Maria Luigia a Modena. Lo chef Massimo Bottura apre con la moglie Lara Gilmore hotel pieno d’arte

Il pluripremiato chef, collezionista di opere d’arte contemporanea e vinili, sta per aprire un resort nelle campagne modenesi, poco distante dal suo celebre ristorante

L'hotel Maria Luigia di Massimo Bottura, Modena
L'hotel Maria Luigia di Massimo Bottura, Modena

Che Massimo Bottura – pluripremiato chef proprietario dell’Osteria Francescana, ristorante con tre stelle Michelin situato al centro di Modena – avesse una peculiare liaison con il mondo dell’arte, non è un mistero. Appassionato collezionista di arte contemporanea e vinili, Bottura lo scorso anno ha aperto una nuova Osteria al piano terra del Gucci Garden, spazio espositivo e creativo che la maison di moda ha inaugurato all’interno di Palazzo della Mercanzia a Firenze. È prevista invece per il prossimo 10 febbraio l’inaugurazione di Torno Subito, ristorante che lo chef aprirà all’interno dell’hotel W Dubai – The Palm negli Emirati Arabi Uniti, un locale che riproporrà – nel design degli interni – le atmosfere della Dolce Vita e della Riviera romagnola degli anni Cinquanta e Sessanta. Il nome del ristorante è ispirato al titolo di un’opera di Maurizio Cattelan del 1989, Torno Subito, una sorta di happening che consacrò l’artista, a quel tempo agli inizi della sua carriera: in occasione della sua personale alla galleria Neon di Bologna, Cattelan scappò dalla galleria chiudendo fuori il pubblico e apponendo, al suo ingresso, un cartello con la scritta Torno Subito. Non c’è due senza tre e dunque sarà ancora una volta all’insegna dell’arte il prossimo progetto che Massimo Bottura è in procinto di lanciare insieme alla moglie Lara Gilmore: si tratta di “Maria Luigia”, hotel di charme immerso nelle campagne modenesi, a pochi chilometri dall’Osteria Francescana.

L'hotel Maria Luigia di Massimo Bottura, Modena
L’hotel Maria Luigia di Massimo Bottura, Modena

NON SOLO BUON CIBO

A dare alcune anticipazioni sull’atmosfera e gli interni dell’hotel è il Wall Street Journal, che il mese scorso ha visitato la struttura in occasione del ricevimento di compleanno dell’imprenditore Alberto Galassi, marito di Antonella Ferrari. Il resort, chiamato Maria Luigia in onore della madre dello chef, sorge all’interno di una villa che i coniugi Bottura hanno acquistato dagli eredi del suo ultimo proprietario, Luigi Magelli. L’edificio si sviluppa su tre piani, e le stanze adibite al pernottamento degli ospiti sono dodici. La struttura inoltre offre una piscina, un campo da tennis, una sala della musica, una cucina per la colazione, spazi comuni in cui trovare libri e collezioni di vinili. E per il pranzo e la cena, nemmeno a dirlo, chi vorrà potrà andare a trovare Bottura alla sua Osteria Francescana, a venti minuti d’auto dall’hotel con una corsia preferenziale sulle impossibili liste d’attesa per trovar posto.

L'hotel Maria Luigia di Massimo Bottura, Modena
L’hotel Maria Luigia di Massimo Bottura, Modena

