La Toscana e il contemporaneo. Michelangelo Pistoletto a Pisa

Palazzo Gambacorti e Chiesa di Santa Maria della Spina, Pisa ‒ fino al 2 settembre 2018. Ludovico Pratesi descrive l’intervento di Michelangelo Pistoletto da lui curato presso le due sedi pisane. Sottolineando la sempre più massiccia presenza della creatività contemporanea in terra medicea.

Michelangelo Pistoletto, Il Tempo del Giudizio. Photo Nicola Gronchi
Michelangelo Pistoletto, Il Tempo del Giudizio. Photo Nicola Gronchi

È interessante riflettere sul fatto che in Italia, al di fuori delle grandi città come Milano, Torino, Roma e Napoli, sia spesso difficile far accettare dal pubblico mostre di arte contemporanea, che molte volte vengono viste come corpi estranei, entità aliene e avulse dal contesto storico e monumentale, dominato dalla presenza soverchiante dell’antico. Un caso macroscopico era rappresentato da Firenze fino a qualche anno fa, prima della visione lungimirante di Dario Nardella e Sergio Risaliti con il fondamentale contributo della Fondazione Palazzo Strozzi diretta da Arturo Galansino: sta di fatto che l’intera Toscana, culla del Rinascimento sei secoli fa, oppone una certa resistenza “ideologica” al contemporaneo. “Cosa vuoi che rappresenti un Damien Hirst o un Jeff Koons per chi ha dato i natali a Masaccio, Donatello e Botticelli?” è una frase che viene ripetuta regolarmente da Pistoia a Siena, ed è difficile trovare qualcuno che metta in discussione un assioma di tale portata.

Michelangelo Pistoeltto, Terzo Paradiso. Photo Nicola Gronchi
Michelangelo Pistoeltto, Terzo Paradiso. Photo Nicola Gronchi

LA MOSTRA A PISA

Eppure qualcosa si muove anche nella terra dei Medici, e lo dimostra Il Tempo del Giudizio, la mostra di Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933) allestita a Pisa, nelle storiche cornici della Sala delle Baleari di Palazzo Gambacorti (sede del Comune) e della chiesa di Santa Maria della Spina, un gioiello gotico affacciato sull’Arno. Il progetto per la Spina ideato da Pistoletto, sostenuto dalla galleria Continua, ha previsto la realizzazione di un’installazione dalla forma simbolica del Terzo Paradiso con cinquanta sedie chieste in prestito ai cittadini attraverso una call sui social e sulla stampa, gestita da Matilde Meucci. La risposta è subito positiva. I pisani si fanno in quattro per portare alla Spina tante sedie diverse: una viene da Villa Isabella ed è stata dipinta dagli anziani che vi risiedono, un’altra arriva dal Gabinetto del Sindaco, tre sono seggioline per bambini, una è stata recuperata da un cassonetto e un’altra ancora ha accompagnato uno studente in tutti i suoi traslochi in città. Così la chiesa si è riempita di sedie e di storie, fino a trasformarsi in “una piazza di paese, come quelle dove all’imbrunire, in estate, ci si ritrova per far chiacchiere e concedersi una tregua dall’afa”, ha scritto Gaia Rau su Repubblica Firenze.

Michelangelo Pistoletto, Il Tempo del Giudizio. Photo Nicola Gronchi
Michelangelo Pistoletto, Il Tempo del Giudizio. Photo Nicola Gronchi

DIALOGO E INCLUSIONE

Nella Sala delle Baleari, dove di norma si tiene il Consiglio Comunale, Pistoletto ha allestito Il Tempo del Giudizio (2009), una sorta di spazio ideale dove le quattro grandi religioni (Islamismo, Cristianesimo, Buddismo ed Ebraismo) si interrogano su se stesse in dialogo con gli affreschi seicenteschi alle pareti, che ricordano le conquiste della Repubblica di Pisa contro i Saraceni. La mostra inclusiva di Pistoletto sta piacendo molto: inaugurata il 28 maggio, nei primi due mesi ha già totalizzato 10mila visitatori. Quando la città partecipa direttamente al progetto è più facile che accetti il contemporaneo, anche nella terra di Masaccio.

Ludovico Pratesi

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Nome eventoMichelangelo Pistoletto - Il Tempo del Giudizio
Vernissage27/05/2018 ore 11 Michelangelo Pistoletto incontrerà il pubblico nella sala delle Baleari.
Duratadal 27/05/2018 al 31/08/2018
AutoreMichelangelo Pistoletto
CuratoreLudovico Pratesi
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoCHIESA DI SANTA MARIA DELLA SPINA
IndirizzoLungarno Gambacorti - Pisa - Toscana
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Ludovico Pratesi
Curatore e critico d'arte. Dal 2001 al 2017 è stato Direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro Direttore della Fondazione Guastalla per l'arte contemporanea. Direttore artistico dell’associazione Giovani Collezionisti. Professore di Didattica dell’arte all’Università IULM di Milano Direttore Artistico di Spazio Taverna Dal 2009 al 2011 è stato curatore scientifico di palazzo Fabroni di Pistoia. Dal 2006 al 2010 è stato Presidente dell’AICA. Dal 2012 al 2015 è stato Vice Presidente dell'AMACI (Associazione Musei Arte Contemporanea Italiana). Dal 1995 al 2010 è stato Consigliere di Amministrazione per la Quadriennale d’Arte di Roma. Critico del quotidiano La Repubblica.