Biennale d’Arte 2019, lo scultore Martin Puryear rappresenterà gli Stati Uniti a Venezia

Si va componendo di ulteriori tessere il grande mosaico delle partecipazioni nazionali alla prossima Biennale d’Arte di Venezia. Dopo Finlandia, Austria, Francia, Estonia, Lituania, Scozia, Hong Kong e Nuova Zelanda, adesso tocca agli Stati Uniti svelare il nome dell’artista che li rappresenterà in Laguna. In attesa di scoprire chi saranno i tre artisti scelti dal curatore Milovan Farronato per il Padiglione Italia…

Padiglione USA (ingresso) - Giardini di Castello, Venezia
Padiglione USA (ingresso) - Giardini di Castello, Venezia

Continua a delinearsi il quadro delle partecipazioni nazionali alla 58. Mostra Internazionale d’Arte di Venezia, che si terrà dall’11 maggio al 24 novembre 2019. Se ancora nulla si sa sui tre artisti coinvolti nel progetto ideato dal curatore Milovan Farronato per il Padiglione Italia, è anche vero però negli ultimi mesi già molti Paesi partecipanti alla mostra in Laguna hanno rivelato chi saranno gli artisti a rappresentarli a Venezia, svelando inoltre alcune indiscrezioni sugli interventi che saranno presentati alla Mostra. Dopo Finlandia, Austria, Francia, Estonia, Lituania, Scozia, Hong Kong e Nuova Zelanda, adesso tocca agli Stati Uniti rivelare il nome dell’artista che li rappresenterà a Venezia nel 2019: si tratta dello scultore 77enne Martin Puryear (Washington D.C., 1941).

Martin Puryear
Martin Puryear

LA NOTIZIA UFFICIALE – O UFFICIOSA?

Noto per praticare la scultura in maniera artigianale, Martin Puryear nel 2007-08 è stato protagonista di una retrospettiva al Museum of Modern Art di New York, e ha esposto anche allo Smithsonian American Art Museum di Washington e all’Art Institute of Chicago, tra le altre istituzioni. Nel 2016-17, l’artista ha presentato al Madison Square Park di New York una scultura di grandi dimensioni dal titolo Big Bling, che ha poi esibito anche a Philadelphia. Sebbene l’U.S. Department of State, che si occupa del processo di selezione degli artisti che rappresentano gli Stati Uniti a Venezia, abbia dichiarato che “l’assegnazione è ancora in corso e prevediamo di essere in grado di annunciare presto” l’artista della prossima Biennale, il mondo dell’arte dà già per certa la partecipazione di Puryear alla mostra in Laguna. Tra i primi a confermarlo è, attraverso un tweet, il critico d’arte Jerry Saltz, e in Italia a salutare con piacere la notizia c’è anche ormai la “super social” Angela Vettese, con un post sul proprio profilo Facebook.

VERSO LA PROSSIMA BIENNALE D’ARTE

Si compone dunque di ulteriori tessere il grande mosaico delle partecipazioni nazionali alla Biennale d’Arte di Venezia 2019; oltre al Padiglione USA, molti altri Paesi sono già al lavoro in vista dell’impegno del prossimo anno. Il Miracle Workers Collective, crew formata da artisti, registi, scrittori, intellettuali, performer e attivisti, rappresenterà la Finlandia, mentre alla femminista Renate Bertlmann e Laure Prouvost sono stati rispettivamente affidati i Padiglioni dell’Austria e della Francia. A Kris Lemsalu, invece, rappresenterà l’Estonia – il cui Padiglione il prossimo anno sarà ospitato in un edificio industriale alla Giudecca, isola che nel 2017 ha già accolto i padiglioni del Portogallo, del Kenya e dell’Islanda – con Fountain, performance in cui saranno coinvolti musicisti e gli spettatori saranno invitati a partecipare a un “mondo fantasy reale e fiabesco”. Sun and Sea è il titolo del progetto presentato da Nida Art Colony per la Lituania, mentre Charlotte Prodger rappresenterà la Scozia, con un lavoro video che descriverà la sua esperienza di “queer wilderness”. Honk Kong, invece, affiderà il proprio Padiglione all’artista Shirley Tse con un progetto promosso da M+ Museum. La Nuova Zelanda, infine, sarà rappresentata a Venezia da Dane Mitchell.

– Desirée Maida

www.labiennale.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.