Watershed, il nuovo spazio espositivo di ICA Boston in un ex capannone industriale sull’oceano

Il nuovo spazio ospiterà la programmazione estiva del museo, e sorge su un capannone ristrutturato dello storico cantiere navale di Boston

Diana Thater, Untitled Videowall (Butterflies), 2008. Six video monitors, one player, two 48-inch fluorescent light fixtures, and Lee filters, Dimensions Variable. Courtesy the artist and David Zwirner, New York/London/Hong Kong. Photo by Liza Voll Photography © Diana Thater
Diana Thater, Untitled Videowall (Butterflies), 2008. Six video monitors, one player, two 48-inch fluorescent light fixtures, and Lee filters, Dimensions Variable. Courtesy the artist and David Zwirner, New York/London/Hong Kong. Photo by Liza Voll Photography © Diana Thater

Continua per le istituzioni museali statunitensi il momento di “espansione” che le vede impegnate, negli ultimi mesi, in ambiziosi progetti di costruzione e ampliamento dei propri spazi per piani di investimento che ammontano a cifre milionarie. Vi abbiamo già parlato della riprogettazione firmata da Steven Holl e Deborah Nevins della Glassel School, la scuola d’arte del Museum of Fine Arts di Houston in Texas; della ristrutturazione degli spazi espositivo della Dia Art Foundation di New York; del piano di ampliamento e rinnovamento dell’Hood Museum of Art del Dartmouth College, nel New Hampshire, a opera degli architetti Tod Williams e Billie Tsien. Tutti progetti, questi, che vedranno la luce nei prossimi mesi, al contrario di quello che stiamo per raccontarvi: proprio in questi giorni ha aperto le sue porte al pubblico il nuovo spazio di ICA – Institute of Contemporary Art Boston, l’ICA Watershed. La particolarità di questa succursale del museo? Si tratta di un capannone ristrutturato che si trova all’interno dell’ex cantiere navale della città, raggiungibile dalla sede principale dell’ICA – che si affaccia sul lungomare di Boston – in sei minuti di traghetto.

ICA Watershed. Photo by John Kennard
ICA Watershed. Photo by John Kennard

LO SPAZIO

Inaugurato lo scorso 4 luglio, il Watershed è lo spazio espositivo “estivo” dell’ICA, e rimarrà aperto fino al 4 ottobre. Situato nel Boston Harbor Shipyard and Marina, il Watershed è un ex capannone dell’antico cantiere navale della città di quasi 1.400 metri quadrati, prima della ristrutturazione da 5milioni di dollari firmata da Anmahian Winton Architects un luogo fatiscente e destinato all’oblio, oggi invece una nuova risorsa civica e culturale. Nonostante la nuova destinazione d’uso, l’edificio conserva comunque la sua atmosfera industriale, e qui tutte le estati l’ICA inviterà un artista a realizzare un’opera o un’installazione site specific.

UN MUSEO SULL’OCEANO

Per l’inaugurazione del Watershed, l’ICA ha invitato l’artista Diana Thater, che per l’occasione ha rivisitato due precedenti lavori, tra cui Delphine (1999-2018), un’installazione video-interattiva che mette gli spettatori nella prospettiva di un sub circondato da delfini. I visitatori “si sentiranno come se fossero sott’acqua, un modo per pensare sia alla bellezza ma anche alla vulnerabilità dell’oceano”, ha spiegato Jill Medvedow, direttore dell’ICA. In futuro, l’istituzione prevede di commissionare nuovi lavori per il Watershed in linea con la sua ambientazione industriale e marina. “Penso che l’immersività e la reattività dell’arte siano i tratti distintivi dello spazio”, ha concluso Medvedow.

– Desirée Maida

www.icaboston.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.