Basquiat Before Basquiat, in Michigan una mostra racconta la vita dell’artista prima del successo

Nel Michigan è in corso un’esposizione che esplora la vita di Jean-Michel Basquiat prima di diventare un artista di fama internazionale: in mostra taccuini, disegni, dipinti e soprattutto le foto che ritraggono il pittore all’opera tra le pareti del suo appartamento-studio di New York

Basquiat performing in the apartment, c. 1979–1980. Photo Alexis Adler
Basquiat performing in the apartment, c. 1979–1980. Photo Alexis Adler

È la prima tappa di un tour Basquiat Before Basquiat: East 12th Street, 1979–1980, mostra dedicata a Jean-Michel Basquiat (New York, 1960-1988), promossa dal Museum of Contemporary Art di Denver e in corso fino all’11 marzo presso il Cranbrook Art Museum nel Michigan. L’esposizione rappresenta un’occasione imperdibile per scoprire aspetti della vita del pittore (forse) ancora poco noti, come la sua sfera privata ma soprattutto i suoi trascorsi artistici “prima che diventasse Basquiat”, come sottolinea il titolo della mostra.

RITRATTO DI UN FUTURO ARTISTAR

Quello ricostruito in Basquiat Before Basquiat è lo scenario della New York tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, contraddistinto dall’esplosione della cultura underground, l’hip-hop, il graffitismo, la street art. Uno scenario socioculturale che influenzerà un giovanissimo Jean-Michel Basquiat, writer e successivamente artistar di fama internazionale – grazie alla protezione di Andy Warhol – che tra il 1979 e il 1980 visse in un piccolo appartamento nella East 12th Street con la fidanzata Alexis Adler, autrice delle fotografie in mostra al Cranbrook Art Museum che ritraggono Basquiat nei momenti di vita privata e di creazione artistica. “Dalla metà del 1979 alla metà del 1980, ho vissuto con Jean in tre appartamenti diversi, ma per la maggior parte del tempo abbiamo condiviso un appartamento nella East 12th Street”, racconta Alexis Adler. “In quel tempo non utilizzava ancora le tele, così usava tutto ciò su cui poteva mettere le mani. Le strade abbandonate dell’East Village gli fornivano le materie prime e portava gli oggetti ritrovati su per sei rampe di scale per incorporarli nella sua arte. Jean è stato in grado di fare soldi per la vernice e la sua quota dell’affitto, che era di 80 dollari al mese, vendendo felpe per strada. Sapeva di essere un grande artista”.

LE OPERE IN MOSTRA

L’esposizione include l’intero archivio di opere realizzate da Basquiat durante l’anno in cui visse con Alexis Adler nell’appartamento dell’East Village. Un periodo particolarmente produttivo per l’artista newyorkese di origini ispano-tahitiane che alternava l’attività di writer – con i suoi celebri tag SAMO disseminati tra le strade del quartiere in cui viveva – a una pratica artistica più “impegnata” e intensa tra le mura del suo appartamento, vero e proprio studio ma anche medium con cui dare sfogo alla sua creatività: oltre alle fotografie di Adler, al Cranbrook Art Museum sono esposti dipinti, sculture, opere su carta, taccuini ed ephemera, tutte testimonianze che ricostruiscono non solo le influenze e le vicende artistiche di Basquiat, ma anche il luogo in cui prendeva segretamente forma la sua creatività.

– Desirée Maida

Bloomfield Hills // fino all’11 marzo 2018
Basquiat Before Basquiat: East 12th Street, 1979–1980
Cranbrook Art Museum, Michigan
www.cranbrookartmuseum.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.