Nuove esperienze sulla pittura: la Scuola di Santa Rosa a New York e Studioli a Roma

La Scuola di Santa Rosa, nata da Luigi Presicce e Francesco Lauretta a Firenze si trasferisce parzialmente a New York. Nel frattempo a Roma Studioli presenta un happening di pittura en plein air. Due progetti che raccontano una nuova sensibilità e un nuovo modo di intendere la pittura.

La Scuola di Santa Rosa a New York
La Scuola di Santa Rosa a New York

Vi ricordate della “Scuola di Santa Rosa”? Vi avevamo parlato alcuni mesi fa del progetto spontaneo nato dagli artisti Luigi Presicce e Francesco Lauretta. I quali ogni martedì si ritrovavano al Bistrot Santa Rosa sul Lungarno, spesso raggiunti da altri artisti amici e studenti dell’Accademia insieme a disegnare, conversare, riflettere. Un’immagine che ci aveva subito fatto pensare ai caffè di Arles celebrati da van Gogh, o alle scuole romane nate intorno al tavolo di un bar. L’esperienza di Firenze nasceva spontaneamente dagli artisti: senza residenze, senza istituzioni, né gallerie a delimitarne i confini, senza un punto di inizio né un punto d’arrivo, senza un preciso luogo in cui esistere, a prescindere dal nome. Ecco perché non deve sorprendere la notizia che oggi la “Scuola” si è (in parte) trasferita a New York, almeno temporaneamente, seguendo i passi e i progetti di uno dei fondatori, Luigi Presicce.

Andrea Mastrovito
Andrea Mastrovito

LA SCUOLA A FIRENZE

Presicce racconta ad Artribune: “Nel periodo invernale siamo ospitati dal Bistrot Santa Rosa, il quale ci ha accolto con molto piacere. Questo è accaduto ogni martedì da settembre scorso e con il passare del tempo, vuoi per il passaparola, vuoi per la presenza dei commenti entusiastici di Francesco sui social, il gruppo di disegnatori occasionali del martedì è andato sempre più aumentando fino ad arrivare a una ventina di studenti di una scuola primaria di Bologna, portati in gita alla Scuola di Santa Rosa. Affezionati a parte, c’è sempre un gruppetto che si presenta a tutte le lezioni, le facce dei disegnatori variano sempre e a Firenze sta diventando un ritrovo per chiunque abbia voglia di passare un martedì piacevole all’aria aperta a disegnare in compagnia, e senza nessun tipo di valutazione sugli elaborati. Ciò non vuol dire che non discutiamo mentre disegniamo; anzi sono proprio questi momenti in cui cerchiamo un confronto con gli altri che ci fanno ben sperare su un valore dell’arte a livello più ampio e sopra le righe”.

La Scuola di Santa Rosa a New York
La Scuola di Santa Rosa a New York

LA SCUOLA A NEW YORK

Nel frattempo, a marzo, l’artista si trasferisce a New York, dove viene invitato a partecipare ad una residenza per artisti presso Artists Alliance inc e cerca di ripetere quanto nel frattempo si sta continuando a svolgere a Firenze, dove l’attività viene portata avanti da Lauretta. Arrivato nella Grande Mela Presicce cerca a New York un posto che possa avere caratteristiche simili al bistrot fiorentino e che abbia voglia di accogliere l’esperienza. Lo individua in un bar che si chiama Sel Rrose, in omaggio a Rrose Selavy e Marcel Duchamp, “ed è li che ho scoperto che uno dei cocktail si chiama proprio Santa Rosa…quello che bevo sempre ogni martedì ormai! Ho pensato che tutto ciò non era casuale e che questo locale sulla Bowery potesse fare al caso della Scuola di Santa Rosa. All’inizio ho chiesto ad Andrea Mastrovito, di casa negli Stati Uniti, di fare la prima lezione con me e da li siamo partiti. Con il solito passa parola, la libera scuola di disegno ha accolto all’inizio solo italiani in visita o in residenza come me in città, poi anche qualche straniero incuriosito dagli inviti su Instagram, sempre con riferimenti alle rose. Non so quanto durerà la Scuola di Santa Rosa NY, sicuramente finchè io sarò qui e quando tornerò dopo l’estate, ma mi piacerebbe che si creasse un gruppo di disegnatori “abusivi” che possa trarre giovamento da queste giornate all’aria aperta anche in mia assenza…” Tra questi ci sono Mastrovito, naturalmente, Ludovica Carbotta, Veronica Santi, Gian Maria Tosatti, il cui lavoro è intanto in mostra nella Grande Mela anche nella collettiva Endnotes, con opere di Autumn Ahn, Setare Arashloo, Shahrzad Changalvaee, Kiran Chandra, Lizzy de Vita, Juliette Dumas, Andrew Erdos, Riitta Ikonen, Sara Mejia Kriendler, Yasue Maetake, Matt Taber. La mostra celebra il terzo anniversario della galleria The Chimney (fino al 24 giugno 2018).

Stanislao di Giugno, Studioli
Stanislao di Giugno, Studioli

NEL FRATTEMPO A ROMA

A Roma nel frattempo si è svolto il 12 maggio presso Studioli, un evento che ha coinvolto artisti come Kerstin Brätsch, Enzo Cucchi, Stanislao di Giugno, Marino Melarangelo, Rochelle Feinstein, Gianni Politi, Max Renkel, Paulina Semkowicz & Myles Starr, Patricia Treib. A partire da una nota citazione di Salvator Rosa “Falsari e guitti / e facchini, monelli, tagliaborse… / stuol d’imbriachi e gente ghiotta / tignosi, tabaccari e barbierie ed altri sordidi soggetti”, in uno scritto a proposito dei pittori Bamboccianti, attivi a Roma Nord nel XVII secolo, gli artisti sopra citati si sono riuniti per lavorare con la pittura en plein air, direttamente negli spazi di Studioli, in un happening che ha permesso al pubblico di seguire il loro lavoro in diretta dalla preparazione della tela fino alla creazione dell’opera, in un processo che non è solo pittorico ma è anche di carattere installativo, con una forte relazione con gli spazi e con i luoghi, come raccontano le immagini nella nostra fotogallery. Artisti sempre più indipendenti e protagonisti del proprio fare, quindi, pronti a riconquistare una relazione non mediata con lo spettatore. Non è un caso, peraltro, che i fondatori di Studioli siano Alessandro Cicoria e Valerie Giampietro, i quali, consapevoli di questa nuova sensibilità, invitano gli artisti a lavorare e reinterpretare il luogo, all’interno di un complesso sul Lungotevere, situato sul Viale di Tor di Quinto. I risultati dell’happening sono visibili (su appuntamento) fino al 17 giugno.

Santa Nastro

Dati correlati
AutoreLuigi Presicce
Spazio espositivoSTUDIOLI
IndirizzoVia Alessandro Fleming 1A - Roma - Lazio
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.