Dream Beasts. Le creature cinetiche di Theo Jansen in mostra a Milano

Nel cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci, il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano espone un artista che omaggia il suo spirito. Per la prima volta in Italia le affascinanti sculture cinetiche dell’olandese Theo Jansen.

STRANDBEEST, Animaris Siamesis, Theo Jansen© Media Force

Quando si parla di Theo Jansen (1948) viene spesso fatto il nome di Leonardo da Vinci. Le opere dell’artista olandese, infatti, grandi sculture cinetiche chiamate Strandbeests (animali da spiaggia), richiamano alla mente lo spirito del grande Leonardo: nell’attenzione per il mondo naturale e soprattutto nella capacità di coniugare arte e scienza in una pratica unica e armonica. I confini tra arte e ingegneria esistono solo nelle nostre menti”, ha dichiarato Jansen, che sbarca in questi giorni a Milano, negli spazi del Museo della Scienza e della Tecnologia, con una grande mostra, la prima in Italia interamente dedicata al suo lavoro.

L’EVOLUZIONE DELLE BESTIE DA SPIAGGIA

Anche se sembrano gestite da complessi sistemi tecnologici, in realtà queste “creature da spiaggia”, che nascono per la prima volta nel 1990 per poi evolversi in esemplari sempre più complessi, sono interamente analogiche: niente chip, niente software, niente energia elettrica. Costruite con materiali poveri come tubi in PVC, pezzi di legno, fili di nylon e fascette di plastica, richiamano nell’aspetto scheletri preistorici oppure giganteschi insetti; ogni esemplare ha un nome di origine latina che ne descrive le caratteristiche e l’epoca di costruzione. Per muoversi in autonomia, le sculture hanno bisogno soltanto del vento e sono in grado di modificare il proprio comportamento in base a ciò che percepiscono nell’ambiente circostante tramite dei sensori: possono ad esempio cambiare il percorso per evitare la marea e conservare aria al proprio interno per muoversi anche in assenza di correnti d’aria molto forti. Non tutte le Strandbeests tuttavia, sono sopravvissute alle dure leggi dell’evoluzione: Animaris Umerus, ad esempio, ha resistito  solo 26 secondi sulla spiaggia, per poi crollare sotto il suo stesso peso.

UN RICCO PROGRAMMA COLLATERALE

A cinquecento anni dalla morte di Leonardo, il museo che porta il suo nome celebra dunque il suo insegnamento nel migliore dei modi, con una mostra che unisce il mondo della ricerca ingegneristica con quello della sperimentazione artistica. Certo, le creature di Jansen danno il meglio di sé lasciate libere di scorazzare sulle piatte spiagge dei Paesi Bassi, ma la mostra è una straordinaria occasione di vederle da vicino e conoscere il lavoro unico di questo artista contemporaneo dallo spirito rinascimentale. L’esposizione sarà accompagnata da un ricco programma di eventi collaterali: serate speciali, incontri e laboratori rivolti alle scuole. Giovedì 7 marzo, ad esempio, in occasione della Dutch Night Dream Beasts, si svolgerà una serata di apertura straordinaria in cui le creature di Theo Jansen prenderanno vita in mezzo al pubblico.

– Valentina Tanni

Evento correlato
Nome eventoTheo Jansen - Dream Beasts
Vernissage19/02/2019 ore 18
Duratadal 19/02/2019 al 19/05/2019
AutoreTheo Jansen
Generipersonale, new media
Spazio espositivoMUSEO NAZIONALE DELLA SCIENZA E DELLA TECNOLOGIA
IndirizzoVia San Vittore 21 - Milano - Lombardia
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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.

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