La vita della forma. Ho Kan a Monza

Villa Reale, Monza ‒ fino al 9 luglio 2018. La prima retrospettiva italiana su un antesignano dell’Astrattismo cinese. Ispirato dalle Avanguardie occidentali ma ben radicato alle proprie origini, Ho Kan traccia la sua arte oltre i colori e le forme.

Ho Kan, Origin 4, 60.5 x 72.5cm,olio su tela, 2006
Ho Kan, Origin 4, 60.5 x 72.5cm,olio su tela, 2006

Fin dai tempi dei suoi studi artistici, Ho Kan (Nanchino, 1932) è stato guidato da un desiderio di emancipazione rispetto alla sua vita e alla sua opera. Il risultato è evidente nei lavori selezionati per la mostra che si sviluppa nelle sale di rappresentanza e al primo piano nobile di Villa Reale, in netto contrasto con il neoclassicismo sfarzoso degli ambienti.
L’allestimento segue cronologicamente l’attività dell’artista (“perché il percorso di Ho Kan l’ha portato a purezza e leggerezza” spiega la curatrice Sabine Vazieux), a partire dagli Anni Cinquanta, quando si sposta a Taipei, in Taiwan, dove frequenta il Dipartimento Provinciale di Belle Arti che presto percepisce però come una formazione prettamente accademica e che quindi abbandona per seguire gli insegnamenti del pittore Lee Chun-Shan. Nel ’56 fonda il Ton Fan Art Group insieme ad altri sette artisti, gruppo dichiaratamente antiaccademico che resisterà fino al 1971.

Ho Kan, Untitled 90, 60 x 60 cm, olio su tela, 1990
Ho Kan, Untitled 90, 60 x 60 cm, olio su tela, 1990

LE OPERE

Nel 1964 Ho Kan approda in Europa e si stabilisce a Milano, dove rimarrà per mezzo secolo. Da subito esplora la pittura a olio e s’interessa a movimenti quali il Surrealismo e l’Astrattismo, ma studia anche l’opera di maestri quali Cézanne, van Gogh e Gauguin. Visitando in particolare la Sala A, che raccoglie alcuni tra i suoi primi quadri e dei bozzetti, si notano composizioni che potrebbero quasi evocare Dalí o Ernst. E si tratta di alcune delle opere più peculiari dell’intera esposizione, forse le immagini più acerbe ma più urgenti.
Come sottolinea lo storico dell’arte Hsiao Chong-Ray, a un’occhiata superficiale i quadri di Ho Kan possono sembrare molto simili ai dipinti astratti dei colleghi occidentali. Guardando più da vicino si notano però dettagli tipici della sua espressione e soprattutto un forte condizionamento che giunge dal suo passato: molte tra le forme che sviluppa nascono dai sinogrammi cinesi e non sorprende sapere che il nonno dell’artista era un calligrafo.

Ho Kan, Abstract 2016-002, 97 x 163 cm, olio su tela, 2016
Ho Kan, Abstract 2016-002, 97 x 163 cm, olio su tela, 2016

SIMBOLI E SIGNIFICATI

Nei dipinti tornano spesso elementi simbolici ma mai rigidamente geometrici, anzi sempre realizzati a mano libera e senza supporti di alcun genere, quali il cerchio, il triangolo e il quadrato. I primi due, forse più di ogni altro pattern, veicolano significati e carichi estetici che hanno molto a che fare con i temi tesi alla spiritualità cari a Kan: i quattro elementi, la Trinità, il maschile e il femminile, il movimento, la simmetria, per citarne alcuni.
L’invito è quello di andare a vedere questa produzione in bilico tra due mondi, i cui quadri talvolta rischiano di passare per giochi di stile: un rischio che può correre solo chi opera liberamente.

Lucia Grassiccia

Dati correlati
AutoreHo Kan
Spazio espositivoVILLA REALE DI MONZA
IndirizzoViale Brianza,1 20900 - Monza - Lombardia
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Lucia Grassiccia
Lucia Grassiccia è nata a Modica (RG) nel 1986. Dopo una formazione tecnico-linguistica ha studiato presso l’Accademia di belle arti di Catania, dove ha contribuito a fondare e dirigere un webzine sperimentale (www.hzine.it) gestito da un gruppo di allievi dell’accademia. Per hzine ha svolto principalmente attività di giornalista, titolista, editing. Dal 2008 scrive saltuariamente per il quotidiano web locale Nuovascicli Ondaiblea, soprattutto recensioni su libri e mostre. Nel 2010 inizia la collaborazione con Exibart che a breve si sospende e prosegue con la redazione di Artribune. Cura saltuariamente i testi critici per alcune associazioni e gallerie (vedi The White Gallery, Milano). Nel 2013 pubblica il romanzo ebook Elevator (Prospero Editore) e inizia a collaborare occasionalmente con la rivista Look Lateral. Nello stesso anno completa gli studi in arteterapia clinica presso la scuola Lyceum Vitt3. Attualmente vive a Milano.