La pittura dell’artista tedesco sbarca a Palazzo Grassi, una delle due sedi lagunari della Pinault Collection. Rinnovando l’appuntamento con le mostre monografiche intitolate agli autori contemporanei.

Sarà arduo bissare il clamore suscitato dal poderoso “naufragio” messo in scena un anno fa da Hirst in entrambe le sedi veneziane della Pinault Collection, ma la nuova offerta espositiva di Palazzo Grassi e Punta della Dogana, pur tornando nel tradizionale solco della doppia mostra, non delude le aspettative.
Se a Punta della Dogana lo sguardo si posa sulle opere della collezione targata Pinault in dialogo con una serie di lavori in prestito dal Museum Folkwang di Essen, a Palazzo Grassi l’attenzione è interamente rivolta alla parabola pittorica di Albert Oehlen (Krefeld, 1954).
Più di ottanta dipinti compongono l’itinerario disegnato con precisione dalla curatrice Caroline Bourgeois a scandire le tappe dell’epopea creativa dell’artista tedesco, fra gli Anni Ottanta e i giorni nostri. Un viaggio in equilibrio su piani sovrapposti, al pari degli strati che puntellano le opere di Oehlen, appigli visivi effimeri, pronti a inabissarsi nei meandri del colore e a riemergere, più in là, tra le pieghe, nette, della linea. Figurazione, geometria e astrazione convivono nell’immaginario di un artista allergico alle etichette e alle “scuole”, ma debitore nei confronti di modelli che spaziano dal Surrealismo a Sigmar Polke, masticati e reinterpretati con coraggio, trasformando il carico figurativo in un elemento funzionale, non sempre necessario.

Albert Oehlen. Cows by the Water. Exhibition view at Palazzo Grassi, Venezia 2018. Photo Irene Fanizza
Albert Oehlen. Cows by the Water. Exhibition view at Palazzo Grassi, Venezia 2018. Photo Irene Fanizza

DISORDINE E CONSAPEVOLEZZA

Nella pittura di Oehlen l’ordine è un terreno di battaglia dai confini liquidi: lo sfondo, la base dei suoi lavori è lo spazio assegnato al figurativo, posto in discussione con metodo e, a tratti, ferocia. Lettere, volti, teste di animali, un piccolo tralcio di rose violacee sono investiti da cascate di colore, pennellate, macchie e vortici cromatici, che non offuscano del tutto la riconoscibilità della figura, ma ne mutano le sembianze, e soprattutto il ruolo, in maniera definitiva.
A volte l’elemento figurativo scompare del tutto, lasciando campo libero a giochi di linee in sospensione, quasi disancorati dalla materia pittorica ‒ come nel caso di H.A.T. I-VI, che ricorda l’estetica fotografica di Tillmans ‒ oppure prende il sopravvento, come nella serie intrisa di retaggi Pop, ma, ancora una volta, evocando una dissonanza che scompagina un ordine dato per certo.

Il linguaggio elaborato da Oehlen si serve dello shift compositivo, del disordine ‒ pur sempre consapevole ‒ e della sorpresa come strumenti per veicolare il desiderio di una certa libertà pittorica. Una libertà che non mira a indossare il cappello della rivoluzione, ma che vuole affermare se stessa entro i limiti della Storia.

Arianna Testino

Evento correlato
Nome eventoAlbert Oehlen - Cows by the water
Vernissage05/04/2018 e 6 aprile su invito
Duratadal 05/04/2018 al 06/01/2019
AutoreAlbert Oehlen
CuratoreCaroline Bourgeois
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoPALAZZO GRASSI - FRANCOIS PINAULT FOUNDATION
IndirizzoSalizzada San Samuele 3231 - Venezia - Veneto
EditoreMARSILIO
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Arianna Testino
Nata a Genova nel 1983, Arianna Testino si è formata tra Bologna e Venezia, laureandosi al DAMS in Storia dell’arte medievale-moderna e specializzandosi allo IUAV in Progettazione e produzione delle arti visive. Dal 2015 lavora nella redazione di Artribune. Attualmente dirige l’inserto cartaceo Grandi Mostre ed è content manager per il sito di Sky Arte, curato da Artribune. Nel 2012 ha pubblicato il saggio "Michelangelo Pistoletto. L'unione di vita, parole e opera" e nel 2016 "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (con Marco Enrico Giacomelli).