Biennale d’Arte 2019, ecco chi rappresenterà Repubblica Ceca e Ungheria a Venezia

Stanislav Kolíbal e Tamás Waliczky sono gli artisti selezionati per i Padiglioni della Repubblica Ceca e dell’Ungheria, con progetti che affrontano temi legati ai sempre più labili confini tra invenzione e realtà e al controllo

Biennale di Venezia. ph. Desirée Maida
Biennale di Venezia. ph. Desirée Maida

Continua il nostro tour – per ora virtuale – in avanscoperta dei Padiglioni della 58. Mostra Internazionale d’Arte di Venezia, che si terrà dall’11 maggio al 24 novembre 2019. Mancano ancora 5 mesi all’inizio della manifestazione, ma il quadro delle partecipazioni nazionali si va sempre più delineando, tanto da averci “indotto” a fare alcune considerazioni preliminari: stando ai nomi degli artisti e alla tipologia dei progetti che verranno presentati all’interno dei Padiglioni, sembra proprio che quella dell’anno prossimo sarà una Biennale all’insegna della musica e delle donne, come vi abbiamo già raccontato. Adesso è giunto il momento di parlarvi degli artisti che rappresenteranno la Repubblica Ceca e l’Ungheria, rispettivamente Stanislav Kolíbal e Tamás Waliczky.

LA REPUBBLICA CECA

“Selezionando il progetto di Stanislav Kolíbal, la giuria onora l’eccezionale pioniere dell’arte d’avanguardia ceca e riconosce la sua opera rivoluzionaria che continua ad influenzare le giovani generazioni di artisti. In questo senso, l’arte di Kolíbal combina il passato formativo, l’ambiguità del presente e anticipa l’ignoto del futuro. Incarna la maturità dell’espressione formale e concettuale, ma offre anche una straordinaria freschezza e rilevanza per l’era turbolenta di oggi”, con questa riflessione Adam Budak, commissario del Padiglione per conto della National Gallery di Praga e presidente della giuria internazionale che ha selezionato il progetto espositivo di Stanislav Kolíbal Former Uncertain Anticipated, ha svelato le motivazioni che hanno spinto ad affidare la rappresentanza della Repubblica Ceca all’artista 93enne. Sin dai primi anni Sessanta, Kolíbal è impegnato in una ricerca mirata alla riconsiderazione critica del minimalismo e dell’arte concettuale. Le sue opere a due e tre dimensioni sfocano i confini tra pittura, disegno, scultura e architettura, e oscillano tra l’illusione e gli aspetti di ambiguità della realtà, con una percezione critica del contesto sociale e politico. Poetica in linea con il tema della prossima Biennale d’Arte, May You Live in Interesting Times, che pone l’attenzione sui sempre più labili confini tra invenzione e realtà, soprattutto nell’epoca delle fake news.

L’UNGHERIA

Cameras – Imaginary Cameras and Other Optical Devices è il titolo della mostra che l’artista originario di Budapest Tamás Waliczky presenterà in Laguna il prossimo maggio. Il progetto curato da Zsuzsanna Szegedy-Maszák si concentrerà sui molti ruoli che le telecamere svolgono nella vita quotidiana.

– Desirée Maida

www.labiennale.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.