Quali contorni ha il presente attuale? E l’arte attuale? Nonostante lo scorrere del tempo, il gesto creativo e i suoi effetti sono ancora imprescindibili dalla trama di relazioni e interrelazioni che li genera.

MENTORE (si rizza, terribile). Telemaco!
Assassinare un ricordo è il delitto più orrendo
di cui uomo si possa macchiare! La memoria non
grida, la sua ferita non butta sangue: è meno
terribile per questo il delitto?…
Alberto Savinio, Capitano Ulisse (1934)

Che cos’è il presente? Che cos’è il presente per voi? Che cos’è il contemporaneo?
Chi pensa che niente possiamo conoscere / ignora, a dir vero, se anche la non conoscenza / sia cosa possibile: infatti confessa / l’aperta ignoranza del tutto esistente. / Come dunque dovrei disputare con uno / che al posto del capo vuol mettere i piedi? / Tuttavia gli concedo questa certezza / di tutto ignorare. Però devo chiedergli / se niente di vero ha mai visto nel mondo / come ha fatto a sapere di tutto ignorare, / a prender notizia del vero e del falso, / a distinguere il dubbio dal certo” (Lucrezio, De Rerum Natura, IV, 466-477).
Per Torino da Milano: prendi viale Francesco Crispi, via Teresio, via Luigi Nono, via Cenisio e viale Alcide De Gasperi in direzione di Cavalcavia del Ghisallo. Segui A4 in direzione di corso Giulio Cesare a Torino. Continua su corso Giulio Cesare. Prendi via Saverio Mercadante e via Paisiello in direzione di piazza Bottesini.
La verità è crescere” (Don Luciano nella canonica di Montegemoli).
La terra è immortale, per questo in lei si trova il mistero della creazione” (Anwar Al Sadat).
A destra del Municipio di Foggia, stradina che sbuca nella piazzetta delle Tre Fiammelle, prosegui dritto e arrivi in via Cimaglia (alle spalle della Prefettura).

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Otto Dix, Addio a Amburgo, 1921
Otto Dix, Addio a Amburgo, 1921

27 maggio, ore 13, 20. A Pisa niente è cambiato – eppure è cambiato tutto. Fuori dalla stazione, sotto i portici, un’infilata di: supermercati bengalesi, pakistani, indiani: kebabbari; negozi di paccottiglia cinese; ecc. ecc. Ragazze rumene, ragazze di colore, ragazzoni neri, tappeti di cappellini e borsette, ecc. ecc. Tutto un pochino scadente, un po’ più derelitto e sommesso rispetto a quindici anni fa. Il presente-contemporaneo.

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Querceto, 29 maggio. Giacomo il barista e fotografo: perché da due giorni ho la netta sensazione di conoscerlo? Lui è di Lucca – potrei averlo incontrato lì. Un toscanaccio brusco e spiccio, ma molto molto divertente (cioè: divertente proprio per questo). Ieri sera se ne è uscito con l’incredibile storia di Maria Manca, poetessa maudit lucchese, dotata di una “storiaccia” (vale a dire: di una vita sofferta e tribolata, come migliaia e milioni di altre…).
L’intelligenza di Ulisse è diversa. E assai profonda da non pregiudicare quell’apparenza di tonto che, a parte tutte le mazzate che gli sono piovute sulla coccia, l’ha salvato finora dalla mazzata definitiva. […] è intelligente non dare presa all’intelligenza. È intelligente non lasciarsi sedurre dall’intelligenza. È intelligente far la parte necessaria alla stupidità che, tientelo a mente, ha un appetito da leone. È intelligente accettare a cuor leggero quel tanto di stupidità che dà un peso utilissimo alla materia grigia. È intelligente abbandonarsi senza scrupoli balordi di fermezza d’animo alla china dolcissima della debolezza, della curiosità” (Alberto Savinio, La verità sull’ultimo viaggio. Giustificazione dell’autore, in op. cit., p. 20).
Nel molto piccolo vedere cose molto grandi.

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Alessandro Bulgini, Taranto Opera Viva. Nella casa del curato, via Duomo, 2017
Alessandro Bulgini, Taranto Opera Viva. Nella casa del curato, via Duomo, 2017

In treno per Roma, 8 giugno. Su innovazione e avanguardia: entrare a spinta nel presente e nel futuro. Gli artisti di cento, novanta, ottanta anni fa erano visionari – animati e guidati da una visione morale – dall’ideazione progettazione costruzione di un modello del vivere-insieme, dello stare insieme – arte orientata alla ridefinizione dell’esistenza – circuito, cortocircuito, un cane sciolto, una scheggia impazzita – vagano, vagano, vagano… gironzano… vagano vagano vagano! – solitudine: vibrazioni frammentate e fomentate – spasmodiche.
Libertà è crescere nell’amore” (Don Luciano nella canonica di Montegemoli).
Arte – e opera d’arte – consistono oggi, e forse sempre, nel dedicarsi a costruire pazientemente e accuratamente un’infrastruttura di relazioni umane.
Nel molto piccolo vedere cose molto grandi.
Questi edifici, che avevano precorso la villa di Cricoli, rappresentano i primi tentativi compiuti nel Veneto per emulare la Rinascenza romana. L’impressione che essi fecero su Palladio traspare da alcuni dei suoi primi disegni, nei quali è evidente un’analoga, pedantesca mancanza di spontaneità, per cui il vocabolario architettonico tratto dagli esempi romani classici e moderni non riesce a integrarsi con naturalezza nell’ambiente. Se si pensa alla fluente interellazione pittorica tra le parti e il tutto in una facciata palladiana della maturità, questi disegni sembrano costruiti a partire da un repertorio di elementi isolati. Ma non è mai agevole maneggiare per la prima volta forme nuove…” (James A. Ackerman, Palladio [1966], Einaudi 1972, p. 6).

Christian Caliandro

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Christian Caliandro
Christian Caliandro (1979), storico dell’arte contemporanea, studioso di storia culturale ed esperto di politiche culturali, insegna storia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia. È membro del comitato scientifico di Symbola Fondazione per le Qualità italiane. Ha pubblicato “La trasformazione delle immagini. L’inizio del postmoderno tra arte, cinema e teoria, 1977-’83” (Mondadori Electa 2008), “Italia Reloaded. Ripartire con la cultura” (Il Mulino 2011, con Pier Luigi Sacco) e “Italia Revolution. Rinascere con la cultura” (Bompiani 2013). Cura su “Artribune” le rubriche inpratica e cinema; collabora inoltre regolarmente con “La Gazzetta del Mezzogiorno”, “minimaetmoralia”, “che-Fare”. Ha curato mostre personali e collettive, tra cui: “The Idea of Realism // L’idea del realismo” (2013, con Carl D’Alvia), “Concrete Ghost // Fantasma concreto” (2014), entrambe parte del progetto “Cinque Mostre” presso l’American Academy in Rome; “Amalassunta Collaudi. Dieci artisti e Licini” presso la Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini” di Ascoli Piceno (2014); “Sironi-Burri: un dialogo italiano (1940-1958)” presso lo spazio CUBO (Centro Unipol Bologna, 2015); “RIFTS_Abate, Angelini, Veres” (Artcore, Bari 2015); “Opera Viva Barriera di Milano” (Torino 2016); “La prima notte di quiete” (i7-ArtVerona, 2016).