Nuovi spazi per la Fondazione Adolfo Pini. Inaugurano con la mostra di Šejla Kamerić

La Fondazione Adolfo Pini di Milano si rinnova, riaprendo le sue porte al pubblico con spazi espositivi finora celati. Ad accompagnarci tra le stanze dell’elegante palazzo ottocentesco, nel nuovo percorso museale, le impressionanti opere di Šejla Kamerić, parte della mostra SUMMERISNOTOVER

SUMMERISNOTOVER, Fondazione Adolfo Pini 2018 credits Andrea Rossetti
SUMMERISNOTOVER, Fondazione Adolfo Pini 2018 credits Andrea Rossetti

Nata nel 1991, la milanese Fondazione Pini ha trovato negli ultimi anni una nuova sinergia, dedicandosi all’arte contemporanea e a progetti in collaborazione con le accademie e le istituzioni del territorio. A partire dallo scorso novembre, il suo percorso di visita è cambiato, offrendo ai visitatori l’ingresso dal suggestivo scalone principale e uno spazio espositivo che apre nuove affascinanti stanze. Al piano terra invece, il piccolo white space viene dedicato come di consueto ai giovani artisti vincitori delle borse di studio della fondazione.

ŠEJLA KAMERIĆ

Il corpo di lavori in mostra riflette sulla percezione che abbiamo delle notizie, sottolineando come sia cambiato il ruolo della fotografia così come il problema dell’utilizzo delle immagini (di guerra) e della loro distribuzione”. Il lavoro di Šejla Kamerić, che negli ultimi anni ha ricevuto consensi per l’impegno sociale e per la sua ricerca di intensa drammaticità, cerca di invertire il processo di proliferazione incontrollata delle immagini concentrandosi su pochi, ma densissimi, elementi iconografici. L’estate è considerata nella nostra società un momento di spensieratezza, dove più che mai scattiamo foto di tramonti e selfie in costume. Ma, in realtà, questa è anche la stagione in cui generalmente le guerre hanno inizio. L’artista, tramite SUMMERISNOTOVER ci ricorda proprio questo, che l’estate non è finita: la guerra non è finita.

Position Absolute SUMMERISNOTOVER Fondazione Adolfo Pini 2018 credits Andrea Rossetti
Position Absolute SUMMERISNOTOVER Fondazione Adolfo Pini 2018 credits Andrea Rossetti

LA MOSTRA

Nata a Sarajevo, Šejla Kamerić è cresciuta durante la guerra, sopravvivendo all’assedio e al bombardamento della città durati tre anni e mezzo. Questo fatto biografico ha influenzato tutta la sua pratica artistica”, si legge sul comunicato della mostra a cura di Erzen Shkololli. Aperta fino all’8 marzo 2019, l’esposizione si distribuisce nelle nuove sale di Fondazione Pini aperte al pubblico, restituendo un senso di sorpresa e contrasto tramite le sue opere site specific: tra gli eleganti arredi della famiglia Bongiovanni Radice si inseriscono, inscritte in cornici di stucco preesistenti, violente gigantografie di esplosioni e di bombe prese da reportage di guerra. In cima al nuovo scalone che conduce il visitatore al piano superiore si trova Position Absolute, una collezione di sfere di pietra riportanti le coordinate geografiche della posizione di alcune fosse comuni; nell’intima stanzetta del nuovo corridoio è collocato Sunset, il video basato su quella che si ritiene essere l’unica fotografia a colori che mostra il Ghetto di Varsavia in fiamme durante la rivolta del 1943.

I PROGETTI DI FONDAZIONE PINI

A seguito dell’entrata di Adrian Paci nel CdA, la Fondazione Pini ha deciso di volgere la sua attività verso l’arte contemporanea, invitando artisti giovani ma con un lavoro già avviato (è il caso di Michele Gabriele, Lucia Leuci, Nasan Tur e Jimmie Durham, ospiti delle scorse edizioni) a intervenire con opere site specific all’interno degli spazi. Al piano terra invece si svolgono diverse attività, legate soprattutto alle borse di studio per i creativi under 35 che la Fondazione eroga annualmente: “una è quella di dare la possibilità ai giovani che hanno vinto la borsa di studio di dare vita al progetto che è stato oggetto della loro ricerca”, ci spiega Silvia Bolamperti, responsabile dei progetti culturali della fondazione. “Abbiamo poi prodotto alcune mostre di giovani artisti al limite tra la fine degli studi e l’inizio dell’attività artistica. Vogliamo dare spazio di espressione a chi non ha un curriculum forte o non ha ancora mai fatto un’esperienza così importante”. La Fondazione Pini è inoltre inclusa all’interno del progetto Storie Milanesi, una piattaforma (www.storiemilanesi.org) che permette di riscoprire figure storiche di Milano e la loro visione della città.

Giulia Ronchi

 

Šejla Kamerić, SUMMERISNOTOVER
Dal 27 Novembre 2018 all’8 Marzo 2019
Fondazione Adolfo Pini
Corso Garibaldi 2, Milano
www.fondazionepini.it

Dati correlati
AutoreŠejla Kamerić
Spazio espositivoFONDAZIONE ADOLFO PINI
IndirizzoCorso Garibaldi 2 - Milano - Lombardia
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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.