Morto Hidetoshi Nagasawa. L’artista giapponese aveva 78 anni

Si è spento, in seguito ad una lunga malattia, Hidetoshi Nagasawa, artista e architetto giapponese, tra i più noti. Nagasawa viveva a Milano ed era docente di scultura presso NABA.

Hidetoshi Nagasawa
Hidetoshi Nagasawa

È morto all’età di 78 anni, in seguito ad una lunga malattia, Hidetoshi Nagasawa (Tonei, 1940) performance artist, scultore e architetto giapponese, tra i più noti a livello internazionale. Alla fine degli anni Sessanta, Nagasawa si è stabilito a Milano, sua città di adozione, e qui ha trascorso quasi tutta la sua vita.

L’ARTISTA

C’è sempre stato qualcosa di mitologico nella figura di Nagasawa, nel suo modo di approcciarsi all’arte e alle persone. A partire proprio dal dato biografico. Da quel viaggio incredibile che lo portò, a soli 26 anni, a lasciare il suo paese di origine, il Giappone, dopo una laurea appena conseguita in architettura, per intraprendere un lungo viaggio attraverso l’Asia in bicicletta. Un anno e mezzo a pedalare per attraversare il continente e raggiungere la Turchia e poi, da lì, superare il mare per arrivare a Brindisi. Il viaggio in Italia rappresenta il punto di non ritorno e non solo perché, come amava raccontare, a Milano gli rubarono la bicicletta, ponendo simbolicamente fine alla sua corsa. È stata una sorta di affinità elettiva che lo ha portato a scegliere di vivere e lavorare nel nostro paese. Nagasawa arriva a Milano nel 1968, nel pieno del fermento politico. Qui conosce Enrico Castellani, Mario Nigro e Antonio Trotta, con i quali dà vita ad uno stretto sodalizio intellettuale e artistico. Il successo arriva immediato. Nagasawa ha preso parte a varie edizioni della Biennale di Venezia e nel 1992 ha partecipato a Documenta Kassel. È stato tra i fondatori della Casa degli artisti, che ebbe un ruolo decisivo nella scena artistica milanese e a cui presero parte, oltre a Nagasawa, anche Luciano Fabro e la critica d’arte Jole De Sanna. Negli ultimi anni alla ricerca d’artista, l’artista giapponese ha affiancato il lavoro come docente. Era, infatti, titolare della cattedra di scultura presso Naba, a Milano.

LA RICERCA TRA ORIENTE ED OCCIDENTE

Da dato biografico, il viaggio diventa l’elemento su cui si fonda l’intera ricerca di Nagasawa. Un viaggio inteso secondo i parametri della filosofia zen in cui conta fare tesoro di ogni esperienza vissuta e non il punto finale d’arrivo. Le prime opere sono di natura concettuale, ma è a partire dai primi anni Settanta che Nagasawa si dedica in larga parte alla scultura, utilizzando per le sue opere prevalentemente l’oro, il marmo e il bronzo. Sono questi gli anni in cui il linguaggio plastico diventa cifra stilistica in una continua fusione di elementi orientali e occidentali. La ricerca di Nagasawa affonda le sue radici in due differenti culture: quella giapponese di provenienza e quella italiana di adozione. Costruire un ponte tra le due è sempre stato un elemento fondante nel lavoro dell’artista. Negli anni Ottanta, comincia a creare i primi ambienti, muovendosi sul confine tra scultura e architettura: l’idea della sospensione e il tentativo di creare opere “antigravitazionali” rappresentano il nucleo centrale del suo lavoro in questi anni. Negli anni novanta, il giardino diventa l’elemento preponderante: un’elaborazione personale di un “luogo” centrale nella cultura orientale a partire proprio dai giardini zen della tradizione giapponese. Nell’opera di Nagasawa il giardino non è mai un semplice elemento paesaggistico, ma un vero e proprio organismo che vive in rapporto osmotico con il resto del paesaggio e con l’ambiente urbano.

 

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.

2 COMMENTS

LEAVE A REPLY