Muore a New York all’età di 87 anni Robert Morris, tra i maggiori artisti del Minimalismo

Tra i più noti e influenti artisti americani del secondo Novecento, Morris è scomparso a seguito di una polmonite. Celebri le sue sculture di feltro, il cui processo di realizzazione è sempre in fieri e non completamente controllabile da parte dell’artista

Robert Morris, 21.3, 1963-1993, still da video - Courtesy dell'artista e Sonnabend Collection Foundation, Babette Mangolte Cinematographer. Video in mostra in occasione di Films and Videos, antologica al MART di Rovereto del 2016
Robert Morris, 21.3, 1963-1993, still da video - Courtesy dell'artista e Sonnabend Collection Foundation, Babette Mangolte Cinematographer. Video in mostra in occasione di Films and Videos, antologica al MART di Rovereto del 2016

Èscomparso a New York, all’età di 87 anni, Robert Morris, tra i più noti artisti americani del secondo Novecento e i maggiori esponenti – sebbene la sua produzione abbracciasse Land art, danza, performance, installazione – del Minimalismo, insieme a Frank Stella, Carl Andre, Donald Judd, Sol LeWitt e Richard Serra. Famose sono le sue sculture di feltro, strutture che, per via della natura del materiale di cui sono fatte, conservano le forme che le vengono date, ma allo stesso tempo si deformano sotto il loro stesso peso: opere dunque sempre in fieri, il cui processo di realizzazione è solo in parte controllabile dall’artista. Morris è morto a seguito di una polmonite, come riportato sulle colonne del New York Times.

GLI INIZI

Nato a Kansas City, nel Missouri, nel 1931, Morris studia pittura al Kansas City Art Institute, per poi studiare filosofia al Reed College nei primi anni Cinquanta. Nel 1959 si trasferisce a New York con la moglie di allora Simone Forti, che sarebbe diventata una delle figure più innovative della danza contemporanea e con la quale ha fatto parte del Judson Dance Theatre. Morris raggiunge la fama intorno alla metà degli anni Sessanta, dopo le mostre alla Green Gallery: qui presenta lavori realizzati con forme geometriche elementari, come cubi e travi in ​​compensato grigio che presto attirano l’attenzione di pubblico e critica, oltre a quella del collega Donald Judd.

LA DEFINIZIONE DEL MINIMALISMO…

Nel 1964 diventa professore d’arte all’Hunter College, dove rimane per tre decenni. Nel 1966 Morris pubblica una serie di saggi su Artforum intitolati Notes on Sculpture, in cui spiega come l’arte minimalista dipenda dal contesto della sua creazione e dalla natura della percezione. “Vedere un oggetto nello spazio reale potrebbe non essere un’esperienza molto immediata. Gli aspetti sono sperimentati; il tutto è assemblato o costruito”, scrive l’artista, e molte delle opere realizzate in questo periodo e fino agli anni Settanta giocano su questi fattori: Untitled (L-Beams), un’opera iconica del Minimalismo realizzata nel 1965, presenta forme a L costruite in compensato e presentate piegate sul pavimento, stese su un fianco o in piedi, in modo che gli spettatori possano girarle attorno. Altre opere sono state fatte con specchi, che portano lo spazio espositivo circostante nell’opera stessa attraverso i riflessi, alluminio, legno, stracci, terra, video.

…E NON SOLO

Morris ha realizzato alcune opere legate anche al Concettualismo: in Card File del 1962, l’opera racconta la sua stessa produzione. Attraverso una serie di testi dattiloscritti su schede che sono indicizzate alfabeticamente in una scatola di metallo, l’opera descrive il processo di Morris, a partire dall’acquisto delle carte da parte dell’artista e dall’ideazione del pezzo elaborata nella biblioteca pubblica di New York. E Box with the Sound of Its Own Making del 1961 è una piccola scatola di legno con un altoparlante interno nascosto che riproduce i suoni prodotti da Morris durante la realizzazione della scultura.
Il lavoro di Morris si trova nelle più importanti istituzioni internazionali, e nel 1994 il Guggenheim Museum di New York gli ha dedicato una grande retrospettiva. Attualmente su di lui è in corso una mostra, sempre a New York, presso la galleria Castelli. In Italia, invece, nel 2016 il MART di Rovereto ha dedicato all’artista un’antologica dal titolo Film e video.

– Desirée Maida

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AutoreRobert Morris
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.