Dove il tempo scompare. Juan Uslé a Napoli

Galleria Alfonso Artiaco, Napoli – fino al 2 febbraio 2019. Juan Uslé torna a Napoli con Pedramala, un nuovo ciclo pittorico che trasforma la materia in memoria.

Pensata come un dispositivo che richiama alla memoria una cartografia fisica, mentale e metaforica, la personale di Juan Uslé (Santander, 1954) da Alfonso Artiaco è un prezioso racconto che, per chi sa ascoltare le parole della pittura, sembra insinuarsi tra le fitte trame della letteratura di viaggio. Pedramala, infatti, non è soltanto il titolo della mostra, ma anche l’indicazione topografica di un luogo specifico caro all’artista che diventa esso stesso orizzonte riflessivo della pittura, superficie su cui disporre e increspare la massa cromatica. Segnata da quindici tele di diverse dimensioni (e tutte del 2018) che evidenziano un approccio sistematico, legato al processo pittorico, al suo farsi spazio sulla superficie, questa nuova personale di Uslé – già presente a Napoli nel 2013, con Victoria Civera – presenta l’articolarsi di una pennellata che è traccia, ricordo di un corpo a corpo tra l’artista e la tela, prolungamento dell’arto che si accinge a segnare e rigare, estroflessione del pensiero, battito che evidenzia il legame con la vita: “Non importa per quanto tempo lavoro, c’è un passaggio dal silenzio iniziale al suo riconoscimento fisico e l’esecuzione di un rituale che raggiunge un silenzio ancora più profondo, dove il tempo scompare”.

– Antonello Tolve

Evento correlato
Nome eventoJuan Uslé - Pedramala
Vernissage15/12/2018 ore 19,30
Duratadal 15/12/2018 al 02/02/2019
AutoreJuan Uslé
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoGALLERIA ALFONSO ARTIACO
IndirizzoPiazzetta Nilo 7 80134 - Napoli - Campania
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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi 1977) è teorico e critico d’arte. Dottore di ricerca presso l’Università di Salerno, insegna Pedagogia e Didattica dell'Arte e Antropologia dell'Arte all'Accademia di Belle Arti di Macerata. Studioso delle esperienze artistiche e delle teorie critiche del Secondo Novecento, con particolare attenzione al rapporto che intercorre tra arte, critica d’arte e nuove tecnologie. Pubblicista, collabora regolarmente con diverse testate del settore. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, in Italia e all'estero e vari cataloghi di artisti. Collabora, a Salerno, con la Fondazione Filiberto Menna e dirige con Stefania Zuliani, per l’editore Plectica, la collana Il presente dell’arte. Tra i suoi libri Giardini d’utopia. Aspetti della teatralizzazione nell’arte del Novecento (2008), Gillo Dorfles. Arte e critica d'arte nel secondo Novecento (2011), Giuseppe Stampone. Estetica Neodimensionale / Neodimensional Aesthetics (2011), Bianco-Valente. Geografia delle Emozioni / Geography of Emotions (2011).