Ancora artisti contro Trump a New York. È la volta di Martin Roth con un’opera green

L’ultima opera anti-Trump? Un poetico campo di lavanda nel cuore di New York che cresce a seconda di quanta polemica generano i tweet del neo-presidente statunitense.

Martin Roth, In May 2017 I cultivated a piece of land in Midtown Manhattan nurtured by tweets, New York
Martin Roth, In May 2017 I cultivated a piece of land in Midtown Manhattan nurtured by tweets, New York

Che Trump non sia amato da artisti e dagli intellettuali del suo paese è cosa nota. Che molti cavalchino l’ondata del dissenso internazionale, anche. Il primo è stato Ai Wei Wei, artista engagé per eccellenza, che a pochi mesi dall’elezione del nuovo presidente statunitense ha rivelato di lavorare ad una grande mostra sul tema dei migranti prevista a New York per ottobre 2018. L’annuncio è arrivato nel pieno della campagna di Trump per inasprire le misure contro l’immigrazione clandestina. Così come l’iniziativa “No ban, no wall“, partita spontaneamente da internet e diventata nel giro di pochi giorni trend topic sui social di mezzo mondo, ha visto coinvolti centinaia di artisti in una serie infinita di disegni anti Trump. A dimostrazione di quanto l’estetizzazione della politica a metà strada tra la riflessione critica e la spettacolarizzazione sia estremamente mainstream.

UN CAMPO DI LAVANDA CONTRO TRUMP

Neanche il tempo di far calmare la polemica sulle posizioni di Trump contro la conferenza di Parigi sul clima, che ci pensa un artista a buttare benzina sul fuoco o, per lo meno, a tenere viva l’attenzione su questi tempi. L’artista di origine austriaca Martin Roth (Graz, 1977) ha creato un campo di lavanda in una galleria sotterranea presso l’Austrian Cultural Forum nel cuore di Manhattan. Tutto artificiale, ovviamente, con potenti luci fluorescenti al posto del sole, e carta da parati verde a far da sfondo a 200 kg di terreno in cui sono stati piantati 200 bulbi di lavanda. Fin qui nulla di particolare se non fosse che, grazie ad un sapiente gioco di luci, il campo di lavanda è alimentato dalla popolarità dei tweet del presidente e dalle polemiche che essi continuano a provocare in tutto il mondo. Trump è famoso per aver utilizzato i suoi social, fin dalla campagna elettorale, con una modalità di comunicazione senza filtri e spesso violenta. Tutti questi messaggi generano spesso delle grandi polemiche e flussi di condivisione enormi. A mano a mano che questo avviene, le luci nel campo di lavanda di Roth si alzano o si abbassano di intensità consentendo ai fiori di fiorire oppure no. Dunque, un’opera contro Trump alimentata dallo stesso Trump e destinata a crescere a suon di polemiche virtuali. Che sia questa la risposta più compiuta alle posizioni di Trump sull’ambiente che tutti aspettiamo?

– Mariacristina Ferraioli

MARTIN ROTH
In May 2017 I cultivated a piece of land in Midtown Manhattan nurtured by tweets
4 maggio – 21 giugno 2017
Austrian Cultural Forum New York 11 East 52nd Street, New York

http://www.acfny.org/

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.