Un fondo contro l’incarcerazione di massa. Creato da Agnes Gund con la vendita di un Lichtenstein

Non si tratta però di una donazione spot. La Gund insieme a Fondazione Ford ha creato il progetto “Art for Justice”, con l’obiettivo di attivare il mondo dell’arte a favore dei bambini afroamericani.

La facciata del MoMA di New York
La facciata del MoMA di New York
Roy Lichtenstein Masterpiece 1962
Roy Lichtenstein Masterpiece 1962

L’annuncio della filantropa Agnes Gund ha scosso l’America e sta facendo il giro del mondo, a partire dal MoMA di New York, dove è stato reso ufficiale. Gund, ha infatti reso noto di aver venduto, tramite la galleria Acquavella, il suo Masterpiece del 1962 una delle opere fondamentali di Roy Lichtenstein per 150 milioni di dollari. Ma non c’è una storia di investimenti spericolati né di bisogno di liquidità dietro questo gesto. La Gund infatti ha messo a disposizione il denaro per l’istituzione di un fondo che si adoperi contro l’incarcerazione di massa e a sostegno di una riforma della giustizia penale negli Stati Uniti. Il progetto nasce soprattutto a sostegno dei bambini afroamericani. Si calcola, infatti, che uno su tre bambini neri andrà in prigione e Agnes, che ha sei nipoti in parte afroamericani, ha dichiarato di sentirsi coinvolta in prima persona del problema di cui da anni si fanno carico anche movimenti come Black Lives Matter, con frequenti intersezioni con il mondo dell’arte e della cultura. Con la collaborazione della Ford Foundation, la filantropa conta di raccogliere, all’interno del progetto Art for Justice, altri 100 milioni di dollari nei prossimi cinque anni coinvolgendo altri collezionisti (ad esempio una delle chairwomen del Whitney Museum, Laurie M. Tisch ha già aderito, “mossa dalla sua passione”, come ha dichiarato).

CHI È AGNES GUND

Artribune parlò già di lei in occasione di Women, il progetto di Annie Leibovitz, riconoscendola  tra le signore ritratte dalla famosa fotografa. Gund proviene da una famiglia agiata del Midwest con una lunga tradizione di attività filantropica. Ha cominciato a interessarsi all’arte quando era giovane e ha messo assieme una notevole collezione di opere di arte del dopoguerra e arte contemporanea, già in gran parte donate o promesse a musei. Nel 1997, quando i tagli al budget decimarono l’educazione artistica nelle scuole di New York, fondò Studio in a School, un’organizzazione no profit che mette in collegamento artisti professionisti e studenti molto spesso provenienti da famiglie a basso reddito. Ha fatto parte del consiglio direttivo del Museum of Modern Art di New York nel 1976, ne è stata presidente dal 1991 al 2002, e ne è ora presidente emerita. Collabora con molte altre istituzioni, è una delle fondatrici del Center for Curatorial Leadership, e appoggia personalmente le arti attraverso la sua AG Foundation, che fa molteplici donazioni annuali di svariati milioni di dollari. Nel 1997 ha ricevuto la Medaglia Nazionale delle Arti, il premio più prestigioso conferito ad artisti o mecenati dal governo degli Stati Uniti.

Francesca Magnani

https://www.fordfoundation.org/the-latest/news/passion-for-diversity/

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Francesca Magnani
Francesca Magnani scrive e fotografa a New York dal 1997. Dopo una laurea in Latino a Bologna e un corso di perfezionamento in Antropologia a Padova, è arrivata alla CUNY con una borsa Fulbright in Letteratura Comparata. Nella Big Apple ha passato svariate stagioni a stampare e lavorare nelle darkroom dell’ICP e al Print Space. Tra NYU e The New School, in quasi vent’anni ha insegnato italiano a mezza Downtown. Le sue storie e fotografie sono uscite su D Repubblica, Diario, MarieClaire, F, Natural Style, TimeOut NY, IL, Vogue, Flair, Yoga Journal, Here is New York. A Democracy of Pictures, E.L. Doctorow, All the Time in the World, Taschen - Trespass: A History of Uncommissioned Urban Art.