Artisti curatori. Ad Oslo tocca a Marlene Dumas, nel museo dedicato a Edvard Munch

È la prima esperienza dell’artista Sudafricana come curatrice. Una nuova serie la vede protagonista a Oslo insieme alle opere di Edvard Munch

Marlene Dumas, Stop in the Name (of Love), 2007–16. Oil on canvas. 90 x 70 cm. Collection of the artist. © Marlene Dumas. Photo: Peter Cox
Marlene Dumas, Stop in the Name (of Love), 2007–16. Oil on canvas. 90 x 70 cm. Collection of the artist. © Marlene Dumas. Photo: Peter Cox

È la protagonista della rubrica Asta la Vista, nelle pagine di mercato sul prossimo numero di Artribune Magazine (il 43). Lei è Marlene Dumas, artista nata nel 1953 in Sud Africa, pittrice raffinata con una importante carriera alle spalle, che la vede nel corso degli anni protagonista alla Biennale di Venezia, nel Padiglione olandese, o nel 1996 star alla Tate Modern di Londra. Ma molte sono le mostre che l’hanno vista nel ruolo di “prima attrice” e per tutti gli approfondimenti del caso, si potrà rimandare alla lettura dell’articolo che la riguarda sul giornale che stiamo confezionando per voi. Nel frattempo la Dumas si sta lanciando in una nuova avventura che la vede curatrice di una mostra coi fiocchi. Per la prima volta.

ARTISTI CURATORI

La Dumas segue quella che è ormai diventata una lunga tradizione. Nel 2016 Christian Jankowski cura Manifesta, un anno dopo Elmgreen & Dragset sono alle redini della Biennale di Istanbul, ma ci sono esempi innumerevoli, anche in casa nostra, con ad esempio la famosa mostra di Maurizio Cattelan, Shit and Die a Torino, o i tanti esperimenti portati avanti da un artista come Giuseppe Stampone, con finalità tuttavia molto diverse, ad esempio con la mostra di Eugenio Tibaldi, presso la Cooperativa Dolce. La pittrice sudafricana viene invitata a Oslo, presso il Munch Museum, in un progetto che apre il 29 settembre e chiude il 13 gennaio 2019, ad “autocurarsi”.

LA MOSTRA

Il maestro che le fa da contraltare non è uno qualunque, bensì il padrone di casa Edward Munch, che dialoga con i lavori della collega vivente. La Dumas è sempre stata affascinata dal lavoro di Munch. Nel 1981 ha visitato il museo norvegese e ha visto la serie di litografie Alpha e Omega del 1908. “Ho sempre detto che avrei dipinto storie d’amore. In questa serie Munch ha fatto proprio questo, tanti e tanti anni prima di me”, ha dichiarato. Solo che questi amori non sono solo tra uomo e donna, ma tra genere umano e natura. Di conseguenza le litografie, prodotte 110 anni fa, dialogano con una nuova serie della Dumas, realizzata nel 2018, Venus and Adonis, che analizza i temi dell’innocenza, della solitudine, della sessualità, della morte. A dare il titolo alla mostra una litografia di Munch, Moonrise: “Munch”, spiega, “ha compreso la notte con le sue ombre. Però i suoi lavori brillano di luce propria”.

– Santa Nastro

Oslo// dal 29 settembre 2018 al 13 gennaio 2019
Moonrise
Munch Museum
Tøyengata 53
Oslo, Norvegia
www.munchmuseet.no

Dati correlati
AutoriMarlene Dumas, Edvard Munch
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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.