Indagare la postura. Chrischa Venus Oswald a Bari

Muratcentoventidue, Bari ‒ fino al 31 gennaio 2019. La seconda mostra personale di Chrischa Venus Oswald indaga le potenzialità artistiche della postura.

La galleria barese ospita True, la seconda personale di Chrischa Venus Oswald (1984), performer bavarese che lavora fra Lisbona e Berlino e che per l’occasione ha presentato una riflessione, attraverso vari media, sull’influenza che la postura esercita nei rapporti quotidiani e nell’approccio al mondo. Può un atteggiamento fisico dettare una visione e una risposta agli stimoli esterni? Oswald si lascia affascinare dall’iconografia delle cariatidi, che ripropone nella serie fotografica Figure (spine), simboli di responsabilità, apertura e grazia nel sostenere pesanti fardelli; realizza bandiere con tag (#True_flags) e invita i visitatori durante l’opening a utilizzarle per dare vita a una piccola rivoluzione che “inizi dentro di noi”, attraverso la postura fisica che si fa carattere e spinta all’azione.
Negli spazi bianchi della galleria, un altare votivo (Offering) sostiene calchi di parti del corpo come reliquie. L’opera da cui la mostra prende il titolo è un video nel quale vecchi documentari educativi si alternano a spezzoni onirici dove si fondono e si ritrovano tutte le opere della galleria, sul filo rosso della postura come emozione e possibilità di essere se stessi.

Martina Lolli

Evento correlato
Nome eventoChrischa Venus Oswald - True
Vernissage15/12/2018 ore 19
Duratadal 15/12/2018 al 31/01/2019
AutoreChrischa Venus Oswald
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoMURATCENTOVENTIDUE ARTE CONTEMPORANEA
IndirizzoVia Gioacchino Murat 122b - Bari - Puglia
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Martina Lolli
Curatrice e giornalista freelance nei settori di arte e musica. Dopo aver frequentato “La Sapienza” e l’Accademia di Brera (comunicazione e didattica per l'arte contemporanea) conclude la formazione con il corso per curatori CAMPO 14 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Attualmente redattrice per Artribune e OUTsider magazine, si dedica a progetti in cui arte, musica e scrittura si contaminano creando cortocircuiti estetici e favorendo una sensibilità allargata. Ha curato "Quello che rimane", prima personale del collettivo minimalista Minus.log al Museolaboratorio di Città S.Angelo (Pescara, 2016); "Our generation. Pittura emergente in Italia" con A. Zimarino (XVIII Biennale dell'Arte di Penne, Pescara, 2015); "Formazioni della luccicanza" con C. Fiasca a Palazzo Parissi di Monteprandone (Ascoli Piceno, 2015); "INCODEC" con I. D'Alberto, G. De Cerchio e M. Sconci al MUSPAC di L'Aquila (2015). Ha contribuito alla pubblicazione del volume "CORPO estraneo/straniero" (ed. Verdone) dedicato alla storia della performance art in Abruzzo con un capitolo sulla città di Teramo.

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