Milano e il collezionismo privato. 3 raccolte cittadine e contemporanee da vedere

L’iniziativa privata, si sa, contraddistingue da sempre l’offerta artistica milanese. E i collezionisti privati sono un segmento importante di questa configurazione. Durante miart abbiamo visitato le collezioni Iannaccone, Ramo e Spada.

1. COLLEZIONE GIUSEPPE IANNACCONE

Andrea Romano per il ciclo Inpratica allo Studio Iannaccone, Milano 2017

Imponente la collezione dell’avvocato Giuseppe Iannaccone. Una prima parte, con opere comprese fra il 1920 e il 1945, è stata ospitata dalla Triennale di Milano e raccolta in un corposo volume. Una seconda parte – non la totalità, va da sé – è visitabile nello studio in via Matteotti, a pochi passi da piazza San Babila. Opere scelte con rigore e precisione, anche grazie alla preziosa curatela di Rischa Paterlini.
Per il terzo anno, nei giorni della fiera apre la terza mostra del progetto Inpratica: dopo Davide Monaldi e Luca De Leva, nel 2017 è stato invitato Andrea Romano (Milano, 1984) a confrontarsi con gli spazi dello studio e con le opere della collezione. Testi e disegni, a parete e appoggiati alle finestre, talvolta con cornici in marmo lavorate a mano, strutturano un percorso unitario ma non costrittivo. E il dialogo s’intesse anche con quel che dalle finestre di vede, all’esterno.
www.collezionegiuseppeiannaccone.it

2. COLLEZIONE RAMO

Tancredi Parmeggiani, Le pose della Callas, 1960_61, china su carta, 28.4 x 19.5 cm. Courtesy Alessandro Parmeggiani, Oslo

La collezione di Giuseppe Rabolini – fondatore dell’azienda orafa Pomellato – è d’una coerenza inappuntabile: in raccolta entrano infatti soltanto disegni realizzati da artisti italiani del XX secolo. La curatela è affidata a Irina Zucca Alessandrelli e quest’anno, in occasione di miart, gli uffici di via Borgonuovo hanno ospitato una personale di Tancredi Parmeggiani (Feltre, 1927 – Roma, 1964).
Se la sua recentissima “riscoperta” si deve anzitutto alla grande mostra organizzata alla Collezione Peggy Guggenheim, la piccola rassegna meneghina ha il merito di gettar luce su un periodo particolare, fra il 1960 e il 1964, quando Tancredi abbandona l’Informale e abbraccia un figurativo che serba un’ironia talora più contenuta e tal altra – nelle Facezie – decisamente accesa: vedere Le pose della Kallas (poi corretto in Callas) per credere.
www.collezioneramo.it

3. COLLEZIONE SPADA

L’installazione di Davide Monaldi da Spada and Partners a Milano

Aprire ogni anno al circuito VIP una nuova collezione privata cittadina: anche in questo il programma di miart si distingue. Il 2016 ha tenuto a battesimo quella di Roberto Spada nei suoi uffici di commercialista – con un catering firmato nientemeno che da Carlo Cracco. Siamo in corso Italia e le stanze si snodano in maniera circolare, grazie all’intervento architettonico di CLS Architetti. Sulle pareti, opere di artisti affermati come Shilpa Gupta e Li Wei, ma anche alcuni giovani italiani come Marco Basta, Luca De Leva e Antonio Fiorentino. Menzione d’onore per le 365 statuette in ceramica di Davide Monaldi, splendidamente allestite. Un’opera che avevamo visto chez Iannaccone due anni fa e che ora ha trovato la sua collocazione ideale.
http://roberto-spada.blogspot.it/

Marco Enrico Giacomelli

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, la Libera Università di Bolzano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.