Intervista a Jean François Charnier direttore scientifico del Louvre Abu Dhabi

A poco più di un mese dall’apertura al pubblico del Louvre Abu Dhabi, Artribune ha intervistato Jean François Charnier, direttore scientifico del museo, che traccia un primo bilancio e ci racconta in anteprima del Salvator Mundi di Leonardo acquistato dal museo per 450 milioni di dollari…

Louvre Abu Dhabi
Louvre Abu Dhabi

A poco più di un mese dall’inaugurazione del Louvre Abu Dhabi, Jean François Charnier, direttore scientifico del museo, intervistato da Artribune, ha tracciato un primo bilancio sull’andamento del museo progettato da Jean Nouvel, analizzando in perfetto italiano gli aspetti positivi e le criticità emerse.

PRIMO BILANCIO

Tra gli aspetti positivi emersi, Charnier evidenzia la grande attenzione mediatica per il Louvre Abu Dhabi che ha richiamato oltre 600 giornalisti provenienti da ogni parte del mondo durante l’opening. È, però, l’enorme affluenza di pubblico generalista il dato più interessante secondo il direttore. Anche perché si tratta di un pubblico molto diverso da quello che di solito visita, spesso in maniera un po’ approssimativa secondo Charnier, i musei occidentali. Il fatto che il Louvre Abu Dhabi sia stato atteso per oltre dieci anni ha generato, infatti, un interesse molto forte e ha fatto sì che il museo richiamasse ogni giorno migliaia di visitatori. “Ci sono persone”, sottolinea Charnier, “che hanno programmato un viaggio ad Abu Dhabi, solo per visitare il Louvre”. Non sono mancante anche le critiche, racconta il direttore scientifico, soprattutto in relazione al percorso espositivo tacciato da alcuni giornalisti di presentarsi come una miscellanea senza un vero progetto culturale.

Leonardo da Vinci, Salvator Mundi
Leonardo da Vinci, Salvator Mundi

IL SALVATOR MUNDI

La risposta più attesa è quella relativa all’acquisto da parte del museo del Salvator Mundi di Leonardo Da Vinci (Anchiano, 1452 – Amboise, 1519) venduto, solo poche settimane fa, alla cifra straordinaria di 450 milioni di dollari durante l’asta da Christie’s a New York. Per la prima volta, da quando il museo ha comunicato, tramite una foto e una scritta scarna su Instagram, di essere l’acquirente dell’opera, Charnier conferma l’acquisto e racconta ai nostri microfoni dell’importanza di avere in collezione un quadro di tale prestigio che arriverà ad Abu Dhabi tra poco settimane e che diventerà certamente l’opera più iconica del museo. È l’ammissione definitiva, dopo che per circa 24 ore si erano susseguite voci relative al presunto acquisto della tela da parte di un misterioso principe saudita rilanciate da tutti i quotidiani internazionali. Ma ascoltiamo direttamente le parole di Jean François Charnier.

Mariacristina Ferraioli (video di Antonella De Santis)

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.