Un selfie monumentale. La scultura interattiva di Matthew Mohr in Ohio

Si trova a Columbus, in Ohio, la grande scultura interattiva di Matthew Mohr. Una testa alta oltre 4 metri ospita i lineamenti di chiunque sia disposto a farsi scattare un ritratto in 3D. Ecco tutte le immagini.

Una scultura alta più di quattro metri è stata installata in via permanente al Greater Columbus Convention Center, in Ohio. L’autore, l’artista locale Matthew Mohr, ha deciso di realizzare per l’occasione un monumento interattivo, un’opera in grado di cambiare letteralmente volto grazie all’intervento degli spettatori. La grande testa è infatti composta di schermi LED sagomati sui quali può essere visualizzata l’immagine di tanti visi diversi; per partecipare è necessario entrare nella cabina che si trova sul retro della scultura e farsi scattare una fotografia 3D. A quel punto, il monumento diventa personalizzato, e la testa gigante ospita i lineamenti del visitatore di turno. L’idea, secondo le stesse parole dell’autore, è quella di esplorare “la relazione tra il sé e la sua rappresentazione, chiedendo al soggetto del ritratto di riconsiderare il tema della presenza attraverso  l’ingrandimento. Il progetto vuole divertire ma anche stimolare una discussione sul fenomeno dei social media, sula diversità e sulle dinamiche dell’arte pubblica”. As We Are, questo il titolo del progetto, sta riscuotendo un gran successo sui social network, dove si moltiplicano i selfie “doppi”: scatti in cui i protagonisti ritraggono se stessi accanto al monumento customizzato, naturalmente sotto l’hashtag #asweare.

 

– Valentina Tanni

www.matthewmohr.com

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).