Frank Dumphy, l’ex manager di Damien Hirst mette tutto all’asta da Sotheby’s

Dietro ogni grande artista c’è un grande manager. E chi meglio di Frank Dunphy per Damien Hirst? É definito l’uomo con il tocco di Re Mida e può vantare una collezione di 200 opere. Ed ecco che a settembre ha organizzato una grande asta da Sotheby’s per vendere gran parte del suo patrimonio…

Damien Hirst all'asta Beautiful Inside My Head Forever
Damien Hirst all'asta Beautiful Inside My Head Forever

Vi ricordate quella volta che Damien Hirst ha sfidato i colossi dell’arte contemporanea scardinando le regole che per anni hanno caratterizzato il sistema dell’arte? Sì, stiamo parlando di quando ha organizzato, all’alba del crollo di Lehman Brothers, nel 2008, l’asta Sotheby’s – Beautiful Inside My Head Forever– con opere provenienti direttamente dal suo studio guadagnando in due giorni, nonostante la crisi annunciata, la cifra mostruosa di £ 111,5 milioni, con il record assoluto di £ 10,3 milioni per The Golden Calf. “Vabbè, facile, è Damien Hirst” hanno pensato i più. Ma chi c’è dietro tutto questo? Un uomo, un manager lungimirante che, grazie anche all’ormai ex enfant terrible, è riuscito a costruire un’immensa collezione d’opere d’arte. Questo è Frank Dunphy che ha appena annunciato che venderà gran parte dei lavori del suo “arsenale”. Ma come nasce questa collaborazione che ha scardinato le regole non scritte dell’arte?

LA COLLABORAZIONE TRA HIRST E DUNPHY

Le grandi collaborazioni iniziano sempre in modo casuale. Basquiat ha incontrato Andy Warhol in un ristorante di SoHo, Banksy e Lazinc Sackville si sono conosciuti durante uno shooting fotografico e Damien Hirst con il suo agente Frank Dunphy? Nella New York più cool, con lo zampino di mamma Hirst. Siamo negli anni ’90 nel locale Groucho Club frequentato luogo di ritrovo degli artisti londinesi dell’epoca. Un giovane di belle speranze, geniale, amato dal pubblico e dalla critica, ma forse dalle mani bucate, che male sapeva gestire i suoi affari. Ed ecco che il connubio è perfetto e Dunphy diventa un “Re Mida” trasformando le opere in guadagni milionari. Ma l’aiuto non è a senso unico. Anche il manager guadagna in nuovi contatti come Tracey Emin e Jake e Dinos Chapman che forse non gli hanno fatto rimpiangere di aver detto “no” a una giovane rock band che è passata alla storia come i Led Zeppelin. Poi nel 2010 la separazione consensuale, la fine di un matrimonio miliardario per cessata attività del boss dell’arte.

L’ASTA

A settembre è stata annunciata l’asta – Yellow Ball – che raccoglie 200 pezzi della collezione privata di Frank Dunphy e moglie che hanno commentato: “per trent’anni la nostra vita è stata incentrata sull’arte e sulla bellezza. Ogni opera ricorda dei momenti felici, dei regali o è stata acquistata perché ci ha conquistato” e concludono: “il tempo non aspetta nessuno: è giunto il momento di ridimensionare la nostra collezione ma non i ricordi che ci legano a questi lavori”.
L’asta include opere non solo di Damien Hirst ma anche di Andy Warhol, Richard Prince, Tracey Emin, Rachel Whiteread, Lucio Fontana e Angus Fairhurst.
I lotti più importanti saranno esposti a Sotheby’s a Londra fino al 26 giugno e la collezione completa dal 15 settembre, prima della vendita del 20 che si prevede raggiungerà £ 8,4 milioni.

– Valentina Poli

 

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AutoriAndy Warhol, Richard Prince, Tracey Emin , Rachel Whiteread, Lucio Fontana, Damien Hirst
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Valentina Poli
Nata a Venezia, laureata in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, ha frequentato il Master of Art presso la LUISS a Roma. Da sempre amante dell'arte ha maturato più esperienze nel settore della didattica progettando e gestendo laboratori, in quello della preparazione di piccoli e grandi eventi culturali, nel settore delle gallerie d'arte e in campo giornalistico con collaborazioni con riviste del settore. Oggi vive a Roma.