Il centro d’arte Le Magasin di Grenoble cambia nome e identità e diventa Magasin Horizons

A due anni dalla nomina, diventa effettivo il progetto di rinnovamento voluto dalla nuova direttrice, Béatrice Josse, per Le Magasin di Grenoble, centro d’arte contemporanea tra i più famosi di tutta la Francia. A partire dal nome…

Le Magasin di Grenoble diventa Magasin Horizons

Una vera e propria rivoluzione sta investendo il centro d’arte contemporanea Le Magasin di Grenoble, uno dei luoghi per l’arte più famosi e prestigiosi di tutta la Francia. È il nuovo corso che l’istituzione ha intrapreso dalla nomina nel 2016 della nuova direttrice, Béatrice Josse (Parigi, 1965) che sta rivoluzionando la struttura dalle fondamenta. A partire dal nome. Non più Le Magasin, che l’istituzione aveva da oltre 32 anni, ma Magasin Horizons, a richiamare un cambiamento che va molto oltre la semplice denominazione.

GLI ANNI TURBOLENTI

Nato nel 1986, Le Magasin è stato il primo centro interamente votato al contemporaneo ad essere installato all’interno di un’ex architettura industriale. Un’istituzione prestigiosissima e molto nota, anche al di fuori dei confini nazionali, grazie ad un programma espositivo sperimentale e una scuola di formazione per curatori famosa in tutto il mondo. Eppure gli ultimi anni della storia di Le Magasin sono stati piuttosto travagliati. Una crisi per l’istituzione che è esplosa nel 2015 con il licenziamento del suo ex direttore Yves Aupetitallot che guidava il centro dal 1996. Una destituzione, dovuta ufficialmente ad incompatibilità ambientali, che ha generato grande scalpore in Francia per via dell’indiscutibile prestigio di Aupetitallot. Al suo posto è stata nominata, l’anno successivo, Béatrice Josse, ex direttrice del FRAC Lorraine, con l’obiettivo di rifondare un’istituzione decisamente in crisi.

IL NUOVO CORSO

Due anni dopo la nomina della Josse, si rivela il suo progetto. A partire proprio dalla scelta del nome, con la parola Horizons messa lì ad indicare la volontà di ampliare le prospettive future privilegiando la cultura del collettivo al culto dell’oggetto/opera d’arte. Un radicale cambio di direzione per un’istituzione che si era distinta per le mostre monografiche di artisti internazionali. Via libera, dunque, alle pratiche collettive in un disegno che, oltre ad essere pratico, è soprattutto concettuale: ripensare il ruolo sociale del centro d’arte contemporanea e reinserirlo all’interno della comunità artistica locale ed internazionale. Un nuovo corso che riparte dagli artisti perché è proprio da e per gli artisti che Le Magasin è stato fondato. Il centro non sarà più solo una location destinata a ricevere opere per esporle, ma soprattutto un luogo di produzione.

MAGASIN HORIZONS

Magasin Horizons diventa così “un’area di indeterminazione, non pianificata in anticipo“, secondo le parole del direttore. Sarà prima di tutto multidisciplinare e guarderà quindi non solo all’arte contemporanea, ma anche al teatro e alla danza, aprendo alla possibilità di collaborazione con le realtà presenti sul territorio. Un cambiamento così radicale non poteva non riguardare anche l’Ècole, che da luogo prettamente didattico e formativo, diventerà una arena di confronto tra persone con profili diversi, aperti ad ogni disciplina, ma che privilegiano un approccio collettivo. Via libera quindi a seminari, conferenze, ricerche per alimentare riflessioni sui cambiamenti sociali, sulle evoluzioni delle pratiche professionali, sulle modalità di trasmissione della conoscenza, favorendo l’interscambio di strumenti e reti professionali e disciplinari.

      Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.