BOTTURA COLLEZIONISTA

Stando al racconto del Wall Street Journal, Maria Luigia è un resort dall’anima di museo: una copia realizzata con i mattoncini Lego del trittico di Ai Weiwei in cui l’artista cinese è ritratto mentre fa cadere per terra un’urna della dinastia Han; una serie di 13 stampe della serie The Last Supper di Damien Hirst, la poltrona Proust di Alessandro Mendini. Arte contemporanea, design, musica, vintage e antiquariato saranno quindi i veri protagonisti del resort dello chef, un luogo che racchiude e vuole condividere interessi e passioni dei coniugi Bottura con amici e ospiti. Come ci ha raccontato qualche tempo fa lo chef, la sua collezione conta inoltre opere di artisti del calibro di Vik Muniz, Marco Cingolani, Andy Warhol, Jack Pierson, Philipe Taffee, Carlo Benvenuto, Robert Longo, Barbara Kruger, Annette Lemmieux, Tracey Emin, Gregory Crewdson, Joseph Beuys, Michelangelo Pistoletto, Sandro Chia, Enzo Cucchi, Elger Esser, Mimmo Paladino, Ed Templeton, Vanessa Beecroft, Mario Schifano, Marcello Jori, Jonas Wood, Peter Halley, Marcel Dzama, Luigi Ontani, Giuliano Della Casa e Cindy Sherman. Un parterre de rois da fare invidia a molti musei d’arte contemporanea internazionali, che trova collocazione tra gli spazi dell’Osteria Francescana – noto per essere infatti un ristorante-museo, il primo in Italia nel suo genere (tra gli altri, ricordiamo ad esempio il ristorante Dina dello chef Alberto Gipponi, che non a caso in passato ha fatto parte del team di Bottura all’Osteria Francescana) –, e adesso anche all’interno dell’hotel Maria Luigia: e non solo negli spazi comuni, “le opere sono anche nelle camere, in tutte le camere”, ci ha spiegato chef Bottura. “Praticamente se dormi a Maria Luigia dormi in mezzo agli artisti come se fossi a casa mia. Per me era importante chiudere il cerchio dell’ospitalità facendo sentire tutti a casa mia. Sarà bellissimo. Ah, dimenticavo, in giardino ci sono anche le campane di Desio di Paola Pivi!”.
A sottolineare – e a consacrare – la nota passione di Bottura per l’arte è stato, nell’aprile 2018, il conferimento della Laurea honoris causa da parte dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, per “la sua professionalità e la sua creatività in campo culinario”, e per “la sua cultura in campo artistico che si manifesta in tutte le sue attività”. In quell’occasione inoltre venne conferito il titolo di Professore onorario in Scultura a Maurizio Cattelan.

L'hotel Maria Luigia di Massimo Bottura, Modena
L’hotel Maria Luigia di Massimo Bottura, Modena

CHI È LARA GILMORE

Quella di Massimo Bottura per l’arte contemporanea è una passione che gli è stata trasmessa da Lara Gilmore, sua e moglie e anima dell’Osteria Francescana, di cui si occupa della comunicazione. Originaria di Washington, Lara fin dalla giovane età si interessa al mondo dell’arte, lavorando al Wooster Theatre con Willem Dafoe. Nel 1993 a New York incontra Massimo Bottura, per poi decidere, dopo pochi mesi, di trasferirsi con lui a Modena, dove guiderà il suo magazine di arte CUBE e lavorerà, in sinergia con il marito, al successo internazionale dell’Osteria Francescana. L’amore per l’arte e il collezionismo muove così la coppia a cimentarsi in nuovi progetti che vedono, proprio come Maria Luigia, il loro gusto e la loro visione del bello concretizzarsi in iniziative imprenditoriali destinate, possiamo già immaginare, ad avere successo.

ALCUNE CURIOSITÀ

Ritornando a Maria Luigia, il Wall Street Journal svela inoltre costi delle camere e alcune chicche su come verranno accolti gli ospiti. Un pernottamento al resort Maria Luigia costerà a partire da 450 euro a notte, con la possibilità di prenotare una cena all’Osteria Francescana. Al loro arrivo in camera, gli ospiti troveranno bottiglie di Lambrusco e Parmigiano Reggiano, oltre naturalmente alle opere d’arte contemporanea della collezione Bottura.

– Desirée Maida

www.osteriafrancescana.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

1 COMMENT

  1. 450 euro a notte? evviva l’ arte ma solo per ricchi …vaivai….. altro che stelle michelin…con 450 euri al massimo noi comuni mortali ci possiamo permettere un treno di pneumatici michelin

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