Aurelia Musumeci Greco inaugura Acqua Foundation, un incontro tra ambiente e arte. L’intervista

Due sedi, tra Roma e Milano. Molti dettagli ancora top secret, una imminente presentazione nell’ambito Manifesta 12 a Palermo. Aurelia Musumeci Greco ci svela in anteprima il suo progetto, che usa il linguaggio dell’arte per riflettere sulle tematiche legate all’ambiente.

Manifesta 12 Palermo Orto Botanico 2017. Photo by CAVE Studio

L’arte come strumento di riflessione e analisi rispetto alle tematiche politiche ed ecologiche legate all’ambiente. È questa l’idea alla base di Acqua Foundation, creatura di Aurelia Musumeci Greco, “figlia d’arte”, cresciuta con le opere e i loro autori, grazie alla collezione e all’appassionato impegno di Ines e del compianto Giuliano Musumeci Greco. Un amore, quello per l’arte, che è diventato un’eredità, tanto che Aurelia ha voluto sposare, insieme ad un gruppo di amici, le proprie riflessioni sulle tematiche ambientali con l’arte contemporanea, grazie alla costruzione di un soggetto attivo. La Fondazione, di cui molti dettagli sono ancora top secret, sarà lanciata a Palermo in occasione di Manifesta 12, che vedrà inoltre la co-produzione di un’opera site specific di Michael Wang, situata presso l’Orto Botanico di Palermo. Abbiamo incontrato Aurelia e ci siamo fatti raccontare in anteprima questa nuova avventura.

Aurelia & Ines
Aurelia & Ines

Come nasce l’idea di questa nuova fondazione?
Acqua Foundation nasce dalle riflessioni di un gruppo di amici, tutti professionisti affermati nei settori più diversi, ma che cercavano un modo per coniugare le loro carriere e le loro vite facendo qualcosa che costruisse “valore”. Siamo una generazione nata in un momento critico soprattutto a causa dei cambiamenti climatici. L’ambiente cambia, muta, in base alle scelte che compiamo ogni giorno. La nostra è una società che produce tanto, troppo, più del fabbisogno e tutto ciò non va bene… L’acqua è uno fra i temi a livello globale più importante e lo sarà per diversi anni, tanti, circa trenta. Ci sono tantissimi studi a riguardo…La fondazione nasce infatti da un’attenta analisi sul tema.

I fini sono politici e legati all’ambiente, ma ha deciso di utilizzare l’arte per ragionare su questi temi, come mai?
Come mai? La risposta è semplice. Sono cresciuta con l’arte. I miei genitori hanno una collezione d’arte contemporanea e mia madre, in particolare, mi ha fatto respirare, vivere e toccare l’arte e chi la fa (gli artisti) sin da quando sono piccola. Quindi l’arte è uno tra i miei filtri in assoluto. L’arte è magica: è un mezzo grazie al quale, e con il quale, tu vivi nella storia in maniera diversa. A volte ti aiuta a capirla, la storia, a volte ti regala bellezza, a volte no, comunque ti apre sempre, sempre la mente, e nessun altro mezzo, adesso, è più forte di lei.

E come attiverete queste sinergie?
Acqua Foundation vuole raccontare “l’acqua” e per farlo abbiamo pensato ad una particolare sezione dedicata all’arte contemporanea con la collaborazione di Casa Musumeci Greco (la collezione dei miei genitori, di cui ti accennavo). Tutto è sempre più veloce, tutto, troppo. Persino l’industria – che è in accelerazione – sta cercando di diventare sostenibile, quindi la nostra associazione ha a che fare con la vita politica in questo senso, perché vuole raccontare temi critici e ha deciso di farlo attraverso l’arte. Da qui a dieci anni non esisterà un pianeta così come lo abbiamo conosciuto…

Qual è il suo percorso? E la sua formazione?
Ho studiato comunicazione perché credo sia una chiave importante e generale allo stesso tempo. Non esiste settore per cui non sia fondamentale… Inoltre, sono sempre stata attratta del mondo della televisione e del cinema, così mi sono subito inserita in quest’ambito come producer. Questo lavoro mi permette di viaggiare e di aumentare la mia creatività ma tutto, tutto va comunicato bene.

Chi sono le figure che l’hanno ispirata e aiutata in questa occasione?
I miei genitori: l’intelligenza e la sensibilità di mio padre, la vivacità e la passione per l’arte di mia madre. Entrambi mi hanno insegnato a vedere oltre: ad avere visione.

Perché ha scelto Palermo come prima Piazza per la sua presentazione?
Quando abbiamo fatto nascere Acqua Foundation ci siamo chiesti dove potevamo presentarla per la prima volta e Manifesta 12, proprio per i temi su cui insiste, il cambiamento climatico ed i flussi migratori, ci è sembrata l’occasione perfetta.

Dove avrà sede Acqua e come lavorerete?
Avrà due sedi distaccate ma in costante rapporto tra Roma e Milano; stiamo lavorando alla strutturazione del gruppo.

Può già anticiparci qualche progetto per il futuro?
Ancora non posso ma presto vi diremo qualcosa, molto presto!

Santa Nastro

 

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Evento correlato
Nome eventoAcqua Foundation - Michael Wang
Vernissage16/06/2018 ore 17-20 solo su invito (after party ore 23-3 sempre su invito ma presso il Nautoscopio)
Duratadal 16/06/2018 al 04/11/2018
AutoreMichael Wang
Generearte contemporanea
Spazio espositivoORTO BOTANICO
IndirizzoVia Lincoln 2a - Palermo - Sicilia
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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.

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