Marsiglia ospiterà Manifesta nel 2020. Il futuro delle città sarà il tema della biennale itinerante

Dopo la Svizzera e l’Italia, tocca dunque alla Francia dare ospitalità alla 13ma edizione della dinamica rassegna itinerante

Marsiglia dalla prospettiva del MuCEM
Marsiglia dalla prospettiva del MuCEM

Le ultime notizie in arrivo dalla capitale della Provenza erano in parte contrastanti, sul fronte culturale: con il grande successo del nuovissimo Mucem, il Museo della Civiltà Europea e del Mediterraneo progettato da Rudy Ricciotti all’ingresso del porto vecchio, un lascito dell’anno in cui la città fu Capitale Europea della Cultura, che sorprendeva tutti comunicando un dato di oltre 2 milioni di visitatori nell’anno 2014, poi però ridimensionato dai rilievi della Corte dei Conti francese, insospettita da spese faraoniche e da bilanci tutt’altro che incoraggianti. Ora però per Marsiglia si profila un nuovo obbiettivo su cui puntare per confermare la propria centralità nelle dinamiche culturali europee: visto che il sindaco Jean-Claude Gaudin e il direttore di Manifesta, Hedwig Fijen, hanno appena annunciato che sarà proprio Marsiglia ad ospitare nel 2020 la 13ma edizione di Manifesta, la Biennale europea di arte contemporanea.

UN MODELLO DI ANTI-CITTÀ
Dopo la Svizzera con l’edizione attualmente in corso a Zurigo, e poi l’Italia, con quella del 2018 a Palermo, su cui si attendono quanto prima lumi sull’impostazione e il taglio, tocca dunque alla Francia dare ospitalità alla dinamica rassegna itinerante, che fra 4 anni avrà l’attualissimo tema “Can an anti-model of a city be a place to re-think the future?”. Ideale da sviluppare in una città che ha fatto del multiculturalismo e della complessità sociale una delle sue bandiere, uno dei luoghi in cui l’Europa dialoga con l’Africa e il resto del mondo. “È un grande piacere annunciare che Manifesta 13 si svolgerà nella città francese di Marsiglia”, ha dichiarato Hedwig Fijen, “non solo perché finora Manifesta non si è mai tenuta in Francia, ma soprattutto perché Marsiglia sta conducendo una ricerca sullo spostando del DNA geo-politico dell’Europa, che sta cambiando molto rapidamente sotto la crescente influenza dei conflitti globali, delle migrazioni e dei cambiamenti climatici”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.