Al Maxxi il punto sulle industrie culturali in America Latina. Ce ne parla Maria Rosa Jijón

Incontriamo María Rosa Jijón, artista e Segretaria culturale dell’IILA, Organizzazione internazionale italo-latino americana, in vista del convegno, per la prima volta in Italia, “Cultura e sviluppo: una prospettiva italo-latino americana” in programma il 15 novembre al Maxxi, nell’ambito del 50mo anniversario dell’IILA.

Abbiamo parlato con María Rosa Jijón, artista e Segretaria culturale dell’IILA, Organizzazione internazionale italo-latino americana, in vista dell’Incontro internazionale “Cultura e sviluppo: una prospettiva italo-latino americana” in programma il 15 novembre al Maxxi, nell’ambito del 50mo anniversario dell’IILA. L’appuntamento, che riunisce personalità dell’America Latina e Italia, provenienti da varie discipline, dalle arti visive al cinema, dal teatro alla letteratura, dalla musica, dalle organizzazioni private alle istituzioni, intende affrontare il tema confrontando due modi diversi di presentare, valorizzare e produrre arte, cercando uno scambio che apra a possibili investimenti o visioni e progetti congiunti.

CULTURA PILASTRO DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

“C’è la necessità”, spiega Jijón ad Artribune, “di attualizzare lo sguardo sulla produzione culturale in America Latina, l’impatto sociale ed economico della cultura sulle nostre società, il bisogno di mettere in moto un dialogo sulle buone pratiche e le esperienze di accesso alla cultura tra Italia e America Latina. In quanto Organizzazione internazionale consideriamo la cultura come un ponte e una opportunità di incontro tra due “regioni del mondo” che hanno condiviso storie e hanno in comune una tradizione di cooperazione e impulso alla cultura. Allo stesso tempo desideriamo potenziare il nostro ruolo di osservatori ONU e per questo portiamo avanti i principi della Dichiarazione Universale sulla Diversità Culturale UNESCO del 2001 e la Convenzione UNESCO del 2005, così come gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile dell’ONU. Al centro dell’incontro vi è la cultura come pilastro dello sviluppo sostenibile, che passi attraverso il rispetto delle specificità delle diverse culture e metta in campo approccio imprenditoriale e prospettiva occupazionale”.

Museo Maxxi Roma

Museo Maxxi Roma

ITALIA E SUD AMERICA. I CASI STUDIO

In Italia esiste una tradizione di appoggio alla produzione culturale e di tutela del patrimonio, conoscenze costruite a partire dalla gestione e promozione della cultura. In America Latina la diversità e il dialogo interculturale – territori poco esplorati in Italia – sono alla base della società.  L’inclusione di culture ancestrali e afroamericane, la discussione in merito ai diritti culturali e la creazione di politiche pubbliche che mirano alla inclusione delle frange più vulnerabili della società per la costruzione di una realtà più giusta, sono gli apporti che l’America Latina può offrire all’Europa in generale. “Nello specifico posso raccontare di esempi di collaborazione regionale e continentale nell’analisi della pedagogia critica dell’arte e del ruolo delle istituzioni museali come spazi di coesione sociale, come  è per esempio il Centro Culturale di Moravia a Medellin, in uno dei quartieri più poveri e violenti della città o il caso della produzione  – da parte del MALBA di Buenos Aires e della Fundación Teorética,  – del libro Agítese Antes de Usar sulla mediazione comunitaria e l’educazione all’arte in 10 paesi dell’America Latina…”.

IL PROGRAMMA

Prendendo spunto dal modello dei Ted Talk si alterneranno le voci di personaggi che con tratto esperienziale disegneranno la loro idea di industrie culturali e creative. Saranno a Roma: Susana Baca, cantante ed ex Ministra della Cultura del Perù; Martina De Luca, storica dell’arte e funzionario MiBACT; Ticio Escobar, critico d’arte ed ex Ministro della Cultura del Paraguay; Pituka Ortega-Helibron, direttrice del Festival Internacional de Cine de Panamá; William Ospina, scrittore colombiano, Freddy Ñáñez, poeta ed editore, Presidente FUNDARTE dal Venezuela, Carmen Romero, direttrice del Festival Internacional Santiago a Mil, Osvaldo Salerno, Direttore Generale di Patrimonio Cultural, Secretaría Nacional de Cultura de Paraguay; Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Trinidad Zaldívar, capo della División de Asuntos Culturales, Solidariedad y Creatividad del BID, Banca interamericana dello sviluppo). Chiediamo a Jíjon qualcosa di più sulle motivazioni di un meeting per la prima volta in Italia di intellettuali e gestori culturali latinoamericani riuniti assieme a “colleghi” italiani. Ecco cosa ci ha raccontato. “L’idea” conclude la Segretaria “è proporre un primo sguardo sulla produzione culturale attuale in America Latina. Abbiamo invitato personaggi provenienti da diversi ambiti, dai festival consolidati come quello di teatro contemporaneo Santiago a Mil, in Cile, a nuove realtà come il festival di cinema di Panama, solo per citare due esempi. In tutti i casi si tratta di realtà, pubbliche o private, che hanno un impatto sociale positivo in termini di partecipazione, cooperazione e potenziale economico. Desideriamo che questo incontro parli alla città e che, perché no, da qui nascano nuovi progetti tra Italia e America Latina; che sia una porta aperta a nuove opportunità di collaborazione e a canali di cooperazione”.

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Redazione

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