Inarrestabile Damien Hirst: ora si mette a fare il mecenate e lanciare nuovi artisti

La galleria fondata nel 2016 dall’artista, La Newport Street Gallery, ospiterà una mostra di tre artiste sconosciute su cui Hirst sembra scommettere molto… Una nuova carriera o il tentativo di imitare il suo ex mentore Charles Saatchi?

Installation view True Colours, Courtesy Newport Street Gallery
Installation view True Colours, Courtesy Newport Street Gallery

Damien Hirst (Bristol, 1965) ci ha davvero abituato a tutto. Artista, designer, curatore, collezionista, imprenditore, gallerista, ristoratore e ora anche mentore e mecenate di un gruppo di artisti più giovani. È l’ultima trovata dell’ex enfant prodige dell’arte britannica che ha scelto di finanziare, acquistare ed esporre le opere di tre artisti sconosciuti all’interno della Newport Street Gallery, la galleria inaugurata nel 2016 nel quartiere londinese di Lambeth. Realizzata dallo studio Caruso St John, che per il progetto ha anche vinto lo Stirling Prize 2016 come migliore architettura dell’anno, la galleria è nata con l’intento di esporre parte della sconfinata collezione di opere dell’artista. Un proposito durato poco perché Hirst ha iniziato quasi immediatamente a presentare all’interno degli spazi anche mostre con opere non appartenenti alla sua collezione personale. Da Jeff Koons, di cui Hirst è grande amico e collezionista, a Rachel Howard e a Dan Colen. Tutti nomi importanti del sistema dell’arte britannico ed internazionale. Almeno, fino ad oggi. La Newport Street Gallery ha inaugurato la mostra di tre artiste sconosciute completamente finanziata da Hirst.

DAMIEN HIRST COME CHARLES SAATCHI?

Se volessimo utilizzare un concetto caro alla teoria psicoanalitica potremmo tirare in causa quella parte del complesso di Edipo che porta il giovane ad identificarsi con la figura paterna. Una figura paterna mai realmente conosciuta dall’artista, ma in questo caso, traslata nell’immagine di Charles Saatchi, l’uomo d’affari di origine irachena, suo grande mentore e primo collezionista, a cui Hirst deve molto. Senza voler scomodare categorie così complesse, sembra che l’artista, esattamente come aveva fatto Saatchi negli anni ’90 contribuendo a lanciare sulla scena internazionale gli Young British Artist, voglia puntare su un gruppo di artisti sconosciuti per lanciarli nel sistema dell’arte. A partire proprio dalla sua galleria.

LA MOSTRA

La mostra, inaugurata il 6 giugno e che durerà per tutta l’estate, presenta le opere delle artiste emergenti Boo Saville, Helen Beard e Sadie Laska. Un’esposizione interamente finanziata da Hirst che, non solo ha commissionato i lavori, ma ha anche fornito gli spazi per realizzarli. Tutte e tre le artiste hanno lavorato nello studio di Hirst, che ha fornito loro gli strumenti per realizzare un nucleo di tele di grandi dimensioni. La mostra, che si intitola True Colors, comprende 21 nuovi lavori, appesi accanto a una trentina di pezzi più vecchi. Tutte le opere sono state acquistate da Damien Hirst ed entreranno a far parte della sua collezione, l’ormai mitologica MurderMe, che è stata esposta anche in Italia in una mostra alla Fondazione Giovanni e Marella Agnelli di Torino in occasione di Artissima 2013. Boo Saville (Norwich, 1980) realizza quadri dominati da grandi campiture di colore intervallati da dipinti in bianco e nero basati su immagini casuali provenienti da Internet. Sadie Laska (West Virginia, 1974),chevive e lavora a New York, per la mostra ha realizzato sette nuovi pezzi che combinano materiali come tele riciclate, vernici spray, pellicole e borse IKEA. Helen Beard (Birmingham, 1971) realizza grandi tele dai colori brillanti in cui indaga il confine tra sessualità, erotismo e dominazione. Proprio la Beard,che al momento non è rappresentata da nessuna galleria, sembra la più entusiasta di questa collaborazione che sostiene, in una dichiarazione rilasciata a The Art Newspaper, stia già attirando l’attenzione di altri collezionisti.

     Mariacristina Ferraioli

Londra // fino al 9 settembre
True Colours – Helen Beard / Sadie Laska / Boo Saville
Newport Street Gallery
Newport Street, Londra,SE11 6AJ
https://www.newportstreetgallery.com

 

Dati correlati
AutoriDamien Hirst, Jeff Koons, Rachel Howard , Dan Colen
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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.