Marina Abramović e il mistero dei fondi raccolti per la costruzione dell’istituto a suo nome

La celebre performer aveva lanciato una campagna di crowdfunding per costruire a New York un istituto dedicato alle arti performative che, però, non ha mai visto la luce. E dagli Stati Uniti si chiedono se i soldi raccolti siano mai stati restituiti ai donatori…

Marina Abramović
Marina Abramović

Nonostante di anno in anno continui a perdere posizioni nella classifica dei personaggi più influenti del mondo dell’arte redatta dalla rivista britannica ArtReview, Marina Abramović (Belgrado, 1946) continua a far parlare di sé – nel bene o nel male. Poco più di un mese fa vi raccontavamo della rinuncia, da parte della performer, alla costruzione a New York di una sede fisica del MAI – Marina Abramović Institute, l’organizzazione fondata dalla celebre artista serba per promuovere le arti performative e favorire il dialogo e la collaborazione tra arte, scienza, tecnologia e spiritualità. Il motivo? I costi eccessivi di realizzazione del progetto affidato all’archistar Rem Koolhaas, sebbene la Abramović avesse lanciato una campagna di crowdfunding sul sito Kickstarter, riuscendo a raccogliere ben 661.452 dollari. Ma oggi, dagli Stati Uniti, giunge una domanda: se l’istituto non è mai stato realizzato, che fine hanno fatto i soldi donati dagli oltre 4.700 sostenitori e fan di Marina Abramović?

IL MISTERO DEI FONDI RACCOLTI

Dato che l’istituto non ha mai visto la luce, la risposta più immediata che viene in mente è sicuramente una: restituire il denaro a chi ha effettuato le donazioni. Ma i fatti sono ben diversi. Gli oltre 650 mila dollari raccolti su Kirckstarter in realtà sono stati impiegati per pagare una parte del progetto preliminare commissionato a Rem Koolhaas e Shohei Shigematsu di OMA. La piattaforma di crowdfunding conferma che era a conoscenza del fatto che il denaro raccolto sarebbe servito per finanziare il progetto preliminare, ma la Abramović fino ad ora non si è espressa sulla questione e il MAI non ha voluto specificare se tutto il denaro raccolto è andato nelle tasche di Rem Koolhaas o se una parte è stata destinata ad altri fini.

LE ORIGINALI RICOMPENSE PER I DONATORI

Mettendo un attimo da parte questi “dettagli”, Kirckstarter garantisce che le ricompense promesse a tutti coloro che hanno devoluto parte dei loro risparmi per sostenere il progetto della Abramović, sono state mantenute. Tutti coloro che hanno donato un dollaro hanno ricevuto un abbraccio da parte dell’artista, mentre a chi ha donato 100 dollari è andato un DVD della performer. I più generosi, con donazioni da 10 mila dollari, hanno trascorso con l’artista una serata di “cucina spirituale” a base di zuppe. Insomma, non sarà riuscita a costruire un centro per le arti figurative, ma la Abramović è una performer di parola.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.