The Prada Double Club Miami, il night club secondo Carsten Höller

Monocromia versus policromia, DJ internazionali versus ritmi latini…a Miami torna per tre sere, e in una veste del tutto nuova, l’installazione immersiva dell’artista tedesco che tanto fece parlare di sé a Londra nel 2008.

“The Prada Double Club Miami”. A project by Carsten Höller. Rendering - Courtesy of the artist and Fondazione Prada
“The Prada Double Club Miami”. A project by Carsten Höller. Rendering - Courtesy of the artist and Fondazione Prada

Tra i moltissimi happening della settimana dell’arte e del design di Miami, che si sviluppa intorno al colosso fieristico di Art Basel Miami Beach c’è anche il ritorno, in una nuova veste, del “The Prada Double Club”, il night club secondo lo sguardo dell’artista tedesco, nato a Bruxelles, ma residente in Svezia, Carsten Höller. Classe 1961, è stato protagonista nel 2016 di una importante mostra personale all’Hangar Bicocca di Milano, dove il pubblico italiano ha potuto conoscere e approfondire la natura ludica, interattiva e ricca di non-sense della sua ricerca artistica. Fortemente criticato per le sue installazioni che gli hanno valso la definizione di “mostre Luna Park”, Höller non si è smentito nemmeno a New York negli spazi della Galleria Gagosian dove ha dato vita ad una mostra che segue il flusso della sua pratica artistica e che Artribune ha raccontato qui. Il primo “Double Club”, concepito come un’opera d’arte relazionale e allestito per una durata di otto mesi tra l’autunno del 2008 e l’estate del 2009, si trovava a Londra in un magazzino di epoca vittoriana. Il dualismo al quale alludeva il titolo dell’installazione era quello tra cultura congolese e occidentale, mentre i visitatori venivano lasciati liberi di muoversi all’interno dei tre spazi – un bar, un ristorante e un dance club, ognuno di essi diviso in due parti associate rispettivamente all’energia dirompente del paese africano e alla tradizione culturale dell’Occidente – e di interagire con essi, sperimentando esperienze diametralmente opposte a livello visivo e sonoro.

“The Prada Double Club Miami” A project by Carsten Höller Rendering Courtesy of the artist and Fondazione Prada
“The Prada Double Club Miami”, A project by Carsten Höller, Rendering. Courtesy of the artist and Fondazione Prada

TRE NOTTI PER CARSTEN

In questo nuovo progetto a cura della Fondazione Prada, ancor più effimero poiché destinato a durare tre notti soltanto e ospitato in uno studio cinematografico degli anni Venti nel distretto del design di Miami, a fronteggiarsi sono monocromia e policromia. Un dance club la cui palette si limita al bianco, al nero e a una serie di toni di grigio e un coloratissimo giardino tropicale, giustapposti, danno vita a una sorta di schizofrenico paese delle meraviglie che è anche un esperimento sociale. “Vorrei che nella zona monocromatica gli ospiti si sentissero come l’unica componente colorata, quasi fossero un elemento di disturbo all’interno di un film in bianco e nero” spiega l’artista tedesco “ed estremamente pallidi, invece, nell’area policromatica, dove domina l’atmosfera tropicale”. Anche la selezione musicale messa a punto per le due aree è diversa: all’interno si ascolteranno artisti e DJ internazionali, mentre in giardino domineranno i ritmi sudamericani proposti da musicisti che incarnano le molte anime latine della città, frutto di altrettante diaspore.

– Giulia Marani

The Prada Double Club Miami / Miami, dal 5 al 7 dicembre
Installazione di Carsten Höller
71 NW 14th Street, Miami
A partire dalle 22.30
www.fondazioneprada.org

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.

1 COMMENT

Comments are closed.