Tra pittura e scultura. Iginio Iurilli a Foggia

Galleria CREO e Museo Civico di Foggia – fino al 15 giugno 2018. Il ritorno alla pittura sperimentale di Iginio Iurilli nella personale “Tiro al Bersaglio, opere su carta”. E la celebrazione delle radici mediterranee dell’artista pugliese nella mostra di scultura “L’eco della Memoria”.

Iginio Iurilli, Una cotta per la rossa 3, 2013
Iginio Iurilli, Una cotta per la rossa 3, 2013

È un ritorno alla pittura casuale, ludico e spontaneo, quello di Iginio Iurilli (Gioia del Colle, 1943). Lo scultore pugliese vira ‒ nell’alveo del suo naturalismo neobarocco, da sempre ispirato al Mar Mediterraneo ‒ verso il linguaggio pittorico sperimentale, ritornando alle origini della sua poetica. E lo fa con Tiro al bersaglio, opere su carta, personale a cura di Angelo Pantaleo, in corso alla Galleria CREO di Foggia. Innumerevoli cerbottane di carta, dipinte con la tecnica del dripping, infilzano bellamente la parete della galleria, che diviene, appunto, poligono ideale per il Tiro al bersaglio, rappresentato dall’opera site specific. Il tutto nello spirito di un’irriverenza giocosa e creativa, tipica di dimensioni dell’infanzia da Iurilli mai dimenticate. Le vivaci policromie generano, poi, paesaggi informali quali Primavera o Il Filo di Arianna o, ancora, Mare Nostrum: un ideale tuffo nelle note del Blu dipinto di Blu di Domenico Modugno. Non mancano, poi, Verba Manent, opere a tutto dripping applicato su frammenti di testi critici dedicati a Iurilli. L’artista pugliese continua a seguire, senza artifici né mediazioni, il suo vitalistico impeto, che sfocia nella celebrazione delle radici mediterranee.

Iginio Iurilli, Per Caso, 2018
Iginio Iurilli, Per Caso, 2018

SCULTURA E VITALITÀ

Contemporaneamente alla mostra di pittura, la città di Foggia è anche teatro di un’altra personale, stavolta di scultura, firmata Iginio Iurilli. È L’eco della Memoria, anche questa a cura di Angelo Pantaleo, in corso al Museo Civico. Ecco, dunque, il tripudio del naturalismo neobarocco tipicamente “iurilliano”, che si esplica nella celebrazione del mondo mediterraneo, culla della vita e della civiltà occidentale, attraverso sculture in acrilico e terracotta: conchiglie, meduse, fiori di mare, ideali abbracci quali il niveo You and me o l’Abbraccio color ciliegia in tempera a polvere di quarzo su terracotta, e il must immancabile nella scultura di Iurilli, il riccio viola. Colpisce per la sua peculiarità il piatto verde acido, sempre in ceramica, dal titolo Oggi ho mangiato dentice, in cui è dipinta una lisca rossa di pesce, che richiama i fossili delle pitture rupestri. Accecante e splendido nel suo bagliore è, poi, il Fiore del Mare, come la purpurea Cotta per la Rossa. Forme flessuose e sensuali dalla plasticità perfetta, cromie intense e vivide che virano, tra gli altri, dal rosso carminio al fucsia, dal bianco al rosa cipria. Così come nelle mirabili sculture Groviglio Rosa e Africa Pink. La prevalenza della linea concava, infine, costituisce la cifra stilistica che spicca nell’opera scultorea di Iurilli: un elemento simbolico che richiama la femminilità, l’accoglienza, la vita.

Cecilia Pavone

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AutoreIginio Iurilli
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Cecilia Pavone
Giornalista professionista, Cecilia Pavone è nata a Taranto e ha conseguito la laurea in Filosofia con specializzazione in Storia delle Dottrine Politiche all'Università degli Studi di Bari. Nel suo percorso professionale giornalistico ha lavorato per il quotidiano "Nuovo Corriere Barisera" di Bari specializzandosi nel settore cultura e spettacoli. Tra le sue collaborazioni: "Il Settimanale" di Bari, "Il Resto del Carlino" di Bologna, "Exibart" dal 2007 fino al febbraio 2011, quando ha seguito Massimiliano Tonelli e Marco Enrico Giacomelli alla nuova testata d'arte "Artribune". Attualmente scrive anche su "Lobodilattice.com" e "Metalwave.com".