Nuove geografie cromatiche. Marco Puca nelle Marche

Tomav ‒ Torre di Moresco Centro Arti Visive ‒ fino al 9 settembre 2018. Marco Puca espone una serie di dipinti che guardano alla scienza attraverso la chiave magica e ludica dell’arte. Il colore dà forma a una nuova iconografia.

Nella sua ultima ricerca pittorica Marco Puca (Ancona, 1973) realizza una serie di opere che si generano attraverso una costante riflessione visiva sulle complesse tavole di interesse scientifico, di ingrandimenti al microscopio che generano geografie di segni e grovigli di colore saturo. I soggetti dipinti alludono a figure antropomorfe, ora doppie e ora dimezzate, sospese in campiture di colore puro che pian piano si tramutano in simboli e segni primitivi che evocano alla memoria i grandi cicli di pitture parietali, di animali fantastici e totemici che rinviavano alla dimensione sacra di un tempo lontano.
Qui però la scelta del colore come il soggetto ha una componente sarcastica, una visione ludica dell’oggetto scientifico nella sua correlazione con lo spazio veritiero. L’inganno è prodotto dall’artista che esaspera creativamente la realtà della scienza, posta ora in una nuova considerazione e visione complessiva. La percezione come l’ingrandimento prodotto dalla lente meccanica non è più il frutto della scienza, ma è l’evoluzione di un processo di osservazione dell’artista che genera nuove forme.

Fabio Petrelli 

Evento correlato
Nome eventoMarco Puca - Io bugiardo quanto una molecola
Vernissage11/08/2018 Ore 19.30
Duratadal 11/08/2018 al 09/09/2018
AutoreMarco Puca
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoTOMAV - TORRE DI MORESCO CENTRO ARTI VISIVE
IndirizzoPiazza Castello (63010) Moresco - Moresco - Marche
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Fabio Petrelli
Nato nel 1984 ad Acquaviva delle Fonti, è uno storico dell’arte. Laureato nel 2006 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma con una tesi in storia dell’arte (Storie notturne di donne. La rappresentazione perturbante della donna dal XV secolo ad oggi), nel 2013 si laurea in Storia dell’arte presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata con una tesi in Arti visive del XXI secolo (Imago Mortis. La rappresentazione della morte nell’arte contemporanea). Ha collaborato per diversi musei e gallerie; autore di molteplici saggi a carattere demo-etno-antropologico e storico-artistico, in ambito critico attinge agli studi sull’universo simbolico dei rituali religiosi e di come tali forme culturali si riverberano nell’universo archetipico della storia dell’arte dall’antichità al contemporaneo.