Una nuova Fondazione per l’arte a Venezia. Intervista ai direttori

Presentata nei giorni di apertura della Biennale ma inaugurata ufficialmente lo scorso fine settimana, la Fondazione delle Arti mira a portare in Laguna una ventata di aria nuova. Ecco cosa ci hanno raccontato i direttori, Viola Romoli e Olivier Lexa.

Palazzetto Pisani, Venezia. Salone
Palazzetto Pisani, Venezia. Salone

Cominciamo dal contenitore e parliamo di Palazzetto Pisani. Che storia ha? Cos’è adesso? Lo occuperete interamente?
Abbiamo scelto Palazzetto Pisani perché è un luogo magico, unico a Venezia, relativamente piccolo rispetto agli altri palazzi sul Canal Grande, intimo, privilegiato dunque, e storicamente conosciuto come salotto letterario. Ci piace l’attiguità con il Conservatorio Benedetto Marcello: infatti appena si esce da Palazzetto si sentono sinfonie uscire dalle finestre.  A Palazzetto Pisani, Maria Pia Ferri ha ospitato personaggi di spicco della cultura e della politica ed è stata tra le prime persone ad affittare alcune camere. Ci piacerebbe proseguire nello stesso senso, adattandoci però ai tempi. I gestori di Palazzetto Pisani sono bravissimi imprenditori, persone giovani e dinamiche, divertenti e aperte a nuove iniziative.

Ora passiamo al chi: vi presentate in cinque righe?
Viola Romoli: Mi occupo da sempre di arte e di viaggi ad artem. Ho fondato e dirigo la galleria THE POOL NYC, che a breve inaugurerà uno spazio in via Santa Maria Fulcorina a Milano. Ho lavorato per sette anni a New York: un periodo al Guggenheim Museum e poi per THE POOL NYC. Venezia è per me costante fonte di ispirazione ed è il luogo dove per ogni Biennale organizzo una mostra con la galleria. È il più bel teatro all’aria aperta di sempre.
Olivier Lexa: Sono regista e scrivo. Lavoro principalmente con il Teatro La Fenice (Venezia), il Teatro alla Scala (Milano), Carnegie Hall (New York), La Monnaie (Bruxelles). Ho pubblicato cinque libri in Francia, principalmente con Actes-Sud; il sesto esce il prossimo ottobre. Lavoro a Venezia da otto anni. La Fondazione delle Arti Venezia è la terza fondazione che ho contribuito a lanciare nella Serenissima, dopo il Palazzetto Bru Zane e il Venetian Centre for Baroque Music.

Palazzetto Pisani, Venezia. Terrazzo
Palazzetto Pisani, Venezia. Terrazzo

E infine, il cosa. Da pochi giorni è nata ufficialmente a Venezia la Fondazione delle Arti. Quali sono le ragioni che vi hanno spinto a iniziare questa impresa? In sintesi: perché lo fate?
Amiamo Venezia e crediamo che ci siano sempre da scoprire luoghi magici e nascosti. In questi posti avvengono spesso manifestazioni bellissime, ignote a molti; crediamo che sia un problema di comunicazione e vorremmo colmare questa lacuna.

Parliamo di obiettivi: quali sono a breve, medio e magari lungo termine?
A medio termine, il nostro principale scopo è di diventare il label di riferimento internazionale per gli eventi artistici di qualità a Venezia. A lungo termine, potere agire come forza di lobbying grazie alla rete di operatori culturali coinvolta nella difesa dell’eccellenza culturale veneziana.

Oltre alla Fondazione, nasce anche il Club delle Arti. Di cosa si tratta? Che rapporto avrà con la Fondazione e quale nel contesto cittadino?
Situato nel cuore della città, a Palazzetto Pisani, il Club propone una nuova forma di accoglienza per vivere la città da vero veneziano.
Con il sostegno della Fondazione delle Arti Venezia, il Club delle Arti offre e seleziona eventi che rivelano l’anima della città puntando su eccellenza, creatività e apertura ai mondi. Venezia è la città dove l’impensabile diventa realtà e dove ognuno vive un’esperienza fuori dal comune, che sia di carattere sociale o artistico: il Club sarà il luogo per incontrare persone che avranno interessi simili e visioni completamente nuove, che apriranno nuovi spiragli sia lavorativi sia culturali. I nostri soci sono filosofi, musicisti, imprenditori, registi, storici dell’arte, sportivi, scienziati, accademici, dj, enologi, stilisti, avvocati, architetti, creativi, professionisti di ogni genere, artisti, politici, scrittori, banchieri, ma soprattutto curiosi, uniti dalla stessa irrefrenabile passione per Venezia.

Palazzetto Pisani, Venezia. Soffitto
Palazzetto Pisani, Venezia. Soffitto

Se lo scorso weekend era dedicato a Fondazione e Club, è anche vero che coincideva con il finissage della mostra organizzata da THE POOL NYC. Chiariamo questo intreccio: cos’è e che rapporto ha a sua volta con la Fondazione delle Arti?
Viola dirige THE POOL NYC ed è la co-direttrice artistica della Fondazione delle Arti. La mostra Vitel Tonné è stata organizzata in un palazzo non conosciuto e vogliamo mostrare qual è il nostro approccio alle arti visive. La mostra è il primo esempio di un evento di qualità in un luogo speciale, per cui è in linea con il credo della Fondazione. Ecco il legame dunque.

Al di là dei festeggiamenti inaugurali, quali saranno le prime iniziative che produrrete o sosterrete durante l’estate e nel prossimo autunno?
Stiamo lanciando la stagione di eventi dedicati ai soci del Club: concerti, conferenze, vernissage… Il programma sarà online a breve.

Marco Enrico Giacomelli

Venezia
Fondazione delle Arti
PALAZZETTO PISANI
San Marco 2814

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.