La pittura paradossale di Luca Coser. A Milano

Gilda Contemporary Art, Milano – fino al 16 giugno 2017. Con una serie di lavori su tela, carta e opere scultoree, viene presentata nella galleria milanese la poetica di Luca Coser. Tra ricordo e dimenticanza, costruzione e distruzione.

Non amo quasi mai svelarmi, la sola idea mi mette a disagio, per cui in un modo o nell’altro riesco sempre a non parlare di me, e lo faccio mettendomi in mostra”. Non si può che cominciare dalla citazione di un’intervista del 2000 per parlare di un pittore che ha costruito il suo territorio espressivo muovendosi come un lucido sonnambulo tra i riferimenti culturali e le immagini del proprio bagaglio personale passato. Non sarebbe comunque corretto parlare di citazioni dirette.
Luca Coser (Trento, 1965) lascia che la pittura cresca a partire da un appoggiarsi romantico e malinconico sulle immagini culturali formative (cinema, arte, riviste) che accompagnano lo sviluppo attraverso infanzia, adolescenza e maturità. La strada che poi l’opera prende resta attentamente incontrollata, facendo di ogni quadro uno schivo autoritratto, dominato in quest’ultima serie da sofisticate armonie di bianco.

Gabriele Salvaterra

Evento correlato
Nome eventoLuca Coser - The Painting are names
Vernissage04/05/2017
Duratadal 04/05/2017 al 16/06/2017
AutoreLuca Coser
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoGILDA CONTEMPORARY ART
Indirizzovia San Maurilio 14 - Milano - Lombardia
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Gabriele Salvaterra
Gabriele Salvaterra (Trento, 1984) è scrittore e mediatore culturale. Si laurea in Gestione e Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università di Trento con la tesi “Internet e nuove tecnologie nel settore museale. Ipotesi e strumenti per un approccio immateriale alla creazione del valore”. Lavora come collaboratore presso istituzioni museali e come redattore freelance per diverse riviste d’arte. Dopo aver collaborato con Exibart, attualmente scrive per Artribune e Espoarte. Ha curato e contribuito alla realizzazione di diverse mostre sia presso musei pubblici sia come curatore indipendente. Appassionato di storia dell’arte e della critica, equilibra le escursioni nel mondo artistico-culturale con una eterogenea militanza chitarristica nell’underground musicale tridentino.