Pirelli HangarBicocca di Milano fa da scenario a una mostra complessa e visivamente potente. Frutto della riflessione condotta dall’artista polacco sulla storia passata e contemporanea.

Un buio ieratico inghiotte le opere di Miroslaw Balka (Varsavia, 1958) nello spazio altrettanto sacrale di Pirelli HangarBicocca di Milano che all’artista polacco dedica Crossover/s, la prima grande personale italiana curata da Vicente Todolí. Una mostra impegnativa per densità concettuale e per coinvolgimento sensoriale a cominciare dal drappo nero che ne governa l’ingresso, intiepidito alla temperatura di 37 gradi come quella media del corpo umano. Del resto, il corpo gioca un ruolo fondamentale nella fruizione del percorso, quando viene violentato dall’aria fredda di cinque ventilatori posizionati nella gabbia metallica a forma di croce (Cruzamento) come in un itinerario di espiazione e insieme memento del complesso e doloroso rapporto tra Balka e la sua cattolicissima Polonia. Una terra da cui emergono fantasmi ben più macabri, richiamati dal vino/sangue che troneggia al centro di una struttura metallica. È la riproduzione in scala di un mini zoo costruito a Triblinka per lo svago degli ufficiali delle SS e adattato nelle misure a un’antropometria coincidente con il corpo dell’artista.

L’UOMO E LA STORIA

Su questo stesso registro, dove memoria collettiva e storia recente si incontrano, la figura umana è comunque assente, ma sempre evocata, come in un dramma beckettiano. Si manifesta nel passaggio usurante su centinaia di saponette usate, raccolte tra gli abitanti di Varsavia e infilzate per farne un’altissima, sontuosa ed esile colonna alla Brancusi; o negli zerbini, anch’essi dismessi, che si intrecciano in Common Ground per diventare una soglia, ampia e plurale, tra spazio pubblico e dimensione domestica.

Miroslaw Balka, CROSSOVER-S. Exhibition view at Pirelli HangarBicocca, Milano 2017. Courtesy of Pirelli HangarBicocca, Milan. Photo Lorenzo Palmieri
Miroslaw Balka, CROSSOVER-S. Exhibition view at Pirelli HangarBicocca, Milano 2017. Courtesy of Pirelli HangarBicocca, Milan. Photo Lorenzo Palmieri

ORIZZONTI E SOPRAVVIVENZA

Meno narrativi, ma di icastica simbologia, appaiono i rimandi all’instabilità del presente che Balka distilla in un tubo metallico agitato da scosse ansimanti; in una pedana basculante o in un mattone elevato a residuo metaforico di potenziali rovine; in un filo di cotone giallo, Yellow Nerve, quasi invisibile perché assorbito dallo spazio maestoso e svuotato. Oppure nel corridoio buio che esaurisce la sua transitabilità nello scontro con una sbarra metallica o in quello spalmato di sapone, a un’altezza pari a quella dell’artista, che si spegne minacciosamente costringendoci a un’intermittenza sensoriale ed emotiva. Simile a quella emanata da una linea dalla luminosità reticente, viatico per sopravvivere all’orrore, con una traccia di speranza, seguendo l’orizzonte. Holding the Horizon, suggerisce Balka, che alleggerisce, almeno nel titolo, il cupo affresco del secolo breve, dall’Olocausto al crollo delle ideologie.

Marilena Di Tursi

Evento correlato
Nome eventoMiroslaw Balka - Crossover/s
Vernissage15/03/2017 ore 19
Duratadal 15/03/2017 al 30/07/2017
AutoreMiroslav Balka
CuratoreVicente Todolí
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoHANGAR BICOCCA
IndirizzoVia Chiese 2 - Milano - Lombardia
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Marilena Di Tursi
Marilena Di Tursi, giornalista e critico d'arte del Corriere del Mezzogiorno / Corriere della Sera. Collabora con la rivista Segno arte contemporanea. All'interno del sistema dell'arte contemporanea locale e nazionale ha contribuito alla realizzazione di numerosi eventi espositivi, concentrandosi soprattutto sulla promozione dei giovani artisti pugliesi dal 1988 fino ad oggi. È autrice di numerose pubblicazioni e di testi critici di presentazione dell’opera di giovani artisti, contenuti in cataloghi redatti in occasione di mostre personali e collettive. Per conto della Fondazione Corriere della Sera, in qualità di membro del consiglio scientifico, ha curato cicli di incontri dedicati all’arte contemporanea nell’ambito dell’iniziativa “Da Est a Ovest Bari incontra il mondo” (2015/2016) e “Quanto è contemporanea l’arte contemporanea?” (2016, con Marco Scotini, Achille Bonito Oliva, Domenico Fontana, Marco Senaldi). Laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Bari, con una tesi in Storia dell’arte contemporanea, ha conseguito la specializzazione triennale in storia dell’arte medievale e moderna presso l’Università “La Sapienza” di Roma e il titolo di Dottore di ricerca in Documentazione, catalogazione, analisi e riuso dei beni culturali presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari. Insegna Storia dell’arte nel locale Liceo artistico.