Keiji Hito e Kazuhito Nagasawa. La terracotta giapponese a Milano

Prosegue l’indagine intrapresa da Laura Borghi di Officine Saffi sulla tradizione della terracotta giapponese. A confronto artisti di differenti generazione Keiji Ito e Kazuhito
Nagasawa, in una duplice mostra allestita presso Officine Saffi e Galleria Monopoli fino al 31 ottobre.

Kazuhito Nagasawa, The place where seeds have fallen, 2013, terraglia, courtesy Officine Saffi
Kazuhito Nagasawa, The place where seeds have fallen, 2013, terraglia, courtesy Officine Saffi

Due generazioni a confronto, due approcci alla modellazione della terra lontani, ma, per alcuni versi, affini. Da un lato la generazione di chi, come Keiji Ito (Tokyo, 1935), evince dalla materia le potenzialità scultoree insite in essa, esplicitando valenze antropomorfe celate fra le sue pieghe. Emblematiche le sue opere plastiche in cui affiorano i temi della testa o della maschera che rimandano a simulacri di tradizione occidentale, in alcuni casi giacomettiana, e orientale al tempo stesso. Dall’altro quella di chi, come Kazuhito Nagasawa (Osaka, 1968), affida alla contaminazione fra argilla, ferro, vetro e legno l’epifania di forme prive di riferimento figurativo – e, data anche la sua attività nel campo dell’interior design, dotate talvolta di funzionalità, più simboliche che reali ‒, che sprigionano l’afflato di una spiritualità tipica della cultura giapponese, qui accesa di nuove sfumature e vibrazioni.
La mostra Shibui, allestita a Milano negli spazi rinnovati di Officine Saffi e presso la Galleria Monopoli, presenta in contemporanea tali artisti nipponici, suscitando fra loro un dialogo intriso di assonanze. Il termine stesso – shibui ‒ allude a un’essenzialità esteriore ricca però di significati profondi, da assaporare intellettualmente oltre che emotivamente. Entrambi gli artisti esprimono valori d’ispirazione zen. Per esempio Keiji Ito, grazie alle scabre sculture “animistiche” intitolate Hito; Kazuhito Nagasawa grazie ai contenitori The place where seeds have fallen, ovvero oggetti misteriosi quanto affascinanti, sorta di scrigni-menhir depositari dei semi del sapere del futuro, della continuità della vita del cosmo o, forse, più semplicemente, della fertilità del messaggio filosofico del singolo: l’artista, in primis.

Alessandra Quattordio

Evento correlato
Nome eventoKeiji Ito / Kazuhito Nagasawa - Shibui
Vernissage26/09/2017 ore 18,30
Duratadal 26/09/2017 al 26/10/2017
AutoriKeiji Ito , Kazuhito Nagasawa
Generiarte contemporanea, doppia personale
Spazio espositivoOFFICINE SAFFI
IndirizzoVia Aurelio Saffi 7 - Milano - Lombardia
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Nome eventoKeiji Ito / Kazuhito Nagasawa - Shibui
Vernissage19/09/2017 ore 18,30
Duratadal 19/09/2017 al 26/10/2017
AutoriKeiji Ito , Kazuhito Nagasawa
Generiarte contemporanea, doppia personale
Spazio espositivoGALLERIA MONOPOLI
IndirizzoVia Giovanni Ventura 6 - Milano - Lombardia
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Alessandra Quattordio
Alessandra Quattordio, storica dell’arte e giornalista indipendente, ha esordito a fine Anni Settanta come curatrice dei cataloghi d’arte e fotografia editi dalla Galleria del Levante a Milano. Dopo la laurea in Storia dell’arte all’Università Statale di Milano, inizia a collaborare a riviste - fra cui D’Ars, Flash Art, Arte, Arte In, Meridiani - e a pubblicazioni del settore. Cura la presentazione di artisti e mostre, attività ancora oggi svolta. Ha insegnato Storia del Gioiello all’Istituto Europeo di Design, all’Istituto Superiore di Architettura e Design (ISAD) e al Politecnico di Milano. È stata a lungo caposervizio presso le Edizioni Condè Nast. In particolare, dal 1999 al 2015 presso AD Architectural Digest, occupandosi di arte, fotografia, design, interior e design del gioiello.