Copenhagen Contemporary inaugura la sua nuova sede a Refshaleøen con i Superflex e Doug Aitken

Dopo l’esperienza di successo a Paper Island, Copenhagen Contemporary – istituzione indipendente nata nel 2015 per creare un centro per l’arte contemporanea nella capitale danese – si trasferisce in una nuova sede e inaugura con le star internazionali Superflex e Doug Aitken

B&W’s old welding hall Copenhagen Contemporary 2018. Photo: Katrine Jungersen Hansen
B&W’s old welding hall Copenhagen Contemporary 2018. Photo: Katrine Jungersen Hansen

Tutto è iniziato nel 2016, quando a Copenhagen Contemporary (CC) – istituzione indipendente fondata nel 2015 con l’obiettivo di creare un centro per l’arte contemporanea nella capitale danese – è stata data la possibilità di occupare e utilizzare per 18 mesi la “paper hall” del porto, 3.400 metri quadrati di spazi industriali posizionati a Papirøen (Paper Island) che dall’agosto 2016 fino alla fine del 2017 hanno ospitato un fitto programma di mostre internazionali con artisti del calibro di Bruce Nauman, Yoko Ono, Ragnar Kjartansson, Pierre Huyghe, Bill Viola e Anselm Kiefer. Una sorta di esperimento a “tempo determinato” insomma per la CC, che ha ottenuto ottimi risultati anche e soprattutto in termini di partecipazione del pubblico (oggettivamente il centro era molto ben posizionato): il progetto pilota a Papirøen ha decretato CC come il centro d’arte più visitato in Danimarca, con oltre 100mila visitatori in 18 mesi. Forte di questo successo, terminato il periodo di occupazione della “paper hall”, adesso l’istituzione danese si appresta a inaugurare – il prossimo 28 giugno – un centro d’arte permanente nel nuovo distretto culturale di Copenhagen, Refshaleøen, con due artisti d’eccezione: i Superflex e Doug Aitken.

Copenhagen Contemporary 2018. Photo: Alex Laroux
Copenhagen Contemporary 2018. Photo: Alex Laroux

IL NUOVO COPENHAGEN CONTEMPORARY

Copenhagen Contemporary ha firmato un contratto di affitto per occupare gli spazi della Welding Hall dell’ex cantiere navale B&W, per un totale di 7mila metri quadrati di locali industriali con soffitti alti che consentiranno l’esposizione di opere di scala monumentale. Refshaleøen è destinato così a diventare un importante nuovo distretto culturale a Copenaghen: è qui infatti che il famoso ristorante Noma ha appena aperto la sua nuova sede (ma ci sono anche gli importanti progetti gastronomici di Amass e La Banchina), e sempre qui la prossima estate riaprirà il Copenhagen Street Food (anche nella precedente versione affiancato al CC nei magazzini della carta), solo per citare alcune delle attività e delle realtà attive a Refshaleøen. Ma questa non è l’unica novità per CC: l’istituzione infatti ha un nuovo direttore, Marie Nipper, già direttore artistico alla Tate Liverpool e pronta a proseguire e ampliare il programma finora svolto dal suo predecessore Jens Erik Sørensen: “A Copenhagen Contemporary continueremo a portare avanti la strategia di presentare le grandi installazioni internazionali”, ha dichiarato Marie Nipper. “Vogliamo presentare il nostro pubblico ad artisti di fama mondiale, ma anche a talenti emergenti che in questo momento stanno lasciando il segno sulla scena artistica internazionale. In termini di nuove iniziative, voglio, tra le altre cose, esplorare l’arte performativa internazionale contemporanea, un campo che finora non ha ricevuto molta attenzione dalle istituzioni d’arte in Danimarca. Dobbiamo lasciare un segno per noi stessi, in Danimarca e all’estero, come la sede espositiva più ambita della Scandinavia per l’arte contemporanea”.

Superflex, One Two Three Swing!, Londra, Turbine Hall Tate Modern
Superflex, One Two Three Swing!, Londra, Turbine Hall Tate Modern

SI COMINCIA CON I SUPERFLEX E DOUG AITKEN

I nuovi spazi di Copenhagen Contemporary a Refshaleøen inaugureranno quindi il prossimo 28 giugno con due mostre d’eccezione: One Two Three Swing! dei Superflex e Song 1 di Doug Aitken, entrambe visitabili fino al 30 dicembre 2018. L’installazione dei Superflex, presentata lo scorso ottobre alla Turbine Hall della Tate Modern di Londra in occasione della settimana di Frieze, consiste in un sistema di altalene messe in funzione dal pubblico, con lo scopo di combattere l’apatia che affligge la società di oggi attraverso le giocose oscillazioni generate dai fruitori. “Con le sue oscillazioni collettive, ‘One Two Three Swing!’ mostra il potenziale e l’energia inerente al gioco e a ciò che le persone possono ottenere collettivamente”, ha spiegato Marie Nipper. “Siamo molto orgogliosi di poter presentare questa installazione estetica e concettuale in un nuovo formato creato appositamente per Copenhagen Contemporary a Refshaleøen”. L’artista statunitense Doug Aitken proporrà invece Song 1, un’installazione video presentata su uno schermo circolare che condurrà gli spettatori in una sequenza filmica ipnotica in cui attori e cantanti famosi di Hollywood interpretano la canzone classica I Only Have Eyes For You, con allo sfondo scenari urbani contemporanei.

– Desirée Maida
 
Copenhagen // 28 giugno – 30 dicembre 2018
Superflex – One Two Three Swing!
Doug Aitken – Song 1
Copenhagen Contemporary
Refshalevej 173A
www.cphco.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.