

La natura di Arp serra le linee di questa triangolazione, regalando continuità all’operato di Peggy e dando nuova linfa a intese decennali, che hanno contribuito a scrivere la storia della Collezione. Fra le oltre settanta opere in mostra ‒ sculture in gesso pietra, bronzo e legno, disegni, collage, tessuti e libri illustrati ‒, sette delle quali appartenenti al museo veneziano e le altre in prestito da istituzioni internazionali e raccolte private, echeggia il ricordo delle mostre in cui Peggy espose i lavori di Arp ‒ presso la sua galleria londinese Guggenheim Jeune e negli spazi di Art of This Century a New York ‒, senza dimenticare i soggiorni veneziani dell’artista, insignito, nel 1954, del Gran Premio per la scultura alla XXVII Biennale di Venezia, durante i quali fece più volte visita alla mecenate. Si preannuncia una mostra carica di storia e di rimandi, nel solco di una poetica, quella di Arp, fatta di sperimentazione e urgenza di rinnovamento.

Arianna Testino

www.guggenheim-venice.it

 

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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.

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