Pace Gallery non si ferma: ecco il progetto del nuovo quartier generale a New York

La nuova sede di Pace Gallery sorgerà in un palazzo di otto piani tra la 540 West e la 25th street di Chelsea, a New York. Progettato dallo studio Bonetti / Kozerski, sarà un luogo di scambio e di ricerca, studiato per andare incontro a tutte le esigenze di esposizione e allestimento delle opere

Architectural rendering of 540 West 25th Street, New York.Courtesy of Bonetti / Kozerski Architecture.
Architectural rendering of 540 West 25th Street, New York.Courtesy of Bonetti / Kozerski Architecture.

La Pace Gallery ha fissato il 25 settembre 2019 come data di apertura della sua nuova sede, un enorme palazzo situato sulla Venticinquesima nel quartiere di Chelsea, nel cuore di Manhattan. Pensato assieme allo studio di architettura Bonetti/Kozerski, il progetto donerà a ogni piano una particolare fisionomia e destinazione. Le tante possibilità di impiego, assieme a una smisurata superficie di 7000 metri quadrati, eleveranno la galleria a uno standard museale.

PACE GALLERY

“Ogni elemento di questo nuovo spazio è stato modellato per permetterci di raccontare le storie dei nostri artisti come meritano di essere raccontate, in modo dinamico e ricco”, afferma Arne Glimcher, fondatore dell’impero mondiale Pace, che oggi conta sedi sparse a Londra, Pechino, Hong Kong, Palo Alto, Seoul e Ginevra. Ben oltre alla semplice volontà di espansione della galleria, la progettazione e l’organizzazione della nuova sede sono state pensate tenendo ben presente una domanda: quale sarà il modello di galleria nel panorama artistico del futuro? La risposta è stata trovata nelle parole chiave flessibilità e multidisciplinarietà.Lo sconfinato spazio è infatti studiato per rispondere a ogni tipo di ricerca e di lavoro artistico: “il nuovo edificio unisce i ruoli sfaccettati e in evoluzione della galleria sotto lo stesso tetto, comprendendo ampie gallerie espositive interne ed esterne; una biblioteca di ricerca di 10.000 volumi; un’area d’arte aperta; e uno spazio dedicato ai nuovi media, alle performance e alla programmazione pubblica”, continua Glimcher. Una visione lungimirante che farà del building newyorkese uno spazio integrato e dinamico per collezionisti, curatori e visitatori che potranno così riunirsi e confrontarsi con il lavoro degli artisti rappresentati dalla galleria.

Architectural rendering of the seventh floor gallery of 540 West 25th Street, New York.Courtesy of Bonetti / Kozerski Architecture.
Architectural rendering of the seventh floor gallery of 540 West 25th Street, New York.Courtesy of Bonetti / Kozerski Architecture.

GLI SPAZI

Alcune caratteristiche fondamentali degli spazi del palazzo sulla 25esima strada saranno la totale assenza di pilastri, per garantire un’apertura il più efficace possibile, l’elevata capacità di carico, per ospitare anche opere monumentali e piani di illuminazione flessibili per venire incontro a ogni sorta di esigenza allestitiva. L’area più grande, sia in ampiezza che in altezza, occuperà il piano terra assieme alla biblioteca, mentre il sesto piano sarà dotato di un’affascinante vista panoramica dello skyline di Manhattan, e il settimo, progettato appositamente per la presentazione di nuovi lavori multimediali, esibizioni dal vivo e programmazione pubblica. Il progetto rappresenta un importante traguardo per questa storica galleria, che nel 2020 festeggerà il suo sessantesimo anniversario di attività. “Progettare questo nuovo edificio insieme a Bonetti / Kozerski e Weinberg Properties ha dato al nostro team di Pace l’opportunità di avvicinarsi, con occhi nuovi, alla domanda su cosa significhi essere una galleria d’arte nel XXI secolo”, racconta Glimcher. “Ci ha permesso di dare uno sguardo su ciò che facciamo, in cui crediamo e su come possiamo creare uno spazio che ci consentirà di continuare a lavorare nella massima misura possibile delle nostre capacità e ambizioni”.

– Giulia Ronchi

www.pacegallery.com

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.