Tassonomia del domestico. Cinque artisti a Forlì

Galleria Marcolini, Forlì ‒ fino al 28 aprile 2018. C’è chi butta e chi mette da parte, c’è chi utilizza oggetti e ricordi per farne altro: “Mottenwelt”, citazione goethiana traducibile come “mondo di tarme”, è un’esplorazione “in soffitta” che svela identità e mette in relazione passato e presente.

Crepuscolare la collettiva nell’androne e arrampicata sulla scala dello storico edificio in via Marcolini, sede dell’unica galleria di ricerca forlivese: le “piccole cose di pessimo gusto” parlano e sono materia di archivio e di memoria con taglio introspettivo e vagamente malinconico. Il fotografo Mustafa Sabbagh reitera la poetica del fiore appassito e lascia alla parete un’immagine diretta nel senso, almeno quanto i piccoli dipinti di ambienti domestici della giovane Barbara De Vivi. Nell’elaborazione fotografica l’australiano CJ Taylor usa il paradosso della natura morta per sospendere il tempo con la mimesi degli oggetti, mentre Silvia Giambrone con i calchi in gesso di merletto e il riutilizzo di vecchie lastre tipografiche evoca delicatamente ruoli e identità femminili nella cerniera tra le culture di ieri e di oggi. Peculiari i lavori di Luca Caccioni: reperimento e trasformazione di antiche carte per fondali scenografici, usate come “pelli” a cui affidare estetica e riflessioni.

Valeria Carnevali

Evento correlato
Nome eventoMottenwelt I
Vernissage10/03/2018 ore 18
Duratadal 10/03/2018 al 28/04/2018
Generiarte contemporanea, collettiva
Spazio espositivoGALLERIA MARCOLINI
IndirizzoVia Francesco Marcolini 25/a - Forlì - Emilia-Romagna
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Valeria Carnevali
Sempre attratta dalle forme della cultura contemporanea come espressione delle dinamiche umane, in una prima vita ho vissuto e lavorato a Milano per inseguire da vicino l’evolversi del presente, collaborando con gallerie, spazi espositivi ed editori specializzati in arte e attualità. Dal 2007 ho stabilito una nuova dimensione nella natura montana del centro Italia, occupandomi di didattica, educazione e formazione delle generazioni più giovani e viaggiando il più possibile. Conduco una vita raminga tra l’Appennino umbro-marchigiano e l’Oceano Atlantico, trovata nella città di Lisbona una seconda casa dal 2017. Sono convinta che l’educazione estetica, all’arte e attraverso l’arte, sia una chiave fondamentale di sviluppo del pensiero critico e della coesistenza democratica. Scrivo per Artribune dal 2012.