Tra Genius loci e arte digitale. La mostra di Fabrice de Nola a Palazzo Ajutamicristo a Palermo

Fino al 4 novembre, Palazzo Ajutamicristo a Palermo ospiterà “Genius loci. Dentro e oltre il racconto”, mostra che raccoglie i lavori e le ricerche di Fabrice de Nola sul nume tutelare della città raccontati attraverso la pittura e la realtà aumentata

Fabrice de Nola, Motore immobile, 2014. Particolare del site-specific, dimensioni variabili. Ft. Daniele Franzella. Ph. Giacomo D'Aguanno
Fabrice de Nola, Motore immobile, 2014. Particolare del site-specific, dimensioni variabili. Ft. Daniele Franzella. Ph. Giacomo D'Aguanno

“Panormus conca aurea suos devorat alienos nutrit” (trad. “Palermo conca d’oro divora i suoi e nutre gli altri”), si legge nell’iscrizione sulla statua del Genio di Palermo – il nume tutelare della città – custodita all’interno di Palazzo Pretorio nel capoluogo siculo. D’altronde, forse, è proprio questa la vera essenza di Palermo, città deputata fin dall’antichità all’ accoglienza, dove molte popolazioni, provenienti da mondi con culture e religioni differenti, sono riuscite a convivere. Proprio questo sentimento diventa una delle tematiche principali di Genius loci. Dentro e oltre il racconto, mostra di Fabrice de Nola a cura di Desirée Maida in corso a Palazzo Ajutamicristo nell’ambito della VII edizione di I-Design, di Palermo Capitale Italiana della Cultura e Manifesta 12 Collateral Events.

Fabrice de Nola, Ercta Glitch, 2016. Olio su tela con AR, cm 200 x 140. Ph. Giacomo D'Aguanno
Fabrice de Nola, Ercta Glitch, 2016. Olio su tela con AR, cm 200 x 140. Ph. Giacomo D’Aguanno

LA MOSTRA

“La mostra ‘Genius loci. Dentro e oltre il racconto’”, introduce ad Artribune Desirée Maida“è inserita all’interno della VII edizione di I-Design, manifestazione che quest’anno indaga sul tema ‘Beyond borders’, ricollegandosi così ai temi affrontati da sempre da Manifesta, la biennale d’arte che esamina e riflette sulle dinamiche geopolitiche del mondo contemporaneo. Mi sono chiesta quindi come si possa intendere, in arte, il concetto di ‘andare oltre i confini’, e attraverso il lavoro di Fabrice de Nola ho provato a dare una risposta a questa domanda: la ricerca di Fabrice, artista italo-belga e cosmopolita che dal 2010 risiede a Palermo, da sempre si muove oltre i confini, coniugando l’immagine pittorica tradizionale alle tecnologie del codice QR e della realtà aumentata”. Linguaggi e strumenti di cui l’artista si serve per dare vita a racconti legati alla storia della città, tramandandone le tradizioni, l’identità, la cultura stratificata e millenaria. Tutti aspetti, questi, che vengono incarnati dal suo nume tutelare, il Genio, figura che racchiude complesse simbologie politiche, religiose e sociali.

Fabrice de Nola, Palermo, 2010. Olio e acrilico su tela con QR, cm 100 x 150. Ph. Giacomo D'Aguanno
Fabrice de Nola, Palermo, 2010. Olio e acrilico su tela con QR, cm 100 x 150. Ph. Giacomo D’Aguanno

IL GENIUS LOCI

“È significativo che un artista non palermitano abbia scelto di ricostruire e narrare la storia della città attraverso lo studio del suo nume tutelare”, continua la curatrice. Nel centro di Palermo,sono presenti numerose statue che rappresentano il Genio: un uomo maturo, con la barba, con una corona sul capo e abbracciato a un serpente. “In ‘Palermo’, un grande codice QR dipinto sulla tela rimanda alla pagina di Wikipedia dedicata al Genio e i cui contenuti sono stati scritti dall’artista, permettendo così di narrare e tramandare miti, tradizioni e leggende sotto forma di contenuti multimediali fruibili dai telefoni cellulari”. Saranno collegate a un codice QR anche le sculture che compongono Motore immobile, installazione in cui i due protettori della città, il pagano Genio e la cristiana Santa Rosalia, vengono accostati attraverso i loro attributi iconografici, ovvero il serpente e il teschio. “Le opere e le ricerche condotte da Fabrice de Nola intorno alla figura del Genio”, conclude Maida, “confluiranno in ‘Collectio Panormi’, sito ancora in fase di realizzazione che sarà fruibile da tutti come una sorta di archivio che raccoglierà la storia della città”.

– Valentina Poli

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Valentina Poli
Nata a Venezia, laureata in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, ha frequentato il Master of Art presso la LUISS a Roma. Da sempre amante dell'arte ha maturato più esperienze nel settore della didattica progettando e gestendo laboratori, in quello della preparazione di piccoli e grandi eventi culturali, nel settore delle gallerie d'arte e in campo giornalistico con collaborazioni con riviste del settore. Oggi vive a Roma.