Nuovamente vandalizzato il fregio Triumphs and Laments di William Kentridge

Il danno interessa non solo gli spazi liberi ma proprio tutte quelle sezioni che compongono il disegno dell’artista. Lo scorso anno erano state già vandalizzate alcune sezioni del grande murale disegnato dall’artista sudafricano.

Il murale di William Kentridge vandalizzato
Il murale di William Kentridge vandalizzato

Il fregio sul Lungotevere, Triumphs and Laments, progettato e regalato a Roma dall’artista sudafricano William Kentridge è stato nuovamente vandalizzato. Già durante la primavera 2017 un gruppo di writer l’aveva deturpato con scritte e tag. “Un gesto da condannare” dice Valeria Sassanelli vicepresidente dall’associazione Tevereterno, “ma non siamo sorpresi, anzi era stato messo in conto”. Lo stesso artista durante un’intervista a Repubblica del 31 marzo 2017, aveva affermato “Non posso dire di essere sorpreso, certo avrei sperato di no. Ma adesso mi auguro che qualcuno ripari il danno” e aggiunge “Roma salvi la mia opera se l’ama davvero”, concludendo “i “graffiti” per lo più non coprono le figure disegnate da me. Ma si trovano negli spazi vuoti. Significa che sarebbe molto semplice per la città di Roma rimuovere le scritte con la vernice senza cancellare l’opera in sé”. Questa volta però il danno risulta più esteso e va ad intaccare non solo gli spazi liberi ma proprio tutte quelle sezioni che compongono il disegno dell’artista.  Una delle parti maggiormente interessate è quella riguardante Papa Gregorio VII e Clemente III deturpate nella sezione finale da tag, simboli e scritte colorate. Proprio dopo aver visto tale situazione, la Soprintendenza ha dichiarato che in questi giorni si sta attivando per organizzare un monitoraggio e una verifica dei danni per organizzare interventi di pulitura dell’opera. Di riqualificare per davvero le banchine del Tevere e di dotarle della giusta videosorveglianza, tuttavia, non se ne parla…

William Kentridge a Roma
William Kentridge a Roma

LA STORIA

Sempre Valeria Sassanelli racconta ad Artribune di come ci siano voluti due anni “per riuscire ad avere i permessi per la realizzazione dell’opera, tempi burocratici dovuti anche alla diffidenza delle istituzioni”. E così il progetto che racconta la storia di Roma è stato realizzato nella sezione del Lungotevere che va da Ponte Sisto a Ponte Mazzini grazie ad una propedeutica pulitura con getti d’acqua della superficie muraria in travertino. La sua bellezza è rappresentata, proprio, dalla sua fragilità: il fregio, infatti, avrà una vita limitata di quattro o cinque anni. Durerà, per stesso desiderio dell’artista, finché la superficie non verrà nuovamente coperta dalla patina di smog, sporcizia e vegetazione, in contrapposizione con l’eternità della Colonna Traiana, clamorosa “graphic novel” dell’antichità, cui evidentemente si ispira.

William Kentridge, Thick Time
William Kentridge, Thick Time

RIQUALIFICAZIONE DEL LUNGOTEVERE

Realizzato con fondi privati, il lavoro ha lo scopo di mettere in evidenza le numerose problematiche che caratterizzano la zona limitrofa al Tevere. Questa porzione di città è da tempo che non viene utilizzata dai cittadini perché poco sicura; l’impegno dei volontari di Tevereterno è proprio questo: far tornare questo spazio alla città.  Proprio per questo motivo, ad un anno dall’inaugurazione di Triumphs and Laments, è stato organizzato un concerto a Piazza Tevere a cui hanno partecipato ottantacinque artisti del Coro dell’Opera di Roma, due pianoforti e cinque percussioni, il soprano Roberta Mantegna, il baritono Timofei Baranov, componenti del progetto “Fabbrica Young Artist Program” anche loro del Teatro dell’Opera di Roma.

– Valentina Poli

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Poli
Nata a Venezia, laureata in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, ha frequentato il Master of Art presso la LUISS a Roma. Da sempre amante dell'arte ha maturato più esperienze nel settore della didattica progettando e gestendo laboratori, in quello della preparazione di piccoli e grandi eventi culturali, nel settore delle gallerie d'arte e in campo giornalistico con collaborazioni con riviste del settore. Oggi vive a Roma.

2 COMMENTS

  1. Una deriva che è espressione di una società non in grado di produrre artisti di questo livello, e che entrando in contatto con uno di loro, non può che deturparlo.

Comments are closed.